SICILIA: ISOLE SENZA RIFORNIMENTI, RISCHIO PARALISI

Share Button

‘Tanto le cose si sistemano’. Ma chi o Cosa le dovrebbe sistemare?

La Sicilia pare un’isola galleggiante: non ha assolutamente solide fondamenta ma non affonda. Almeno fino ad oggi. E ci dicono (sicuri) che non affonderà…

Le cronache giornalistiche si sono dedicate approfonditamente, in questi giorni, solo alle pseudo dimissioni di Raffaele Lombardo (definito sarcasticamente ‘arraffaele‘) ed al ‘clientelarismo patologico’ che lo affligge ed è sotto gli occhi di tutti, celato sotto lo spettro del default (un’economia parapubblica autoreferenziale, che oscura il Pil dell’imprenditoria privata, con oltre cinque miliardi di euro di debito, circa due miliardi l’anno di uscite per stipendiati e pensionati del solo ente ‘Regione’, una miriade di ruscelli e ruscelletti che svuotano, in non si sa cosa, le casse pubbliche etc).
Sprechi e insostenibili favori vengono a galla in tutte le regioni d’Italia: ma qui in Sicilia la mangiata è un banchetto da sultani.
E la stampa ne parla -da sempre- fallendo, però, nel tentativo di scalfire la sfrontatezza dei governanti (o regnanti). I pezzi grossi se ne sbattono, in buona sostanza.

Pochissimi i riferimenti a mezzo stampa ad un problema concreto, previsto e, giusto una decina di giorni fa, rattoppato con proclami vittoriosi: la Regione Sicilia, uno dei ‘regni’ che costituiscono questa nostra frammentata Italia, forse il regno più autonomo di tutti, non ha erogato (se non a parole) i contributi indispensabili a far navigare i ‘mezzi di servizio’, le navi che riforniscono le isole minori.
I collegamenti ‘turistici’ ci sono, eccome: aliscafi e traghetti continuano a far affluire villeggianti e vacanzieri, anche con le loro auto.
Sono soppresse le ‘corse’ delle navi che trasportano merci (e scarti) indispensabili al menage quotidiano.

Ad esempio, da due giorni le Isole Egadi non ricevono gli approvvigionamenti fondamentali come carburanti, gas ed alimentari. Parimenti non riescono ad inviare sull’Isola i rifiuti che, faticosamente differenziati, vengono prodotti, nel cuore della stagione turistica, in grande quantità.
Del doman non v’è certezza.., anzi c’è: la benzina non c’è più, c’è solo una minima scorta di gasolio.

Giusto un paio di numeri: il distributore di Favignana consuma, ora che l’isola è piena di turisti, tre ‘pieni’ a settimana, di settemila litri di benzina e duemila circa di diesel. Di mezzi, quindi, ne girano parecchi.
Come si farà domani o già nelle prossime ore, senza carburante?
L’ordinata ecopiazzola dell’isola ha i cassoni pieni: c’è un accorgimento che ha permesso, sin ieri, un rapido carica e scarica sul traghetto che comunque collega le isole a Trapani. Ma è un tampone che non può assolutamente sostituire i servigi della nave Zeus, da anni impiegata per questi ‘trasporti di servizio’, che da ieri è disarmata nel porto di Trapani (e giunge notizia che il personale sia stato licenziato). Come si farà domani?

Boh?!

La gente siciliana, che in gran parte (tranne quei pochissimi che campano di rendita), lo testimonieremmo davanti a qualsiasi Tribunale, lavora sodo, ha una virtù innegabile: dando per scontata la malagestione della cosa pubblica, non vi dedica particolari attenzioni.
Quasi lo considera un elemento di natura, come il caldo, il vento, le meduse.
Forse se ne sbattono.
Capitasse al Nord una cosa del genere, si seminerebbe allerta, rabbia, panico: qui, invece, non traspare neppure la rassegnazione.

Quel che si ode, nel chiacchiericcio, è questa frase: “Tanto, in due giorni, le cose si sistemano”.
Da un punto di vista antropologico, quest’approccio fiducioso alla vita, è ammirevole: un positivo istinto di sopravvivenza, caparbio e solido come gli scogli. Il Nord è troppo ansioso ma la Sicilia pecca dall’estremo opposto…

Da un punto di vista etico, questa filosofia, solleva qualche dubbio.

Uno, soprattutto: se il problema non lo risolve direttamente la ‘cosa pubblica’, l’unica preposta a risolvere (sarebbe meglio evitare) il problema, chi o ‘Cosa’ ‘sistema le cose’?
Vi terremo aggiornati…

Tommaso Botto

2 commenti

  1. […] Già abbiamo accennato al perchè questi collegamenti di servizio sono venuti a cessare: i privati che li effettuavano non si sono visti rinnovati i contributi regionali, se non a parole. Che poi avessero potuto gestire diversamente la questione, garantendoli comunque in un periodo di supertraffico in cui i contributi, a sentor comune, sembrano proprio un sovrappiù, questo sta alle coscienze dei singoli appaltatori dei servizi pubblici. C’è chi suggerisce la strategia del bluff, in una partita a carte che vede perdere sicuramente tutti. Anche se aleggia la sensazione che vi sia un Decisore ultimo e sovraordinato che ‘metterà a posto le cose’… […]

  2. […] caduti dalla padella alla brace senza dire che la nuova dirigenza sta dimostrando più incompetenza e approssimazione di quella che […]

Commenti

Nome *

Sito web

Ultime news