Trapani, città tra due mari

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Non un mare solo bensì due: questo è infatti l’orizzonte della città di Trapani, punta estrema della Sicilia Occidentale, bagnata dal Tirreno Meridionale a Nord e dal Canale di Sicilia (identificato in loco come Mar Mediterraneo) ad Ovest.

Oltre che “città tra due mari”, Trapani è anche denominata “città del sale e della vela”: del sale perché ci sono le saline, della vela perché il vento è di casa ed il mare mette proprio voglia di navigarlo.

La città e la sua piana sono dominati, sull’altro versante, dal Monte Erice (Èrici o U Munti in siciliano), detto anche San Giuliano, alto 750 metri e collegato alla città anche da una funivia Leitner che inerpica 47 cabine da otto posti in un panorama mozzafiato.

La popolazione che si insediò qui in epoca più antica fu quella degli Elimi, popolo mediterraneo dalle origini incerte. Sullo stesso promontorio trapanese sorgeva Drepanon, termine greco che significa falce, data la forma della penisola su cui sorge la città. La mitologia ricorda che Saturno, in un momento di ira, usò la sua falce contro il padre Urano per poi scagliarla via dando origine alla città.

I Romani la trasformarono in Drapanum e gli Arabi la chiamarono Itràbinis o Taràbanis.

Vista la sua posizione privilegiata verso l’Africa, verso l’Europa (se si naviga da sud) e verso l’Asia (da ovest) e viceversa, la città si vide dominata oltrechè da greci, fenici e romani, dai normanni, dagli angioini, dagli aragonesi e dai Borbone: la città risulta un vero gioiello, incastonato dalla storia con preziose architetture di differenti epoche. Ogni dieci metri, nel Centro Storico, ci si imbatte in scorci piacevoli ed interessanti: palazzi barocchi, torri, mura, chiese, porti; il tutto in un’atmosfera vitale e mai caotica, se non durante la Processione dei Misteri (venerdì di Pasqua) e della Madonna (a ridosso del Ferragosto).

Gran parte del lungomare cittadino è balneabilebile: sottili spiaggette si alternano a basse scogliere, su acque limpide e invitanti; alcuni lidi sono attrezzati e a pagamento.

Trapani è da visitare ma anche da mangiare: piatto tipico è il couscous, scorpacciate di pesce e piatti tipici siciliani (il vero slow food) fanno la differenza, assieme a pizze e prodotti di forno entusiasmanti. Il Tonno è nel DNA dei menu, essendo questa zona di mare sede storica dell’antica Mattanza (pesca sanguinosa e quasi feroce dei grandi tonni).

Da visitare nel circondario (entro la mezz’ora in auto o in aliscafo): San Vito Lo Capo, luogo ideale per le vacanze, grazie ad un mare di un azzurro intenso e ad una spiaggia di sabbia finissima e bianca. Lì vicino si trova anche la Riserva Naturale dello Zingaro. Erice, che si caratterizza per l’abitato di impianto medievale, fatto di stradine rivestite di basolato ed acciottolato. L’Arcipelago delle Egadi (isole di Favignana, Levanzo e Marettimo oltre gli isolotti di Formica e Maraone), le meraviglie di una natura selvaggia ed incontaminata; acque cristalline, profumi, colori, storia e antiche tradizioni; scenari ineguagliabili;

La strada che da Trapani conduce a Marsala, costeggiando la laguna che accoglie Mozia (centro fenicio con importanti scavi archoelogici) è fiancheggiata da saline che offrono una vista bellissima: gli specchi d’acqua suddivisi da sottili strisce di terra formano una scacchiera irregolare e multicolore. A tratti compare nel mezzo la sagoma di un mulino a vento, memoria del tempo in cui esso era uno degli strumenti principali per pompare acqua e macinare il sale. Lo spettacolo è ancora più suggestivo in estate, al momento della raccolta, quando le tinte rosate dell’acqua nelle varie vasche si intensificano e le vasche più interne, ormai prosciugate, brillano al sole.

Tommaso Botto

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