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Uno Skipass dice a Promotur: Ti si sono ristrette le piste da sci?
1 Novembre 2012 Inchieste
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Dopo lo scandalo dei chilometri raddoppiati e le palle sui prezzi degli skipass degli altri, l’ente sciistico friulgiuliano pubblica su web un chilometraggio inferiore all’anno passato.

 

Ci si aspettava, vista la politica di doping commerciale delle ultime stagioni, un significativo aumento dei chilometri di piste pubblicizzati da Promotur, in ragione del nuovo piccolo collegamento a monte nel comprensorio di Tarvisio.

Ma l’ex Spa regionale (ora Agenzia, ossia Ente pubblico ma dotato di un cencelliano Cda) ma non ci risparmia sorprese: spulciando il nuovo faraonico sito web dell’Ente -se non hai i soldi per pagare il mutuo che fai? Ti compri la macchina nuova?-, scopriamo che i chilometri dichiarati sono quest’anno 133.

 

Ma l’anno scorso erano ben 145 (nonostante interrogazione in Consiglio regionale dall’esito amabilmente bipartisan).

 

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E l’anno prima erano 131.

 

Ma Friulia, finanziaria regionale che deteneva sino a qualche mese fa il 100% dell’azienda (trasformata in Ente per non metterla in liquidazione, stante il colossale buco finanziario), ne dichiarava 60 (!).

 

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E sappiamo che la magia non è frutto di lieviti o di cocaina (una ‘neve’ che dà dipendenza, un vizio come le bugie) ma di una dichiarata politica distorsiva che applica il coefficiente ‘zig-zag’: la sciata non è rettilinea, quindi lo sciatore coprirà sempre distanze maggiori della lunghezza lineare delle piste da sci…

 

 

Nel silenzio omertoso dell’Assessorato al Turismo del Friuli Venezia Giulia.
Oppure, anche in questo caso, l’Assessore Federica  Seganti si appellerà alla privacy
Ma altri problemi numerici incombono: oltre al cronico passivo in bilancio, ai  14  milioni di euro instillati dalla Giunta come una flebo in vena ad un malato morente, a centinaia di milioni spesi con tracotanza per fare impianti sciistici con un unico obbiettivo -farli giusto per dire che ci sono-, la slavina (400.000 euro sino alla scorsa stagione) che arriva da Bovec (località slovena sull’altro versante del Canin rispetto a Sella Nevea).
La società ‘transilvanica’ è in crisi mistica e non ha mai pagato la sua quota secondo la convenzione dello skipass transfrontaliero.

Ma Bovec ha appreso la scaltrezza del marketing di Promotur: dichiarano, per il comprensorio di Sella Nevea – Bovec, addirittura più chilometri di piste (30) rispetto ai ‘cugini’ italiani (28 – 15 reali).

 

 

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Almeno mettersi d’accordo…

 

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