TERREMOTO FRIULI ’76: L’ORCOLAT URLO’ CON I PINK FLOYD

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Udine Today svela la vera identità del ragazzo che registrò,  assieme a Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd, il sisma che distrusse il Friuli: Giancarlo Virgilio l’ha intervistato, scoprendo incredibili coincidenze e casualità.

 

L’audio era forse già rintracciabile in rete ma la storia racconatata da tanti faceva acqua da tutte le parti. Così riassume la vicenda Giancarlo Virgilio su Udine Today:

<< Orcolat (orcaccio, spregiativo del friulano ‘orcul’, orco). Ma ha anche una ‘voce’, quella catturata da Mario, “un ragazzo di Tricesimo di 13 anni”, che quella sera di 38 anni fa registrò inconsapevolmente il suo urlo durante il riversamento di una canzone dei Pink Floyd da vinile ad audiocassetta.>>

Ed è qui che Virgilio sfata i primi falsi miti sedimentatisi nelle pieghe della rete, <<l’effetto ‘telefono senza fili’ e nell’era di internet le sue tracce si sono affievolite tra i tanti copia-incolla. Dopo alcune ricerche, abbiamo scoperto che all’epoca non aveva 13 anni e che non era di Tricesimo, lo abbiamo rintracciato e intervistato.>>

<<Quel ‘ragazzo’ si chiama, Mario Garlatti, classe 1957 e il 6 maggio 1976 aveva da poco compiuto 18 anni. Per il compimento della maggiore età aveva ricevuto in dono, quello che per molti ragazzi dell’epoca doveva essere un sogno, un mangiacassette portatile della Philips, con microfono incorporato (dettaglio importante, soprattutto per i fatalisti). Mario era uno studente e abitava a Udine con i suoi genitori, in via Bernardinis al civico 115. Quel famoso 6 maggio era a casa. La famiglia in quei giorni ospitava la sorella di Mario, Anny, di 3 anni più grande, suo marito Gianpiero e i loro bambini, Carlo, di 1 anno, e Francesca, di 2 anni e mezzo (i cui nomi si sentono nella registrazione).>>

Una serie di coincidenze svelano un retroscena mistico, metafisico di questa vicenda e legano indissolubilmente i Pink Floyd al terribile terremoto.

<<Il riversamento, ci racconta Mario, era quindi arrivato a ‘Shine on you crazy diamond’ quando alle ore 21:00:12 iniziò la lunga scossa. Saltò subito la corrente e rimasero completamente al buio. Il caso però volle, che il registratore essendo stato dotato di batterie continuò la sua registrazione. Ma non solo. “La forza delle scosse aveva casualmente attivato il microfono – ci spiega Mario -. Aveva cioè fatto saltare il microfono nella posizione di registrazione, facendo scattare una piccola leva, quindi abilitando la registrazione dell’audio ambientale e non più quella proveniente dal giradischi”. Quando, quindi, il vinile si fermò per l’assenza di elettricità, il microfono registrò le voci esterne e soprattutto il ticchettio del braccetto del giradischi che continuava a saltare e a ‘stenografare’ l’intensità del sisma seguendo fedelmente la lunga scossa.>>

Quel ‘ragazzo’ ricorda così quelle sensazioni: <<Quando sento i Pink Floyd ad esempio, non riesco a non pensarci. Forse come molti friulani. La connessione fra quella canzone, il terremoto e il mio vissuto è troppo forte. La sento quasi una canzone mia, parte di me. L’unica canzone che ‘ho scritto’. Mi ha segnato la vita. Sono stato a vedere molti loro concerti. Anche quello del ‘94 a Udine. E tutti i concerti a cui sono stato, incredibilmente iniziavano proprio con le note di ‘Shine on you crazy diamond’.>>

I Pink Floyd conoscono questa incredibile storia che, indirettamente, li vede protagonisti, nella memoria collettiva, con il devastante terremoto?

 

 

Redazione

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