Trieste: pappa e ciccia tra Fondazione Cassa Risparmio e Il Piccolo (Espresso)

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L’articolo che oggi il quotidiano il Piccolo dedica alla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste non descrive la realtà dei fatti. O meglio, descrive sono una parte, quella che meglio si presta all’edulcorazione di una triste vicenda.

Paolo Menis
Come ampiamente previsto dal sottoscritto, anche quest’anno il bilancio della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste deve prendere atto di una sbagliata gestione finanziaria del proprio patrimonio.

Il conto economico evidenza una perdita di 22 milioni sulla quale ha inciso pesantemente la svalutazione di 30 milioni delle immobilizzazioni finanziarie (a sua volta determinate dal minor valore iscritto a bilancio della partecipazione in Mediocredito, meno 23 milioni).

Un atto prudenziale e dovuto ma che certifica una gestione del portafoglio delle partecipazioni assolutamente perdente. Ora, come ho affermato in campagna elettorale e durante la replica alla presentazione delle linee programmatiche del neo sindaco Dipiazza, è necessario scongiurare che la Fondazione partecipi all’aumento di capitale di Mediocredito: sarebbero altri denari buttati al vento.

Purtroppo la picchiata continuerà anche nei prossimi anni. La Fondazione possiede anche azioni Unicredit che sono iscritte a bilancio della Fondazione per un valore di 156 milioni ma il prezzo di mercato a fine 2015 si aggirava intorno ai 90 con un valore unitario delle azioni di 5,16.
Oggi il valore di un’azione Unicredit è di 2 euro. Fate un po voi i conti …

Già nel 2013 la Fondazione ha dovuto svalutare di 71 milioni di euro le proprie partecipazioni. Nel bilancio 2014 non sono apparse altre svalutazioni, tuttavia la differenza fra i valori iscritti a bilancio e quelli di mercato (o del valore del patrimonio netto delle società partecipate) erano altrettanto consistenti: 74 milioni. Totale 145 milioni di minor valor nel patrimonio.

Per questi motivi, affermo ancora una volta, che il dott. Massimo Paniccia, presidente della Fondazione, deve dimettersi.

Se non bastasse, aggiungo anche che:

– Paniccia è nel consiglio di amministrazione della Poligrafici Editoriale Spa:
(http://www.monrifgroup.net/governance/poligrafici-editoriale-s-p-a/)
e guadagna 23.500 euro l’anno:
(http://www.monrifgroup.net/wp-content/uploads/2016/05/Relazione-sulla-remunerazione-20151.pdf)

La Fondazione CrTrieste ha partecipazioni:

– nel gruppo Editoriale l’Espresso (n. 10.858.798 azioni, pari al 2,63% del capitale sociale, per un valore iscritto nel bilancio 2015 della fondazione di 10.984.760)
– nella Poligrafici Editoriale (n. 6.600.000 azioni, pari al 5% del capitale sociale, per un valore iscritto nel bilancio della fondazione di 1.675.740)

Nel 2014:
– il gruppo Editoriale l’Espresso ha perso (5.200.397) euro
– Poligrafici Editoriale ha perso (9.926.000) euro

Investimenti, visti i risultati, giustificati solamente per tener buona la stampa, visto l’articolo di oggi sul Piccolo.

Paolo Menis
consigliere comunale M5S Trieste

Redazione

1 comment

  1. Antony says:

    Ago 2, 2016

    Rispondi

    Osservazioni perfette, in Italia i controlli non esistono e gli amministratori della Fondazione sguazzano incontrollati. Da alcuni giorni il sito web della Fondazione http://www.fondazionecrtrieste.it/ non è accessibile, risulta chiuso, è chiaro che non vogliono che il cittadino vada ad accertare quanto denunciato da Paolo Menis.

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