SERRACCHIANI VUOLE PARTORIRE IN SLOVENIA: CONTESTATA A GORIZIA, PER I SUOI E’ SQUADRISMO

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La riforma della sanità abbozzata dalla Giunta regionale guidata da Debora Serracchiani ha una vittima illustre: il punto nascite di Gorizia, cittadina che giace spezzata sul confine tra Italia e Slovenia, dimenticata un po’ da tutti.
La piddina vorrebbe infatti che le goriziane partorissero i loro pargoli in Slovenia.
Anzi, ha già deciso, assieme all’assessora alla salute Telesca.

GENERALE JARUZELSKI

La Slovenia è la moda del momento: non si sa bene per quale motivo ma il governo del Friuli Venezia Giulia dimostra quotidianamente un amore viscerale per lo scassatissimo staterello sorto dalle rovine della Jugoslavia.
Ora, visto che tanti friulgiuliani vanno oltre confine a fare spese, rifornimento di benzina, sigarette e una capatina nella galassia di Casinò che tepestano la linea di confine, si vorrebbe parimenti portarli “di la’” a prolificare, sancendo così coi fatti la (presunta) realizzabilità dei costosissimi programmi europei di sanità transfrontaliera.

Eppure un super consulente della regione FVG, specializzato appunto in progetti sanitari transfrontalieri, alla nostra domanda “Ma se mia moglie rompe le acque in Slovenia, partorisce tranquillamente e senza problemi?”, risponde, meditando, così: “No”.

No perché, ad esempio, il fascicolo sanitario (se c’è) è si trasmittibile ma non intelleggibile, chi lo riceve probabilmente non conosce l’italiano (molto tecnico peraltro) e, in caso di particolari patologie, i codici di riferimento della classificazione delle malattie sono differenti.
Ve la vedete una donna italiana che, durante il travaglio, deve interloquire con una parlante sloveno? Magari parlano inglese o chiamano un interprete… e si lanciano in una ballo balcanico!

E c’è un altro problemuccio che si stenta a rivelare: la privacy. Non c’è nessuna norma che autorizzi o regolamenti il trasferimento di dati sensibili (dati sanitari) ad una struttura sanitaria estera, in un altro Paese dove la nostra ridondante pappardella legale sulla riservatezza non esiste. Il Garante non si è ancora espresso al riguardo, non lo invidiamo e immaginiamo che impiegherà parecchio tempo…

Superfluo è sottolineare che queste tre lacune, fondamentali, non sono state risolte dal programma e-health, il milionario progetto finanziato con i soldi di Italia-Slovenia di cui un po’ abbiamo già parlato…

L’incredibile taglio del punto nascite di Gorizia (incredibile perché un capoluogo di provincia rimarrebbe orfano di tale struttura) s’incastona poi in una sequenza di tagli proprio ai danni di chi, contro corrente o contro la crisi, vorrebbe prolificare: basti citare l’ostinata scelta di tagliare, eliminare, azzerare qualsiasi contributo economico per la natalità, vedi il bonus-bebè.

La propaganda di regime tenta di convincere con pensieri del tipo: “I bonus bebè, è provato scientificamente, non hanno corrisposto alle aspettative, ossia non hanno incrementato le nascite”. A parte che non vengono citate le fonti scientifiche di queste dichiarazioni, a parte che in tutti i Paesi UE vengono dati contributi, anche congrui, come in Austria, a chi sforna bambini… ma a vedere la disperante situazione demografica, eccheddìo!, sarebbero da dare come minimo 10mila euro ad ogni neonato!

Serracchiani non ha figli e probabilmente è un po’ anzionotta per farli, o non ha la materia prima, fatti suoi.

Ma sembra, nei fatti, estremamente ostile a chi li ha e li fa.

E a molti danno fastidio questi pericolosi tagli, tagli che toccano la società nel suo intimo.

Dice una goriziana: “Perché non taglia tutti quei finanziamenti per la lingua e cultura slovena, piuttosto?”

Ed infatti la Debora Serracchiani è stata contestata, in maniera poi assolutamente bonaria, proprio a Gorizia. La reclàme di partito la fa passare, complici i giornaletti locali, per una Giovanna D’Arco.

E’ stata contestata, dentro e fuori il Comune, perché i goriziani sono incazzati.

Ebbene, per tale consigliere regionale PD Diego Moretti “Dietro al tentativo di aggressione rivolto alla presidente Serracchiani c’è un’organizzazione di tipo squadristico che va ben oltre i normali contrasti democratici e le normali contestazioni”.

E ancora, aggiunge il vicecapogruppo del Pd di Renzi “è grave che nessuno abbia stigmatizzato il tentativo di aggressione fisica ai danni della presidente, evitato proprio dall’intervento di un agente”.

Vorremo una foto del tentativo di aggressione …

 

Tommaso Botto

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