UDINE: FORCONI ARRABBIATI MA EDUCATI

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100 manifestanti hanno protestato ieri sera, ad Udine, confermando anche nella cittadina friulana lo spirito dello sciopero dei Forconi. Dalle 18 alle 20 una fisarmonica di estensione di striscioni, con urla d’incitamento e cori da stadio, ha animato Piazzale Osoppo, centro nevralgico del traffico udinese, già sotto stress per la chiusura al traffico della limitrofa via della Vittoria per i lavori del nuovo parcheggio in piazza Primo Maggio.

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Una fisarmonica perché i dimostranti scendevano in strada allo scattare del semaforo rosso, per le auto: al verde risalivano sui marciapiedi. Nessun incidente e neppure disordini, quindi: la pressante presenza delle forze dell’ordine (una decina in divisa più altri manipoli in borghese) ha dissuaso alcuni più ‘duri’ da azioni maggiormente incisive.

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Eventuali occupazioni della strada (si è registrato solo un sit-in di un minuto) sarebbero state imputate “alla responsabilità dei singoli”, hanno fatto sapere rappresentanti della Questura: messaggio abbondantemente amplificato dal megafono dell’organizzatore del presidio, Alessandro Gallo.

Il quale Gallo ha così riassunto le finalità della protesta udinese che ha raccolto un gruppo eterogeneo di partecipanti, bambini compresi, sommando nel momento clou della manifestazione quasi duecento persone in strada, tra bandiere italiane e del Friuli: “La liberazione delle istituzioni da personaggi indegni, la liberazione dei palazzi dagli illeggittimi, ad oltranza, sinché sulla Gazzetta Ufficiale non verrà pubblicato quanto ha recentemente affermato la Corte Costituzionale. Andremo fino a Roma”.

L’arrabbiatura evidente e diffusa è stata espressa con vari slogan e cori ripetuti in mezzo a fischi e suonate di clacson: “Non ha senso!”, “Tutti in strada, si lotta per l’Italia”, “Siamo stufi di avere paura!”, “Fuori i coglioni!”, “Venduti!”, “Napolitano cambia mestiere, la garanzia è il tuo dovere!”.

Una dimostrazione di arrabbiattura ed educazione, limitata anche dal fatto che Carabinieri e Polizia Municipale avevano dirottato il traffico, limitando l’affluso di veicoli nelle arterie che conducevano al piazzale. Le auto comunque in transito hanno aderito agli inviti dei dimostranti: grandi strombazzate di clacson hanno così accompagnato le urla ed i cori dei ‘Forconi’ (li chiamamo così anche se su striscioni e cartelli non era presente questa dizione).

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Resta il presidio e domani sera, mercoledì, alle 18.30, sempre in Piazzale Osoppo, replicherà il moto di protesta: i manifestanti sono certi di avere rotto il ghiaccio anche in una città perbenista come Udine e si attendono di crescere in numero e rumore.

Tommaso Botto

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