Trieste, Menis (M5S): “Firma storica per Porto Vecchio? Direi piuttosto che si tratta di un falso storico”

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«Ieri, non c’è stata alcuna sdemanializzazione delle aree del Porto vecchio, al limite è stata tirata una riga su un pezzo di carta. E’ lo stesso famigerato emendamento Russo a prevedere un percorso diverso rispetto a quello che l’Agenzia del Demanio, l’Autorità portuale, la Regione e il sindaco Cosolini vogliono far credere ai triestini. Serracchiani e Cosolini potrebbero almeno leggere quello che il Pd vota a Roma!».
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«La legge, che il M5S ha aspramente criticato, prevede che prima venga spostato il Punto franco internazionale e poi eventualmente si potrà sdemanializzare l’area. Ma i trattati internazionali non prevedono la riduzione del Punto franco ma solo l’allargamento. Al limite esso può essere temporaneamente sospeso ma non tolto dall’area del Porto vecchio».
 
«Ci si dovrebbe piuttosto preoccupare di difendere a livello nazionale la specificità del Punto franco di Trieste chiedendo i regolamenti di attuazione e di togliere i vincoli architettonici posti dallo Stato sui vecchi magazzini per poter far diventare quell’area una zona in grado di ospitare attività produttive interessate a sfruttare il regime di Punto franco».
Questo è quanto ha dichiarato ieri al riguardo la presidente del Friuli Venezia Giulia Serracchiani:
(ARC) PORTO VECCHIO: SERRACCHIANI, PER TRIESTE UN’OCCASIONE STORICA
 “Un momento storico, un atto di straordinaria importanza che Trieste e i triestini attendevano da troppo tempo, frutto di un eccezionale lavoro di squadra”. Così la presidente della Regione, Debora Serracchiani, ha commentato oggi la firma del documento che sancisce il nuovo confine tra la città e l’area portuale, premessa per la sdemanializzazione del Porto Vecchio.
Alla firma, che si è tenuta nella Centrale idrodinamica del Porto Vecchio, erano presenti i rappresentanti di tutte le istituzioni  oinvolte, che hanno lavorato di comune accordo per arrivare a
stabilire la mappa del confine: accanto alla presidente Serracchiani, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino, il direttore generale dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, Capitaneria di porto e Genio civile Opere marittime.
E poi ancora il commissario di Governo, il prefetto di Trieste Francesca Adelaide Garufi, che avrà un ruolo determinante nell’atto successivo, il trasferimento del punto franco, e il senatore Francesco Russo, protagonista del decisivo passaggio parlamentare che ha messo in moto il processo di sdemanializzazione.
“Ci rendiamo conto – ha detto ancora la presidente Serracchiani – di avere adesso una grande responsabilità, perché quest’area rappresenta una straordinaria potenzialità non solo per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia, ma per l’Europa”.
“Dobbiamo – ha aggiunto – essere all’altezza della storia di Trieste, non dobbiamo trasformare questo momento in un’occasione persa. Abbiamo il contenitore, dobbiamo adesso metterci il contenuto. Ci giochiamo un bel pezzo del nostro futuro, e siamo partiti col piede giusto”.
Il sindaco Cosolini non ha nascosto “emozione” e “gioia” per questo momento, con il quale Trieste coglie due risultati: “Sconfiggere l’immobilismo, di cui il Porto Vecchio era il simbolo, e creare le condizioni per rilanciare gli investimenti, pur in un momento di crisi. Trieste può tornare grande”.
Per l’Autorità portuale, come è stato ricordato, il trasferimento dell’area rappresenta in realtà un “plusvalore” perché, secondo le indicazioni della legge di stabilità 2015, gli introiti del Comune per la vendita degli immobili sdemanializzati saranno destinati a opere infrastrutturali per potenziare il porto commerciale.
Redazione

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