Toglievo Eternit per 100 euro

Share Button

Prosegue la nostra inchiesta sull’amianto sversato illegalmente sull’isola di Favignana (Tp) in zone battutissime dal turismo di massa (foto inedite di siti contaminati sinora non segnalati).

01 eternit favignana set 2015

Scioccante confessione di un manovale ammalato sfruttato per asportare il pericoloso amianto-cemento.

Vito (nome di fantasia) ha piccoli ma brillanti occhi che evocano il suo passato.
Un passato burrascoso, fatto di emigrazione, di droga e di carcere.
A sentirlo, la sua vita finì poco dopo i trent’anni: “Ho fatto la bella vita, donne, soldi e la ‘roba’. Mi bucavo continuamente: la roba è bastarda. Ho fatto anche del male alla gente, tanto male: sono pentito ma ho sempre un forte rimorso.”
Vito racconta che è tornato a Favignana, da dove partì bambino con la sua famiglia, quando non ce la faceva più, diversi anni fa: “Sono malato da tanto tempo, l’ho presa subito la malattia. Ora son vivo ma non guarisco. Ho sofferto, più di una volta ho creduto di morire”.
Vito non nasconde il suo passato: parla volentieri con chi lo ascolta, se non lo prende in giro, “Capisco quando uno mi piglia per il culo, saluto e me ne vado.”
Cammina piano ed ha il fiato corto: il volto e la sua pelle sottile mostrano tristemente quanto ha offeso il suo corpo, inaridendolo e rendendolo esile, un nervo scoperto che probabilmente un tempo fu un muscolo vigoroso.

00 eternit favignana set 2015

“Tu fai bene a parlare di tutto questo Eternit”, confida al giornalista: “Sono dei bastardi.”
Perché “tutta l’isola era fatta con l’Eternit, l’Eternit andava bene d’estate, teneva fresco, tutte le cisterne erano fatte di Eternit, i grossi tubi, tutti i tetti, le tettoie, anche sulle barche.”
“Poi”, prosegue tirando il fiato, “hanno detto che faceva male e tanti hanno iniziato a levarlo, così, col piccone, col martello, anche con la ruspa; io non ho studiato, sono ignorante, anziché andare a scuola andavo a lavorare o a rubare, a Milano. Ma sapevo che faceva male e allora… perché qualcuno nemmeno lo tocca e ad altri tocca levarlo?”.
Lo buttavano in giro, in campagna, dietro ai muretti a secco, dentro le cave abbandonate, al Bosco! Da sempre al Bosco buttano ‘a munnizza. Ma che bello che è il Bosco, c’andavo con mio padre, tornassi indietro andrei a vivere al Bosco!”… e gli si inumidiscono gli occhi, proprio quando pronuncia “padre”.
Tace per un minuto, poi riprende il racconto: “Che bastardi! Un giorno sai che feci? Ero senza un soldo, tenevo fame, era inverno, i carabinieri mi rompevano sempre i coglioni… prendo la bicicletta, vado da uno che fa lavori, ha una ditta che ripara case, aggiusta case a turisti, a tanti ricchi che vengono qua solo d’Estate… e sono andato a lavorare per lui. Con la bicicletta, andavo da solo -sempre da solo!- dove mi diceva lui, mi coprivo la faccia con il fazzoletto, come i cow-boy, mettevo gli occhiali da sole, i guanti e spaccavo l’Eternit, spaccavo col martello, con il piccone…”.
“Sudavo perché ero sempre in posti stretti. Gli occhi bruciavano, minchia se bruciavano! Ci buttavo acqua, dalla bottiglia. Facevo un mucchio di quella merda e mettevo nei sacchetti. I sacchetti poi sparivano, con la spazzatura!”, e dicendolo, Vito fa gli occhi da furbo.

04 eternit favignana set 2015

“Se era tanta roba, arrivava magari un camioncino, buttavo tutto sopra, coprivo con mattoni rotti e partivamo a buttare in giro, sotto gli alberi, dove non andava gente o dove facevano un buco, anche quando rifacevano le strade. Tante volte alla Piana che è più vicina al paese e ci sono tante strade”.
A mare no, non ho mai buttato niente perché i miei erano pescatori, poi lavoravano per i Florio, poi ha chiuso la tonnara… Ma tanti han fatto così, tanti han lavorato per ‘sti bastardi.”
Lavoravo poche ore, spesso di notte o mentre gli altri mangiano. Anche coprivo il martello con uno straccio per non fare rumore, in mezzo a altre case, o appartamenti. Mi davano cento euro”.

003 eternit favignana set 2015

Buttavamo tutto stando attenti al vento contrario e che non ci fosse nessuno a guardare, di Estate mai, troppi forestieri. Poi andavo a casa, lasciavo i vestiti fuori, per terra e andavo a lavarmi i capelli e a fare una doccia: tanto sono malato, credevo di morire tanti anni fa.”.

005 eternit favignana set 2015

05 eternit favignana set 2015

“Credevo di morire, volevo un po’ di soldi. Ora sto meglio ma sono malato, non so quanto resisto. Mi davano cento euro, l’ho fatto un po’ di volte”.
Una volta i carabinieri si sono fermati vicini e io ho aspettato. Ma loro parlavano al telefono, quanto parlavano! E poi se ne sono andati e ho ricominciato… Ora sono stanco, mi stanco subito, non posso più fare fatica… ma non lo rifarei.., ‘sti bastardi! Se l’Eternit fa male spero di non averlo passato a qualcuno.”
E poi: “Tutti lo sanno ma nessuno ha mai parlato.”

 

 

 

Tommaso Botto

1 comment

Commenti

Nome *

Sito web

Ultime news