SICILIA, FAVIGNANA: ETERNIT OVUNQUE, ANCHE A CALA ROTONDA

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E pensare che sarebbe un posto bellissimo, l’isola di Favignana!
Con rammarico, proseguiamo il nostro viaggio tra le discariche a cielo aperto sul territorio dell’area marina più estesa d’Europa.
A cinque minuti a piedi da dove abbiamo segnalato, già due anni or sono, una pericolosa discarica di scarti di edilizia, tra i quali tanto -troppo- Eternit, c’è quella meraviglia della Natura che si chiama Cala Rotonda.
Avviso ai lettori: di Eternit si muore, basta respirarne le microparticelle, la sua polvere: e qui di vento ce n’è…
A Cala Rotonda si radunano ogni giorno centinaia di turisti che si distribuiscono a destra e a sinistra del trionfale Arco d’Ulisse, un suggestivo ponte di roccia meta di tante foto ricordo.
Proprio più sopra dell’Arco, a cinquanta metri dal mare, notiamo il primo cumulo di detriti: aggiratolo, scopriamo che sul lato meno visibile svettano le solite lastre di Eternit, il cancerogeno cemento-amianto frantumato, sul quale ciabatte e costumi sfilano in processione.

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Possibile che nessuno se ne sia accorto? È proprio a ridosso del parcheggio e i sentieri ci passano accanto… Ma forse i 19 km quadrati dell’isola sono troppi per vigilarla tutta!
Ci auguriamo che il Comune ne prenda ufficialmente atto, provvedendo a “risolvere il problema immediatamente” come dichiarato in seguito alla ‘scoperta’ di pochi giorni fa, visto che sinora nessun rappresentante dell’amministrazione pare essere mai passato di qui.

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Quando faranno il sopralluogo -inseriamo dei segnali rossi nelle foto, dovessero mai perdere l’orientamento-, consigliamo di andare poco più avanti, verso la spiaggetta: proprio a monte di dove due anni fa è stato ritrovato il teschio dell’Uomo di Cala Rotonda (poi abbandonato ai vandali che ne fecero scempio), c’è un altro mucchio di detriti abbandonati dal solito (i soliti, tanti soliti) incivile: qui le piastre di Eternit sono addirittura frantumate e schiacciate dal passaggio di pedoni e scooter.

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Ma, probabilmente, solo l’occhio attento di un turista che va al mare in ciabatte poteva accorgersi di tutti questi rifiuti: infatti, l’attigua pineta ne è piena, storicamente piena.

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Cari amministratori del Comune di Favignana, non è finita qui: andate a fare un tuffo nelle cristalline acque del cosiddetto ‘scivolo’ di Cala Rotonda, là in fondo a destra, vicino al vecchio sgangherato, cadente, pericolante casotto che tra poco crollerà su qualche bella turista in topless o su qualche nonna che attende ansiosa i nipoti (per andarsene a casa a vedere la Tv): andate dieci metri più in là, verso il mare aperto, in prossimità di una microspiaggetta assai frequentata dai bambini.
È possibile ignorare tutto ciò? E’ una scogliera di Eternit frantumato!

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E questo è ciò che si vede in superficie.
La domanda è sempre quella: quanto altro Eternit c’è sotto questi mucchi di detriti e sotto la vegetazione?

E in acqua? Guardate sotto il cosiddetto ‘scivolo’, quanti pezzi sono stati accatastati dai sub che li hanno rimossi dal fondale dove tutti i bagnanti si tuffano affinché nessuno li prelevasse dall’acqua che in qualche modo li ‘protegge’…
Vi serve un esposto alla Procura della Repubblica per intervenire?
Possibile che non ve ne eravate accorti?
Avete mandato i vigili due giorni fa in zona a fare un sopralluogo? Non sono scesi nemmeno dall’auto? L’Assessore competente D’Amico, se mai ha fatto la gita, aveva gli occhi bendati?

Chissà com’è la situazione nella vicina Cala Grande?
Esortammo il sindaco Pagoto, subito dopo la sua combattuta elezione di due anni fa, a fare un giro perlustrativo con noi, proprio da queste parti, all’estremità della zona del Bosco: siccome non rifiutò ma nemmeno aderì, eclissandosi, lo accompagniamo volentieri così, a mezzo stampa, a conoscere le amenità dell’isola, della sua isola.
Buon viaggio e alla prossima puntata!

Tommaso Botto

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