#Terrorismo: Islamici, da che parte state?

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CONSIGLIO REGIONALE FVG, DEPOSITATA MOZIONE: E’ TEMPO DI UN CONFRONTO CULTURALE CHE NON PUO’ ESSERE PIU’ ELUSO ALL’INTERNO DELLA POLITICA E CON L’ISLAM MODERATO
ISIS
Al fine di poter procedere ad una approfondita discussione e confronto in Consiglio Regionale FVG il precedente Ordine del Giorno (predisposto dal presidente del gruppo di Area Popolare/NCD Alessandro Colautti con il collega Paride Cargnelutti) su richiesta dello stesso assessore regionale Torrenti e di consiglieri di maggioranza e opposizione, è stato trasformato nella Mozione “Ai recentissimi attentati di Parigi si impone una profonda riflessione, anche assieme all’Islam moderato, che stani autoinganni e falsità storiche che nutrono l’estremismo islamista radicale” sottoscritta anche dai consiglieri regionali Emiliano Edera (Cittadini), Giovanni Barillari (Misto)

“E’ tempo di un confronto culturale che non può essere più eluso. Proprio se non vogliamo innescare una guerra di civiltà e tanto meno una guerra di religioni, dobbiamo iniziare una analisi, un confronto anche duro se necessario perché, a partire dal nostro interno e in primis in questa assise che rappresenta i cittadini, la cultura della nostra terra ed i valori liberali della nostra democrazia, non possiamo legiferare dando per scontata l’esistenza di un islam moderato, ma senza, però, voler cercare un confronto su di esso”.

“Se vogliamo essere veramente coerenti con i nostri valori e continuare a ricevere i migranti e contemporaneamente rendere inoffensive le cellule terroristiche pronte ad uccidere, se vogliamo salvare chi fugge dall’Isis ed essere implacabili contri chi vuole trarre vantaggio dalla nostre lealtà ai nostri principi per entrate nel nostro paese a commettere crimini, allora non possiamo sottrarci ad un vero confronto al nostro interno e con il mondo islamico moderato. Questa legge sull’accoglienza può essere valida in tempo di pace, ma ora che siamo in guerra il Consiglio regionale deve avere il coraggio di sviscerare tutti i reali argomenti legati all’immigrazione e al mondo islamico, senza rifugiarsi nell’inutile contrapposizione tra chi dice “sono tutti terroristi” e chi afferma “l musulmani sono le prime vittime del terrorismo”.

“La politica – afferma Colautti – ha la possibilità di aiutare l’Islam moderato a liberarsi dal ricatto religioso di cui, gioco forza, è prigioniero. Questo aiuto, però, può arrivare solo attraverso un confronto duro, senza sconti e che non abbia paura della verità; così come è avvenuto nella cultura laico-illuminista occidentale che ha avuto almeno per due secoli con il Cristianesimo e con le sue influenze storico-sociali. Questa aula non deve avere paura di domandarsi e domandare ad esempio perché nell’Islam moderato la condizione della donna è sempre di inferiorità? non viene accettato un reale confronto culturale? non è possibile costruire una chiesa o una sinagoga? E del perché siano state accettate solo parzialmente le dichiarazioni sui diritti dell’uomo? Perché non parliamo che l’adulterio nei paesi islamici è punito con la lapidazione? ”.

“Solo se la politica e questo Consiglio Regionale, prima di tutti, avranno il coraggio di aprire questo confronto culturale si potrà uscire da un autoinganno e da posizioni politiche preconcette e concretizzare una risoluzione laica sul tema dell’accoglienza”.

A seguire la Mozione:

XI   LEGISLATURA – ATTI CONSILIARI

MOZIONE

Oggetto: Ai recentissimi attentati di Parigi si impone una profonda riflessione, anche assieme all’Islam moderato, che stani autoinganni e falsità storiche che nutrono l’estremismo islamista radicale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
RICORDATI i recentissimi attentati parigini avvenuti per mano di terroristi dell’Isis che hanno causato finora 132 morti e centinaia di feriti tra innocenti civili e la loro esecuzione avvenuta con fredda efferatezza;

RICORDATI, altresì, gli attentati avvenuti in questi ultimi anni, per mano di terroristi islamici a New York, Madrid, Londra e Parigi, senza dimenticare gli innumerevoli attentati ai voli di linea, che hanno causato gravissime perdite umane fra inermi cittadini;

RITENUTO che diviene inevitabile un confronto culturale che non deve essere più eluso, proprio per non innescare una guerra di civiltà e tanto meno una guerra di religioni, e che richiede una analisi, un confronto anche duro se necessario perché, a partire dal nostro interno e in primis da quest’Aula che rappresenta i cittadini, la cultura della nostra terra ed i valori liberali della nostra democrazia, non possiamo più legiferare dando per scontata l’esistenza di un Islam moderato e senza voler cercare un confronto con esso;

RAVVISATA pertanto la necessità di un vero confronto cui non possiamo né dobbiamo sottrarci, se vogliamo:
a) essere veramente coerenti con i nostri valori e continuare a ricevere i migranti e contemporaneamente rendere inoffensive le cellule terroristiche pronte ad uccidere;
b) salvare chi fugge dall’Isis ed essere implacabili contri chi vuole trarre vantaggio dalla nostra lealtà ai nostri principi per entrate nel nostro Paese al fine di commettere crimini contro civili innocenti;
c) avere il coraggio di sviscerare tutti i reali argomenti legati all’immigrazione e al mondo islamico in particolare, senza rifugiarsi nell’inutile contrapposizione tra chi dice “sono tutti terroristi” e chi afferma “l musulmani sono le prime vittime del terrorismo”;

RITENUTO che quest’Aula non deve avere paura di domandarsi e di domandare perché nell’Islam moderato la condizione della donna è sempre di inferiorità? Perché non viene accettato un reale confronto culturale, ma anzi lo si elude? Perché non vi è un diritto che consenta anche nei paesi islamici la costruzione di una chiesa o una sinagoga? Perché siano state accettate solo parzialmente dagli stati islamici le dichiarazioni sui diritti dell’uomo? Perché gridiamo allo scandalo per il non riconoscimento dei matrimoni gay in Italia e dimentichiamo che nei paesi islamici gli omossessuali vengono impiccati? Perché non parliamo del fatto che l’adulterio nei paesi islamici è punito con la lapidazione? Perché non vi è nei paesi islamici una seria volontà di ridurre l’analfabetismo?

CONSIDERATO che la politica ha la possibilità di aiutare l’Islam moderato a liberarsi dal ricatto religioso di cui, gioco forza, è prigioniero, ma che questo può arrivare solo attraverso un confronto serio che stani autoinganni e falsità storiche che nutrono l’estremismo islamista radicale, così come è avvenuto nella cultura laico-illuminista occidentale che ha avuto almeno per due secoli con il Cristianesimo e con le sue influenze storico-sociali;

RICORDATO che il Catechismo della Chiesa Cattolica non rinuncia ad esaltare la comune fede in un Dio unico, con queste significative parole: “Il disegno della salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in primo luogo i musulmani, i quali, professando di tenere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudicherà gli uomini nel giorno finale”, con un autentico controcanto del Corano: “In verità, coloro che credono, siano essi giudei, nazareni o sabei, tutti coloro che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.”, e quindi apparentemente le ragioni del conflitto non sembrano insuperabili;

RICORDATO anche dell’ampio dibattito consiliare sulla legge regionale n. (99) approvata il 17 novembre 2015 e del fatto che la citata legge regionale tende a non aggiungere nulla di ciò che è già disciplinato anche per via amministrativa ed in ogni caso alla gestione ordinaria dell’accoglienza e dell’integrazione degli immigrati in attuazione della legge Bossi/Fini, che assegna anche la Friuli Venezia Giulia competenze concorrenti in merito, mentre invece la situazione di ciò che sta accadendo in Italia ed Europa ha ormai il carattere della straordinarietà se non, come molti media hanno fatto rilevare, dello stato di guerra o come espresso anche da Papa Francesco “della III^ Guerra mondiale a pezzi”;

ATTESO che essere cittadini europei comporta l’accettazione e condivisione di diritti, doveri, responsabilità e valori comuni e come sia necessario che gli immigrati/rifugiati accettino oltreché l’aiuto immediato innanzi tutto l’insieme di ciò che la cittadinanza europea/occidentale rappresenta;

RIBADITO che tale stato di terrore si può fermare solo mettendo fine alle guerre e alle persecuzioni, obiettivo questo su cui la UE deve operare con la consapevolezza del proprio ruolo di Unione nata per affermare pace e sviluppo e quindi con una determinazione che metta fine agli incoerenti comportamenti di chi cerca aiuto a casa nostra e poi non esita a compiere attentati efferati;

RICORDATA la ancora attuale frase di J.F. Kennedy che “i diritti di tutti vengono messi in pericolo quando sono minacciati i diritti di un solo uomo”.

TUTTO CIO’ PREMESSO

IMPEGNA IL CONSIGLIO REGIONALE

Ad attivare una serie di iniziative anche attraverso la Commissione competente per un confronto culturale franco ed aperto, che permetta a tutti di uscire da un autoinganno e da posizioni politiche preconcette al fine di concretizzare una risoluzione laica sul tema dell’accoglienza, anche prevedendo le opportune e necessarie audizioni, con i rappresentati dell’islam moderato, e delle altre religioni, ed in generale con tutte le organizzazioni rappresentative delle popolazioni straniere immigrate nel Friuli Venezia Giulia;
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
Affinché rappresenti al Governo nazionale, al quale si riconosce di aver operato affinché l’Europa tutta prendesse consapevolezza e agisse dopo che per troppo tempo aveva lasciato il nostro Paese e l’area Mediterranea soli a fronteggiare il grande fenomeno migratorio, l’assoluta necessità ed urgenza di prevedere:
a) regole e risorse comuni per tutti Paesi dell’Unione europea, da adottarsi con accordi specifici, in materia di controlli alle frontiere UE, di disciplina dei rimpatri, di modalità di integrazione, di distribuzione dei rifugiati e dei flussi migratori e non ultimo in materia di cooperazione con i Paesi d’origine dei flussi stessi;
b) chiedere misure speciali e straordinarie per il Friuli Venezia Giulia in virtù della particolare situazione geopolitica della nostra regione, punto di arrivo e transito di profughi, ma anche purtroppo di terroristi, che giungono dalla rotta balcanica;
c) avviare, anche attraverso accordi di collaborazione con Austria e Slovenia, protocolli di intervento comuni per affrontare l’ondata migratoria in atto ed i ormai connessi rischi terroristici in atto e futuri.

Trieste, 24 novembre 2015

COLAUTTI                           CARGNELUTTI                          BARILLARI                         EDERA

Redazione

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