SILENZIO, PARLA LA PM (INTERROGATA, PROCESSATA E INTANTO PROMOSSA)

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Giunti inesorabilmente a questo punto della storia.., ci tocca segnalare questa ennesima perla della Pubblica Amministrazione.
Parliamo di Giustizia che, con la Sanità, è probabilmente l’ambito -l’Ente pubblico in senso lato- più importante.
Più che di Giustizia, con la ‘G’ maiuscola, parliamo di amministrazione di un qualcosa di simile, pur nella sua ambigua vacuità di fondo che dovrebbe almeno conservare il buon gusto della facciata. Ma nemmeno quello…

DOVATU manina a grappolo
Ebbene, una PM (Pubblico Ministero) vien tempo fa promossa -formalmente- e trasferita presso una Procura di una Repubblica europea presso un tribunale di confine (ma vicino al suo luogo di origine), dopo esser stata rinviata a giudizio, imputata per il reato di perquisizione e ispezione personali arbitrarie, “perché abusando dei poteri inerenti alle proprie funzioni , eseguiva, coadiuvata da ufficiali di polizia giudiziaria, una perquisizione personale e una perquisizione della borsa e del fascicolo processuale dell’Avvocato ‘XYZ’ in assenza della previa emissione di un decreto di perquisizione e senza l’autorizzazione del giudice procedendo altresì all’interno di un’aula della Corte d’ Assise, subito dopo la fine dell’udienza”.

Insomma: la magistrata venne accusata di aver perquisito (e spogliato) gli avvocati difensori in Tribunale, al termine dell’udienza, alla ricerca di documenti che manco è riuscita a trovare, in una sorte di trance di onnipotenza indotta, diciamo così, dallo stress professionale.

Il processo a carico di questo magistrato, checché la Costituzione di quel Paese europeo non preveda Tribunali speciali, si è celebrato, in primo grado, presso un Tribunale ad hoc, non quello ove è stato commesso il reato, bensì uno creato apposta presso la capitale di quel Paese europeo.

Copiamo pari pari, di seguito, un compendio degli atti processuali, alcuni stralci d’interrogatorio con i commenti di chiara provenienza accusatoria, lasciando l’interpretazione dei fatti ai lettori.

Non tocca a noi giudicare l’operato della togata di quella Procura di quella Repubblica (europea) e della misteriosa promozione, segnaliamo quanto risulta essere agli atti del lungo procedimento giudiziario…
Lungo e silenzioso…

L’imputata, ad esempio, durante l’interrogatorio ebbe a dichiarare: <<A quel punto io gli dico di calmarsi, di accomodarsi, che ero un Pubblico Ministero nell’esercizio delle mie funzioni, e anche se non avevo preparato niente adesso mi sedevo e preparavo un decreto di, di perquisizione. Ho utilizzato i mezzi di fortuna che ho trovato, fuori c’era una fotocopiatrice, ho preso due fogli bianchi, mi sono presa una penna e mi sono seduta e ho descritto tutto quello che avveniva .. omissis …>>.

Quindi -quanta precisione!- anche se non aveva preparato niente adesso avrebbe preparato un decreto di perquisizione, utilizzando i mezzi di fortuna che avrebbe trovato prendeva due fogli bianchi ed una penna e dopo essersi seduta provvedeva non a preparare un decreto di perquisizione ma a descrivere tutto quello che avveniva ossia a redigere un verbale delle operazioni di perquisizione.
Come nulla fosse: come se un verbale, alla fin fine, fosse equipollente ad un decreto…

Ancora riguardo alla precisione scientifica della PM, (testualmente): << …. Omissis … la perquisizione ebbe inizio alle ore 13:00 circa e si concluse alle ore 13:50 con esito negativo>>.
Ma, a leggere gli atti, si evince chiaramente che le perquisizioni ebbero inizio alle ore 12:00 circa e si conclusero alle ore 14:15.
Ma può un magistrato scivolare in queste contraddizioni?

L’imputata (ndr: la PM) durante l’interrogatorio (ndr: condotto da un altro PM), ebbe a dichiarare (testualmente):<<.. omissis .. in questa convinzione sicuramente erronea che ci fosse un quel .. un comportamento collaborativo da parte dell’avvocato, io avevo chiesto, perché non si sa mai nella vita, che il maresciallo che si era occupato di questa, di questa attività, cioè di sentire questa dottoressa, se poteva venire ad ****, eh! A ***** in Corte di Assise perché appunto per mio ausilio in questa attività, e la presenza .. avrete modo di vedere che nel, nel verbale c’è la presenza del tenente ***** che invece fu una presenza, fu una, un intervento diciamo cosi un po’ necessitato dall’atteggiamento non certo collaborativo, anzi molto come dire di grande opposizione nei miei confronti … minacciando appunto ogni forma di denuncia, ogni forma di ritorsione e quant’altro, e quindi il tenente ***** che si era – come dire – pen … penso, perché l’ho visto nel momento in cui ***** mi ha sventolato il decreto sulla faccia ho visto l’intervento di ***** … omissis … Ho utilizzato i mezzi di fortuna che ho trovato, fuori c’era una fotocopiatrice, ho preso due fogli bianchi, mi sono presa una penna e mi sono seduta e ho descritto tutto quello che avveniva e ho fatto un decreto di perquisizione>>.

Pare ovvio che, al fine di difendersi disperatamente dalle accuse mossegli dalla Procura, la PM rinviata a giudizio, seppur tentennando, si sia aggrappata agli specchi più scivolosi.
Ma, l’unica domanda che lecitamente ci poniamo, può un magistrato inquirente assumere questi comportamenti?

Qualunquisticamente: quale autorevolezza può esercitare una figura simile?

Semplicisticamente, riportiamo la riflessione di routine: se prima o dopo questo fattaccio (perché di fattaccio si tratta, al di là dell’esito formale del procedimento giuridico dove un giudice comunque giudica un giudice…), questa PM avesse compiuto altri errori?

È un interrogativo lecito questo?

Pensiamo di si, perché a leggere gli atti, gli interrogativi, i dubbi spontanei su codesta amministratrice di giustizia (che rinvia a giudizio) nascono spontanei.

Infatti leggiamo: riportata una parte della ricostruzione dei fatti “sulla base degli atti acquisiti” contenuta nelle motivazioni dell’impugnata sentenza (testualmente): << …. Omissis … l’imputata ha dichiarato che, pur non avendo presenziato a quest’ultima fase, poteva garantire che la perquisizione personale era stata eseguita con tutte le cautele, limitando il controllo alla giacca e alle tasche degli indumenti, evitando di far denudare i due legali … omissis …>>.

Ma l’imputata (ndr: la P.M) durante l’interrogatorio alla domanda del P.M . << Eh! Allora lei perché è rimasta fuori?>> ebbe a dichiarare (testualmente): <<Perché ho ritenuto che non, che non, come dire, che fosse più opportuno visto che era … che, si trattava di, di un uomo, come dire, se gli dovevano togliere la giacca che fosse più opportuno che io non ci fossi>>.
Come dire: io donna, tu uomo, il pudore, la castità magari… tanto sapevo che nascondeva qualcosa!

Ancora, a domanda del PM (testualmente): <<eh! la giacca gliela potevano togliere anche alla sua presenza insomma. Cioè ma perché, con quali modalità poi è stato eseguito questo segmento della perquisizione?>>. Domanda rimasta senza risposta.
Questa è una PM: non risponde.

L’imputata ebbe poi a dichiarare (testualmente): << .. omissis .. quando, quando poi si è trattato di procedere alla perquisizione sull’avvocato, credo che sicuramente gli sono state controllate le scarpe, credo … omissis … non mi risulta sia stato fatto spogliare>>.

Ancora una volta la ricostruzione dei fatti sulla base degli atti si rivela inesatta.

Infatti, l’imputata afferma che sicuramente alle parti offese sono state controllate anche le scarpe – non solo la giacca e le tasche degli indumenti … – e che non gli risulta – e non che poteva garantire …– che siano stati fatti spogliare.
Inesattezze sostanziali che all’interno d’un processo fanno la differenza, nel bene e nel male.

Forse più nel male, parrebbe constatare, vista un’ulteriore precisione del PM, in fase d’interrogatorio formale: <<… omissis … Mi ricordo proprio che il mio capo disse .. insomma, come dire, pare brutto preparare un decreto di perquisizione nei confronti di un avvocato, cioè l’in … l’interlocutore è un interlocutore insomma che, che conosce, come vanno le cose, e quindi io preparai un decreto di sequestro.. . Omissis ..>>.
Come dire: due pesi, due misure.
Un interlocutore con una laurea in Giurisprudenza e una pratica forense è cosa ben diversa di un non addetto ai lavori…
Questi personaggi amministrano la giustizia…

<< … omissis … e .. ma il, come dire, e .. parlandone anche col capo nell’ipotesi in cui le cose non fossero andate come ci aspettavamo avrei deciso lì per lì e avrei provveduto sul momento, che poi è quello che è accaduto … omissis ..>>.

Questo è accaduto (accade), purtroppo in una Procura presso un Tribunale da qualche parte in Europa…

Redazione

2 commenti

  1. Gianni1956 says:

    Mar 15, 2017

    Rispondi

    Una piccola domanda. Ma non sarà mica che questa esercita il suo alto compito istituzionale nella nostra simpaticamente dolce regione Fvg?

    • Redazione says:

      Mar 15, 2017

      Rispondi

      Chissà!?

Commenti

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