Usurai che strozzano

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Il giro di affari annuo dell’usura in Italia è stimato in 30 miliardi di Euro ed interesserebbe 150.000 esercizi commerciali.

Gli usurai (detti comunemente strozzini) svolgono altre attività illegali, dalle quali provengono i capitali che essi prestano e compiono altri atti illeciti, come il riciclaggio di denaro guadagnato illecitamente o atti di violenza per piegare la volontà delle loro vittime.
Talora, l’usuraio già dispone di un notevole patrimonio personale ed è in grado di fornire garanzie ai creditori per prestiti di un certo ammontare.

A volte si limita a firmare una fideiussione, che permette alla vittima di ottenere un prestito. L’istituto di credito rifiuta di concedere un prestito a chi non fornisce sufficienti garanzie e/o capacità di rimborso futuro, e la fideiussione può aprire le porte al credito.
In questo modo, l’usuraio potrebbe riscuotere interessi, senza anticipare alcuna somma. Diversamente, l’usuraio potrebbe prendere a prestito il denaro da un istituto di credito, garantendo col suo patrimonio, e girando le somme alle vittime a tassi usurai. Tuttavia, prestiti frequenti di ingenti somme potrebbero essere segnalati, e l’usuraio chiamato a documentare l’impiego delle aperture di credito.

L’usura si configura quando qualcuno fornisce del denaro in forma di prestito a dei tassi di interesse al di sopra di una soglia predeterminata, portando il debitore oltre la propria capacità di rimborso, per indurlo così a compiere azioni illegali. Questi valori, conosciuti più comunemente come tassi soglia vengono determinati ogni tre mesi e per ogni tipo di categoria o prodotto finanziario viene stabilito un tetto massimo di interesse, oltre i quali si configura il reato di usura.

Il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti comunque usurari è stabilito nel tasso effettivo globale medio (TEGM), maggiorato del 50 per cento, risultante dall’ultima rilevazione effettuata dalla Banca d’Italia per conto del Ministro dell’economia e delle finanze; le tabelle dei tassi medi vengono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale con decreto dello stesso Ministro e sono altresì disponibili sul sito della Banca d’Italia.

La rilevazione ha periodicità trimestrale; il TEGM, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, è riferito agli interessi annuali praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari per operazioni della stessa natura.

Tommaso Botto

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