TRIESTE: rischioso spostare zona franca dal molo 57

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“Risolvere la questione dello spostamento della zona franca dal Molo 57 del Porto Nuovo di Trieste al fine di scongiurare eventuali spostamenti da parte degli operatori interessati verso altri lidi o Stati vicini che avrebbero gravi ripercussioni sull’indotto occupazionale locale”.

A chiederlo è il consigliere regionale di La Destra Franco Baritussio in un’interpellanza presentata all’assessore regionale ai Trasporti Riccardo Riccardi.

“Fino a qualche tempo fa – rileva Baritussio – la linea dei traghetti albanesi svolgeva le operazioni di ormeggio e di scarico delle merci nel porto di Trieste al Molo 57, in quanto zona franca all’interno del Porto Nuovo.
“Da qualche settimana, però, a seguito di un atto prefettizio emanato anche al fine di agevolare l’attività con i traghetti greci (appartenenti all’area UE), la zona franca presso il Molo 57 è stata tolta.
Circostanza che, da quanto si apprende, avrebbe già fatto registrare un rallentamento e un calo delle operazioni con i traghetti della linea albanese di circa il 30%, incidendo in negativo anche su un indotto che interessa oltre 150 lavoratori locali.

“Alle linee albanesi – prosegue l’esponente de La Destra – sarebbe stata indicata l’area dello Scalo Legnami come futuro punto di ormeggio in zona franca nel porto di Trieste.
Un importante elemento disincentivante potrebbe derivare dal fatto che già due anni fa gli operatori albanesi dovettero affrontare spese per l’allestimento degli uffici al Molo-Magazzino 57 e, quindi, oggi si troverebbero nuovamente costretti a fare fronte a oneri analoghi, se non addirittura superiori, a quelli già allora sopportati.

“Vista l’importanza della questione – conclude Baritussio – chiedo all’assessore Riccardi di approfondire assieme alle autorità competenti e, se opportuno, anche con gli operatori interessati, le cause effettive del citato calo delle operazioni di ormeggio e di scarico merci da parte dei traghetti albanesi, nonché di verificare le opportune soluzioni utili al recupero delle attività, possibilmente mirando a una prospettiva stabile per il futuro.

E’ comunque importante scongiurare il rischio che gli operatori dei traghetti albanesi trasferiscano la loro attività in altri lidi o Stati vicini, con gravi ripercussioni sull’indotto occupazionale locale”.

Redazione

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