SICILIA. FAVIGNANA, DISCARICHE, ETERNIT… SEMPRE QUELLA.

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La “Questione meridionale” pare non trovare soluzione: tra le mille sfaccettature, l’incuria per il territorio. Un ambiente paradisiaco, quello delle Egadi. Ma oggetto di incuria e di ‘menefreghismo’ istituzionalizzato.

La studio da molti anni: è una bella donna, una gran bella donna, a volte schietta, altre volte imperscrutabile e non riesco a togliermela dalla mente.
I suoi figli (e le sue figlie) hanno un sostanziale difetto: paiono rassegnati, “tanto nulla cambia”.
Chi non lo è, veramente, abbandona sua madre e se ne va altrove. Tutto ciò è molto triste.

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Ma è ancora più triste vedere chi resta con la madre e la asseconda, o fa finta di farlo, in un atteggiamento di autolesionistica rassegnazione che non promette e non porta a nulla di buono, il buon viso al cattivo gioco che a lungo andare ha portato una Nazione intera, oltre al suo Sud, a rassegnarsi, immobile sulle proprie sorti.
E dunque… il solito esempio di degrado segnalato da anni, di incuria, di stolta retrograda inciviltà.
Favignana, la bella isola delle Egadi che sforna milioni di euro ai suoi abitanti che così possono permettersi di lavorare pochi mesi all’anno (due intensi appena).
Non parliamo di crimine organizzato, di mafia, di anti-mafia, di giochi degli specchi, del mitologico (ormai) Messina Denaro etc.
La piovra ha tanti tentacoli, agganciati in tutto il mondo: va là dove c’è denaro, sicuramente.

Parliamo di fatti concreti, palpabili, visibili: un’isola che vive di turismo perché è un paradiso terrestre, una Polinesia italiana, un Mar Rosso dentro il Mediterraneo…Ebbene, nonostante le innumerevoli segnalazioni, questo è lo spettacolo che alcuni turisti hanno voluto segnalarci e che abbiamo immortalato, con innegabile fastidio.

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Un po’ è il mare, il grande mare che porta di tutto.

E fin qui è il mare: qualche turista annoiato raccoglie, ogni tanto qualcuno porta via, un pietoso religioso in vacanza prega davanti a quelle sinistre scarpe ‘senza piede’ sicuramente africane…

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Ma il mare non porta calcinacci, non semina piastrelle…

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… Né, tanto meno, lastrica la via di pezzi di Eternit.

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Ma, sindaco Pagoto carissimo, primo cittadino delle Egadi dal giugno 2013: qui deve darsi da fare; queste bonifiche non le possono fare i semplici addetti (per lo più stagionali) della cosiddetta nettezza urbana o della pulizia spiagge.

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O le serve un’interrogazione del consiglio comunale?
O deve chiedere a qualche suo ‘padrino’ o ‘padrina’ politico/a?
Deve chiederlo ai suoi parenti, alla sua famiglia, a sua madre?
O ha paura di qualcosa, di qualcuno?
O è perché l’area interessata da questo merdaio è prossima a una sua ex -debolissima- rivale politica?
Deve valutare con la sua addetta stampa il da farsi?
Deve sentire la Soprintendenza o quella si occupa solo di teschi scomparsi nel nulla?
Magari è ancora impelagato nel difficilissimo caso del tonno contraffatto?
O sta anche lei cercando un finanziatore per l’amico che ha bloccato i cantieri vicino al porto, là dove lei aveva il suo comitato elettorale?
È in ferie?
Aspetta un tweet da Renzi?
Rimpiange i tempi in cui giocava a basket?
E’ ancora a Favignana?
Si rimbocchi le maniche, anzi, rimboccatevi tutti le maniche, e faccia pulire per bene ‘sto schifo.
E faccia controllare che non capiti mai più, già che c’è.

Lei ha da fare poche cose, tutto sommato.

Inizi a sporcarsi le mani: sennò lei che ci sta a fare? Le diremo di più: è solo lei che può fare qualcosa. Siamo nel 2015, suvvia, queste ‘cose’ non esistono nel mondo occidentale…

O serve che un singolo cittadino presenti un esposto alla procura di Trapani o alla Forestale che pare sia diventato il corpo di polizia più temibile della Sicilia?

La Forestale!

Ah, che donna affascinate questa Sicilia! E romantica, al tramonto…

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Tommaso Botto

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