TE LO DO IO IL RATING: ITALIA DECLASSATA? Infrastrutture DDD-

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Viaggio empirico (e priapico) nel Mezzogiorno (che è Italia). Le carenze strutturali si palpano. Non è facile vivere così… lo sapranno quelli di Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch?

 

Provate (Dio vi scampi) ad andare con i fantomatici mezzi pubblici da un estremo all’altro del Sud d’ Italia: noi l’abbiamo fatto (e lo racconteremo ai nostri nipoti) un mese fa, tagliando le splendide terre (e il mare) del Mezzogiorno, in un viaggio che sapeva di maratona, da Trapani a Lecce.

Siamo quindi risaliti, giungendo nel profondo Sud, seguendo itinerari e traiettorie sicuramente originali per gente del Nord.
810Km, qualcosa in pià di quel che può essere, per paragonarlo al Settentrione, al percorso Tarvisio-Ventimiglia.

Non consideriamo l’itinerario precedente, ossia da dove giungevamo (e dove siamo poi tornati, noi che ‘abbiamo finito l’Italia’): per cui, limitiamoci a dire che siamo partiti da Trapani, città della Sicilia Occidentale dove siamo sbarcati il 21 giugno.
Ci sono aerei che collegano la Sicilia con tutto il mondo ma non con il Salento (il biglietto Palermo-Bari costava una follia, aggiungiamo il transfert da Bari a Lecce, una follia da evitare in periodo di spending review).
Voto: CCC- (come la Grecia).

Dopo un paio d’orette d’attesa, sotto un freschissimo leccio, nel pieno centro storico, attorno alle 16 siamo saliti su un pullman di linea che ci ha portati a Palermo.
Siamo arrivati nel capoluogo dopo circa un’ora: c’è voluta un’altra ora per giungere al terminal, visto che la grande città non ha una viabilità esterna e, si sa, uno dei tre problemi dell’Isola è il traffico… BBB.

Avremmo voluto andarci in treno, a Palermo, lungo l’antica linea ferroviaria ma, non è uno scherzo, cento chilometri scarsi vengono percorsi in quasi sei ore. DDD
Piccolo inciso: acquistate e conservate nella vostra biblioteca un orario ferroviario (Trenitalia) di Sicilia e Calabria. Farete sonore ‘sbaccanate’ (ABB), sfogliandolo con i vostri ospiti, nel dopocena.

Bus-Terminal di Palermo: attiguo alla stazione ferroviaria (carina, anche se quella di Trapani è più bella, ugualmente inutili comunque), consiste in un nuovissimo piazzale asfaltato, con un enorme ‘fungo’ (acquedotto) al centro -una vera rottura per i pullman in manovra- , un marciapiede con una decina di cartelli numerati, un wc chimico con la peste bubbonica che ammicca, quattro tettoie di plastica, dotate di simpaticissimi paravento che rendono insopportabili i trentasette gradi che persistono alle sei del pomeriggio.
Che rating ha il Camerun? DDD- ?

Dopo un’ora si sale su un altro pullman che va alla volta di Catania: fa tappa a Termini Imerese e poi corre (si fa per dire) nell’entroterra, sfiorando Caltanissetta, tra piccoli incendi e magnifici scenari, tipo film western (bello).

Impiega un’ora e mezza per portarci alle falde dell’Etna: chi va a Bari resta sopra, chi invece va a Lecce, sale su un pullman gemello.
Scopriamo così che sono quattro (due al mattino e due alla sera) le corriere che collegano, ogni giorno, la Sicilia alla Puglia.
Pendolari, militari, turisti, giornalisti: questi i rappresentanti del grottesco esodo. Esodo che ci ha visti, finalmente, dopo sette ore e mezzo (CCC), imbarcarci sul traghetto da Messina a Villa San Giovanni.

Ma lo vogliamo fare ‘sto cavolo di ponte?
(Sul Corriere del 16 luglio sono pubblicati due avvisi al pubblico di Eurolink – Stretto di Messina che informano su integrazioni progettuali ed avvii delle procedure di esproprio sull’infrastruttura strategica d’interesse nazionale. Sanno di ‘presa per il c….’).

Sicilia addio!
Ci piangeva il cuore, si sta troppo bene in Sicilia, alla faccia delle bandiere blu, di quelle verdi, gialle e delle classifiche asettiche del Sole24Ore…
Mettiamoci un po’ di stanchezza e quella botta di panini con la milza (AAA) acquistati e divorati a Palermo, insomma: attraversare quel lembo trafficatissimo di mare, a mezzanotte, per giungere in Continente, ci ha inumidito gli occhi.

Anche i nostri compagni di pullman, tornati ai loro scomodissimi posti, erano emozionati; ma perchè sul ponte si erano imbottiti di marijuana. “Una volta ogni dieci giorni facciamo ‘sto viaggio di merda. Almeno così ci passa.
Han riso mezz’ora e han dormito tutto il resto del viaggio. ABB.

Il viaggio: onore agli autisti. Pensate a che tedio (evitiamo le volgarità) farsi tre volte a settimana Catania-Lecce, lungo la fantomatica Salerno-Reggio Calabria, alla guida di un bus.

Una guida encomiabile, con simpatia e comprensiva educazione, degna di cocchieri del Settecento (“Che ha le ginocchia in gola? Vada a camminare un po’, la aspetto…”). AAA+

La Salerno-Reggio Calabria: a dire che è sempre uguale diremmo una bugia.
Secondo noi, è sempre peggio: è in costruzione l’autostrada gemella, parallela alla vecchia diroccata. Da vent’anni.
Ci ricordiamo i tabelloni dei primi governi Berlusconi, con le ditte di Bergamo.
Poi quelli dei Governi Prodi, con le Coop emiliane-romagnole.
Poi i cartelli delle ditte di Sondrio, con l’altra tornata Berlusconi.
Ora che c’è Monti ci son solo le luci accese, nei cantieri, e nessuno che vi lavora (in Germania, anni fa, abbiamo percorso una quarta corsia, per quattro chilometri, che una settimana prima non c’era -non esisteva ma si vedevano quattro omini ‘trafficare’, di notte, con alcuni ‘panzer’ che scavavano, battevano, gettavano etc. rating AAA).

Non è una strada: è una play-station, anche avvincente.
Ma è una vergogna, non per la Calabria (che per certi versi se la merita) ma per l’Italia: Italiani siamo e tutti dobbiamo vergognarci agli occhi del mondo per questa sciagura.
Chi ci fa i soldi… è quello (come in Friuli!) che vende i cartelli stradali: ogni due chilometri, deviazione, cambio di carreggiata, tornanti notturni d’Aspromonte tra pullman e Tir di ortaggi.
Mii… Cosa c’è sotto CCC- ?

Alle prime luci dell’alba: Taranto.
La puzza dell’Ilva attraversa il climatizzatore: non c’è perizia che regga. EEE-

Poi Brindisi, la complanare, gli ulivi e, finalmente, Lecce: ore 6.55.
Dopo 16 ore da Trapani.
Il treno di Trenitalia&C. (tutta la Calbria, praticamente, a bordo di autobus sotitutivi) avrebbe impiegto 1 giorno e due ore!

E’ necessario un piccolo spostamento per raggiungere la nostra destinaione (7 chilometri): sciopero a sorpresa dei mezzi locali! Ahh: CCC

Giunti sin qua, per dovere di cronaca e spirito di servizio (giornalistico) il taxi non lo prendiamo: autobus!
Tutto sommato, ABB. Giunti in stazione, scopriamo che il treno c’è ma dopo due ore.

In giro per Lecce, col trolley, a 41 gradi! AAA+

E il ritorno?
Dopo 36 ore: partenza sabato sera, Palermo ore 10, bus per Trapani ore 11 e… tracchete! Il tratto autostradale Capaci-Carini intasato per traffico balneare!
Rating? ZZZ- c’è?

Arrivo al porto di Trapani giusto un minuto prima dell’imbarco…  con la ola!

Tommaso Botto

2 commenti

  1. […] Ciro, però, lavora in auto (fa il rappresentante) e non vuole spendere anche le ferie sul suo solito sedile, sparandosi quei 1.900 km (all’andate ed al ritorno) che ha calcolato il sito di Michelin: gli va bene muoversi per brevi tappe come da programma ma proprio non se la sente di percorrere due volte l’Italia in mezzo alla massa, al caldo, su percorsi spesso disumani come la A3 Salerno-Reggio Calabria. […]

  2. […] ha bisogno del rilancio dei trasporti locali, della banda larga diffusa, di strutture turistiche, della valorizzazione dei suoi giacimenti […]

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