Se sei alla canna del gas, chiedi un prestito alla regione, il Reddito fiduciario

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La proposta di legge n. 87 per l’istituzione del Reddito fiduciario depositata dai consiglieri di NCD e AR è stata illustrata in III Commissione consiliare (presidente Franco Rotelli del PD) dal primo firmatario, Alessandro Colautti (NCD).

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Si tratta di passare – ha detto Colautti – dal modello assistenziale, caratterizzato dal Reddito di cittadinanza e dal Reddito minimo garantito che portano alla anestetizzazione e alla mortificazione delle capacità lavorative, al concetto di merito determinato nel Reddito fiduciario, capace di accompagnare e stimolare le persone, a cui dare appunto fiducia,
nell’inserimento nel mondo del lavoro. L’individuo, invece di essere marchiato come emarginato dal mondo del lavoro, viene considerato come risorsa a cui assicurare un aiuto per l’inserimento in quel mondo.

Strutturata in 13 articoli, è una misura temporanea distinta dagli ammortizzatori sociali, con oggetto l’erogazione anticipata di un trattamento economico ai richiedenti che non dispongono, direttamente o nell’ambito del nucleo familiare in cui vivono, di redditi sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e purché in possesso di determinati requisiti.

Più precisamente, gli interventi sono rivolti ai maggiorenni, aventi residenza o domicilio nel territorio regionale da almeno 48 mesi e in possesso delle seguenti caratteristiche: persone senza occupazione in cerca di lavoro; licenziati che abbiano terminato l’accesso agli ammortizzatori sociali; dipendenti sospesi dal lavoro per crisi o ristrutturazioni aziendali, che non usufruiscono di ammortizzatori sociali; lavoratori assunti con contratti a tempo determinato; lavoratori assunti con le tipologie contrattuali di cui al decreto 276/2003; persone in cerca di primo impiego. La durata del beneficio è per un periodo massimo consecutivo di 36 mesi.

Il beneficiario dovrà partecipare attivamente alla ricerca del lavoro, recandosi una volta a settimana al centro per l’impiego territoriale competente che ne registrerà la presenza.

La misura del Reddito fiduciario è fissata sulla base del livello di soglia di povertà relativa, aggiornata ogni anno dall’Istat, e in ogni caso non potrà essere inferiore al reddito annuo pari a 9.000 euro netti. I beneficiari dovranno produrre regolare attestazione Isee, dove il reddito annuo complessivo del nucleo familiare non è superiore a 9.000 euro rivalutabile secondo indicizzazione Istat. La concessione è subordinata ad accertamento. Il richiedente deve inoltrare la domanda al Comune di residenza.

L’importo mensile da assegnare a ciascuna famiglia è così determinato: 750 euro mensili per ogni nucleo familiare composto da una persona; per i nuclei familiari composti da più persone, la somma è incrementata di 100 euro per ciascun componente.

Conseguito il reinserimento nel mondo del lavoro o della prima occupazione, il beneficiario dovrà rimborsare ratealmente la somma percepita come Reddito Fiduciario nel limite della differenza tra il reddito annuo complessivo del nucleo familiare non superiore a 9.000 euro e il reddito effettivamente percepito e comunque in rapporto alla situazione familiare. La somma da restituire comprende solo la quota capitale, senza applicazione di interessi, in virtù della finalità sottesa del Reddito fiduciario. Il rimborso avviene tramite trattenuta diretta in busta paga.

Per realizzare il Reddito fiduciario è istituito il Fondo regionale per l’erogazione della misura, che oltre allo stanziamento iniziale della somma complessiva di 30.000.000 di euro, verrà implementato sia in sede di manovra finanziaria che di assestamento di bilancio. Le somme rimborsate saranno riassegnate al Fondo per il Reddito fiduciario in modo da rendere autofinanziato il Fondo nel tempo.

Redazione

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