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Ti piace iscrivere facile? Ponzi-ponzi Ponzi-po ..!
9 Luglio 2011 Inchieste
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Il DIS-Ordine dei Giornalisti del FVG non segue le delibere di Roma, autorizzando facili iscrizioni. Il caso De Grandi. In Veneto tutta un’altra storia…

Abbiamo detto: la professione vive il momento peggiore, per una situazione paradossale in cui, mai come prima nella storia del mondo, tutti mangiano informazioni ma chi le produce “per legge”, tranne i più anziani (o i raccomandati) assunti regolarmente con i contratti di categoria, stenta a lavorare e se lavora guadagna meno che con un part-time al McDonald’s; la professione, in Italia, è sì regolamentata ma con una distonia che confonde, svilisce e sconvolge la Grundnorm di partenza (Legge sulla Stampa 69/1963); i giornalisti (100mila circa tra professionisti, pubblicisti, praticanti, elenchi speciali e stranieri), pare, sono troppi rispetto alla domanda del mercato del lavoro.
Eppure tutti leggono, ascoltano, guardano e navigano per tenersi informati…Come mai prima nella storia.

Abbiamo detto che la mancanza di rigidi paletti, di distinguo che avrebbero un chiaro senso, anche etimologico, tra professionisti e pubblicisti ha, negli anni, incresciosamente impoverito il mercato del lavoro giornalistico, seminando fame e miseria in un sistema dichiarato saturo, in cui i professionisti (laureati, specializzati, esaminati) soccombono numericamente alla massa dei pubblicisti (rapporto uno a tre?).

E allora noi domandiamo a chiunque ci legga, dopo averlo domandato per iscritto all’organo di competenza ed avere ricevuto una risposta tautologica vicina al puerile: perché diavolo (useremmo un altro epiteto se non credessimo nei principi della continenza verbale) iscrivete nell’Albo dei Pubblicisti chi non ha nemmeno i requisiti (IL REQUISITO!) dei 24 mesi di attività giornalistica regolarmente retribuita?

Questo infatti è accaduto in Friuli Venezia Giulia, in seno all’omonimo Ordine dei Giornalisti.
Un caso per tutti: il signor Roberto De Grandi, microscopico editore di un mensile freepress di Udine, ha per anni pressato il direttore della rivista (e i suoi attributi) affinché lo aiutasse ad iscriversi come pubblicista.
Il direttore (uscente, perché poi è stato subitaneamente estromesso dalle sue funzioni e in seguito licenziato e sostituito dallo stesso editore …), colto di sorpresa all’interno di un bar, con primogenita in braccio, dallo stesso Roberto De Grandi, suo datore di lavoro, si è trovato di fronte ad un paio di fogli ed una penna: verificato che il testo da siglare corrispondesse all’ultima informale esortazione a desistere da quell’illogico progetto (“Tu non hai percepito un euro per gli articoli che ti sei pubblicato, quindi cancella, almeno, la dizione “regolarmente retribuiti”), ha firmato la mezza dichiarazione, corrispondente al vero, che riportiamo di seguito:

 

Non si menziona assolutamente il requisito di cui art.35, 1° comma, Legge 69/1963: “regolarmente retribuita”. Non ve n’è traccia perché il direttore non ha voluto certificare il falso.
Il suo intendimento era: “Mi frantumi la vita a tutte le ore per iscriverti? Io ti certifico la verità, tutta la verità, nullaltro che la verità. La legge dice che necessiti di questo requisito e tu non ce l’hai. L’Ordine non ti accetterà la domanda, verserai una tassa governativa a vuoto, affari tuoi…”

E invece il Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, a dispetto della succitata norma e dell’evidenza testuale della certificazione, ha dato benestare all’iscrizione di Roberto De Grandi, autore della seguente autocertificazione di reddito, da poco in nostro possesso, tanto illegittima (secondo la Legge 69/1963) quanto sgrammaticata:

 

Non un 730, non una busta paga, non una fattura: due righe -dalla sintassi zoppicante- e una firma.

Alla faccia anche del Massimario del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (Massimario CNOG 2008 ) che ha più volte annullato questo vecchio escamotage, come con la delibera n° 44/08, “L ‘editore deve documentare i compensi percepiti per l’attività pubblicistica: Per giurisprudenza costante di questo Consiglio, infatti, è elemento essenziale, per l’iscrizione all’albo dei pubblicisti, la dimostrazione della retribuzione, ed a nulla vale, per il caso, essere editore della testata. Essere editore, infatti, costituisce investimento di capitale che può o meno dare utili di impresa, ma certo non apre le porte al giornalismo.
Tra gli elementi richiesti per l’accesso alla professione giornalistica, quale quella del pubblicista, è condicio sine qua non dimostrare sia l’attività svolta, nel caso ampiamente documentata, e sia, insieme, la retribuzione per quella attività, che assume pertanto la figura di reddito di lavoro distinta e certamente non equivalente a quella di utile di impresa della quale può o meno godere l’editore”.

 
Il direttore uscente ha poi presentato istanza (giusto un anno fa) all’Ordine del FVG per cancellare quell’iscrizione, adducendo le motivazioni esposte sopra.
Risposta: “Ti respingiamo il ricorso… l’iscrizione è un atto dovuto … non possiamo immaginare riserve mentali del direttore … non c’è lo strumento della cancellazione … l’esame/corso di formazione è questione di jure condendo … rivolgiti al sindacato perché ti ha licenziato”.

È il caso di dirlo: Ma dovatu ?

Ben di altro tenore è la “regola” seguita dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto:

“… Curriculum sintetico dell’attività giornalistica svolta… Attestazione frequenza del corso di formazione previsto dal Documento di indirizzo approvato dal Cnog in data 17/06/2009… Dichiarazioni su carta intestata del giornale a firma dei direttori responsabili delle pubblicazioni che attestino l’attività pubblicistica continuativa e regolarmente retribuita svolta dal richiedente nell’ultimo biennio… Documenti comprovanti la retribuzione… il requisito della regolarità nella retribuzione… Copia iscrizione Inps (gestione separata)… Copia fatture emesse… Copia certificazione R.A. (ritenuta d’acconto) …Copia dichiarazione dei redditi presentata (con relative ricevute di versamento delle imposte) … Copia modello attribuzione partita IVA … Copia notule emesse (relative a diversi committenti) … Copia certificazione R.A. (ritenuta d’acconto) … Copia dichiarazione dei redditi presentata (con relative ricevute di versamento delle imposte) … è ritenuta sufficiente una retribuzione complessiva nel biennio di almeno € 1.000,00. In ogni caso il Consiglio dell’Ordine si riserva di valutare la congruità della retribuzione dichiarata dall’aspirante pubblicista alla luce della documentazione prodotta, della conoscenza delle singole situazioni e delle eventuali opportune verifiche. Non è ritenuto valido il pagamento corrisposto in unica soluzione o al termine del biennio.
Ti piace iscrivere facile? Ponzi-ponzi Ponzi-po ..!

 Come mai? (Segue)

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