SCI (E MARE) E FINANZA: LE MATRIOSKE ‘SACRE’ DI PIRELLI MARTI

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Condanna per truffa (patteggiata) a carico dell’imprenditore/commercialista friulano.  La Fondazione EFA Ente Friulano Assistenza ed alcune banche esposte finanziariamente per otre 30milioni di euro. Un Don Verzè di provincia all’ombra della vicenda. 

Dopo quindici anni sta crollando il castello di società (in liquidazione o fallite) create all’occorrenza per inventare un giro di garanzie che hanno esposto alcuni istituti finanziari (Banca di Cividale, Friuladria, Banca di Udine, Antonveneta, CRUP) per circa 30milioni di euro.

Dagli impianti di sci a Sappada (BL) alle proprietà immobiliari a Lignano Sabbiadoro(UD): non solo le attività turistiche, comunque, protagoniste di questa ingarbugliata matassa; sullo sfondo anche case di cura, attività commerciali, manufatturiere e dei trasporti.

Le società, con nomi stranamente assonanti, venivano create in particolari condizioni di business: se profittevoli venivano ‘acquistate’, altrimenti lasciate in un ‘incantato’ concatenamento.

Una commistione tra sacro e profano: infatti, proprietà e capitali della Fondazione EFA Ente Friulano Assistenzasono al centro di questa vicenda.

Un sacerdote, don Luigi Fabbro, curava i rapporti con Franco Pirelli Marti ed amministrava, di fatto, la Getur.
Era anche presidente di Efa, la fondazione che forniva garanzie alla Fingefa spa che a sua volta le prestava a pioggia alle sue controllate e non ( anche a società già ‘acquistate’ e fuoriuscite).
Altri imprenditori sono stati coinvolti (pare come semplici ‘comparse’) proprio dal carisma di questo Don Verzè di provincia.
Indiscrezioni suggeriscono che abbia distribuito ai parenti (sorelle e nipoti) parecchie proprietà ed abbia conti correnti intestati in Austria. Fulgido esempio di carità cattolica?

Gli stati d’insolvenza – plurale d’obbligo perchè pare che le procedure più grosse debbano ancora aprirsi, una dozzina – sono venuti a galla, ‘risalendo’ di società in società di questa holding, dimostrando, nella sostanza, essere una matrioska, con tante piccole bambolette contenute in bambole più grandi e via di seguito. Solo per gestire queste bambolette, Pirelli Marti introitava 700 mila euro lordi annui.

Chissà il resto…

‘Provvidenziale’ è stata la crisi economica: sia quella finanziaria (restrizione del credito), sia quella immobiliare (crollo delle vendite) hanno ‘cancellato’ le garanzie.
Da Friuladria è scaturita l’istanza di fallimento di Fingefa ed il patatrac è divenuto cronaca giudiziaria.

Ma in tanti, da anni, sapevano.

La Curia avrebbe dovuto monitorare maggiormente la situazione?

Pare, comunque, che la società Campetti Sappada 2000 (società costituita nel 2010 dalla cittadinanza Sappadina e Getur) riuscirà a riacquisire ed a gestire gli impianti sciistici nelle prossime stagioni.

La nomina del nuovo vescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato ha  veramente sancito un nuovo corso nella gestione degli affari temporali della Chiesa?
Opinioni diffuse, negli ambienti clericali e laici collegati, confermano questa tesi.

 

Tommaso Botto

9 commenti

  1. Curiosity killed the cat (Bankadati Servizi Informatici S.p.A.) 194.185.181.103 says:

    Giu 7, 2012

    Rispondi

    Una curiosità: chi ha disegnato gli organigrammi? E soprattutto, chi ve li ha messi a disposizione? E poi, sono ancora aggiornati?

  2. aldo sparta says:

    Set 27, 2012

    Rispondi

    non intimidisci neanche la nonna del corsaro nero.
    paga i debiti buffone

  3. giuseppina says:

    Nov 25, 2012

    Rispondi

    nessuno hà mai detto che si è mangiato pure la ditta agos moda uomo mandando dopo 5 anni di cattiva gestione a casa 80 dipendenti e dichiarando fallimento insieme al nipote

  4. VxV says:

    Dic 20, 2012

    Rispondi

    Ahh Giuseppina…. Ma nessuno vi ha mai detto che la Agos è fallita 7 anni dopo il fallimento della Marchiol, quindi se 1+1 fa 2 grazie alla Agos avete guadagnato 7 anni in piu di stipendi, TFR, contributi ed avvicinamento all’età pensionistica…non male per una ditta che doveva essere morta e sepolta 7 anni fà… Sputare nel piatto dove si ha mangiato risulta tanto facile quanto inappropriato… Auguri buon natale Edo

  5. - says:

    Dic 21, 2012

    Rispondi

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/12/06/news/i-soldi-della-societa-per-gli-studi-del-figlio-pirelli-marti-a-giudizio-1.6152257

    Il commercialista accusato di bancarotta della Agos. Coinvolti anche moglie e un nipote: pene patteggiate
    di Luana de Francisco

    .

    UDINE. Gli studi universitari dei figli pagati con i soldi dell’azienda in dissesto: c’è anche questo tra le operazioni che la Procura ha contestato al commercialista Franco Pirelli Marti, nell’ennesimo procedimento avviato a suo carico e approdato ieri davanti al gup. Bancarotta fraudolenta l’ipotesi di reato formulata anche in questo caso nei confronti del 59enne di Feletto Umberto, in relazione al fallimento della Agos srl (a sua volta con sede a Feletto) dichiarato dal tribunale di Udine nel febbraio del 2011, ma in stato di grave e irreversibile crisi finanziaria fin dal 2006.

    Questa volta, però, a rispondere in concorso con lui sono stati chiamati anche la moglie Valentina Bulfone, 59 anni, che della Agos era stata presidente del Cda dal 2004 al 2009, e il nipote Enrico Calabrese, 34, di Udine, in qualità di componente del Cda fino al maggio 2007 e di amministratore delegato fino al marzo del 2009.

    Diverse le strade imboccate dagli imputati. Pirelli Marti ha affrontato l’udienza preliminare davanti al gup Paolo Alessio Vernì e “collezionato” così un nuovo decreto di rinvio a giudizio. Il processo di fronte al tribunale collegiale inizierà il 26 febbraio. La moglie e il nipote, assistiti rispettivamente dagli avvocati Gianberto Zilli (difensore anche di Pirelli Marti) e Vincenzo Cinque, hanno optato invece per il patteggiamento, concordando con il pm Raffaele Tito un 1 e 5 mesi la prima e 1 anno e 6 mesi il secondo, entrambi con sospensione condizionale della pena.

    Lungo l’elenco delle operazioni finite al centro delle indagini. Compresa, appunto, la distrazione di 21.765 euro per i pagamenti mensili, dal 2008 al 2010, dell’affitto di un appartamento a Milano per il figlio universitario. Della Agos, Pirelli Marti era “controllore” a distanza: il capo d’imputazione lo indica quale presidente del Cda fino all’ottobre del 2004, e anche socio di riferimento e amministratore della Filo srl e della Camelia srl, proprietarie del capitale sociale appunto di Agos, oltre che come soggetto di riferimento di società facenti capo a lui o suoi parenti ed emissari (Ceda srl, Cogefa srl, Magnolia srl, Immobiliare Gamma srl, San Marco Moda srl, Fingefa srl, Fiume Costruzioni srl).

    Non a caso, nel mirino della Guardia di finanza era finito anche un bonifico di 99.500 euro versato, senza che ve ne fosse alcuna valida ragione, a favore della Ceda. Segnalati come “fuori busta” in quanto non deliberati, poi, pagamenti per complessivi 53.176 euro a favore di Calabrese e da questi disposti sul proprio conto corrente.

    La parte più cospicua dell’inchiesta riguarda, appunto, i rapporti sospetti con le altre società. Mediante «false registrazioni e false notazioni contabili», in pratica, i tre sarebbero riusciti a mescolare a tal punto le carte, da rendere impossibile un’esatta ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari. Inesistenti, secondo la Procura, la rilevazione della sopravvenienza attiva di 889 mila euro, la vendita di merce pagata con fattura di 302.449 euro e con altri 100.045 euro e la cessione di un non meglio specificato “marchio” per 1 milione 100 mila euro il 31 dicembre 2008. Contestati, inoltre, finti versamenti «per mascherare» un debito di 382.963 euro nel 2007 e di 428 mila nel 2008.

    Tutte operazioni rese possibili, secondo l’accusa, «perchè effettuate all’intero del gruppo di società facenti capo a Pirelli Marti ed evidenziate in contabilità al solo scopo di mascherare la situazione finanziaria della Agos». Cioè di una società che, dal 2004 al 2010, aveva accumulato perdite di gestione per 4 milioni 762.588 euro e il cui curatore fallimentare, nel procedimento, si è costituito parte civile con l’avvocato Nicola Caruso.

    06 dicembre 2012

  6. - says:

    Giu 21, 2013

    Rispondi

    http://www.ilquotidianofvg.it/bancarotta-da-170mila-euro-due-patteggiamenti-e-un-rinvio/

    BANCAROTTA DA 170MILA EURO: DUE PATTEGGIAMENTI E UN RINVIO
    dicembre 06, 2012, 11:11 am

    Oltre 170mila euro prelevati dalle casse della Agos srl di Feletto Umberto e dissipati prima del fallimento, dichiarato nel febbraio 2011. Sono tre le persone imputate a vario titolo per bancarotta fraudolenta. Rinviato a giudizio il commercialista Franco Pirelli Marti, 59 anni, difeso dagli avvocati Luca Ponti e Gianberto Zilli. Le altre due hanno patteggiato davanti al gup del tribunale di Udine, Paolo Alessio Vernì: il 34enne Enrico Calabrese, difeso dall’avvocato Vincenzo Cinque, a 1 anno e 6 mesi di reclusione, pena sospesa, e la 59enne Valentina Bulfone, moglie di Pirelli Marti, rappresentata dal legale Francesco Maria dall’Asta, a 1 anno e 5 mesi, pena sospesa.

    L’ACCUSA. Calabrese è finito davanti al giudice in veste di membro del cda della Agos (ditta attiva nel settore tessile e abbigliamento) fino al maggio 2007, amministratore delegato fino a marzo 2009 e infine liquidatore. Valentina Bulfone, invece, come presidente del cda da ottobre 2004 (succeduta a Pirelli Marti) a marzo 2009. Numerose le cariche ricoperte da Pirelli Marti, tra cui quella di amministratore delle due società Filo srl e Camelia srl, proprietarie del capitale sociale della Agos, oltre a essere soggetto di riferimento di altre ditte facenti capo a lui (ma anche a parenti o emissari), come Cogefa srl, Magnolia srl, Immobiliare Gamma, San Marco Moda srl, Fingefa srl, alcune delle quali già finite nel mirino di magistratura e guardia di finanza. Secondo l’ipotesi accusatoria, formulata dal procuratore aggiunto Raffaele Tito, nel settembre 2010 i tre hanno distratto 99.500 euro con un bonifico firmato da Calabrese in favore della Ceda srl, altra società riconducibile a Pirelli Marti.
    A questi si aggiungono 21.765 euro corrispondenti alle rate dal 2008 al 2010 per l’affitto di un appartamento a Milano, non destinato ai fine dell’impresa ma all’alloggio di un parente, e 53.176 euro pagati “fuori busta” a Calabrese tra il 2007 e il 2010. Inoltre, sempre secondo la procura di Udine, hanno alterato le scritture contabili relative ai rapporti con Ceda, Cogefa, Magnolia Immobiliare Gamma, San Marco Moda, in modo da impedire l’esatta ricostruzione del patrimonio per mascherare il grave stato di crisi della Agos, che tra il 2004 e il 2010 ha registrato perdite di gestione di oltre 4,5 milioni.

    D.G.

  7. enrico calabrese says:

    Giu 21, 2013

    Rispondi

    Da: Enrico Calabrese
    SEGNALAZIONE DA DOVATU.IT: Diffamazione

    Corpo del messaggio:

    Vedendo quanto già accaduto al sito “il perbenista”

    Con il presente vi invito a rimuovere ove è presente il mio nome e cognome tutti gli organigrammi e commenti relativi al vs ” articolo ” le matrioske sacre di Pirelli Marti Franco.
    Non trovando un positivo riscontro,
    mi vedrò costretto a far valere i miei diritti nelle sedi più opportune essendo ,
    quanto da voi rappresentato nei miei confronti del tutto privo di fondatezza di riscontro ed altamente calugnoso.
    Un tanto vi era dovuto
    Cordialità
    Enrico Calabrese

  8. Tommaso Botto says:

    Giu 21, 2013

    Rispondi

    Signor Calabrese, non ci pare che Lei possa intimidirci, vista la sua pesante situazione. Comprendiamo che l’ “articolo” le dia ‘fastidio’ ma noi diamo notizie, non le nascondiamo. La sua ‘cordialità’ è molto stonata.

  9. empirico says:

    Lug 31, 2013

    Rispondi

    http://www.gazzettino.it/nordest/udine/un_finto_verbale_e_poi_la_falsa_fattura_commercialista_condannato_a_16_mesi/notizie/307239.shtml

    Un finto verbale e poi la falsa fattura: commercialista condannato a 16 mesi

    Il professionista andò dal notaio e registrò l’atto per i terreni
    finiti a una sua società, nei guai anche 53enne di San Michele

    UDINE – Un noto commercialista di Udine, Franco Pirelli Marti, è stato condannato oggi dal giudice del Tribunale di Udine a un anno e 4 mesi di reclusione. A suo carico c’erano le accuse di falso per induzione del pubblico ufficiale in atto pubblico e l’emissione di una falsa fattura di un milione e mezzo di euro nell’ambito della compravendita di alcuni terreni di via San Rocco a Udine. Secondo l’accusa, Pirelli Marti avrebbe redatto un finto verbale del consiglio di amministrazione di Fingefa, del 16 dicembre 2009, in cui deliberava la cessione dei terreni a una società a lui riconducibile, per 1,6 milioni di euro.

    Sulla base di quel verbale poi, l’allora presidente del cda si sarebbe recato da un notaio, inducendolo in errore per formare l’atto di compravendita. Poi, quale acconto sulla cessione di immobili del futuro complesso edilizio, avrebbe emesso con una società a lui riconducibile una falsa fattura di 1,5 milioni. Per l’emissione della fattura è stato condannato anche il coimputato Angelo Minghin, 53 anni, di San Michele al Tagliamento (Venezia), amministratore unico della Master srl: per lui un anno di reclusione, pena sospesa. Pirelli Marti è stato invece assolto dal reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, per non aver commesso il fatto.

    «Il contribuito che il ragioniere Pirelli Marti ha sempre offerto per chiarire le vicende giudiziarie che lo hanno personalmente coinvolto trova riconoscimento nell’odierna sentenza di parziale assoluzione pronunciata dal giudice penale di Udine, Angelica Di Silvestre». È il commento del legale dell’ex presidente del Cda di Fingefa, Franco Pirelli Marti, l’avvocato Gianberto Zilli. In una nota Zilli ribadisce che la collaborazione con la magistratura «continuerà per fare piena luce sulle vicende che vedono direttamente coinvolto il mio cliente o su quelle in cui egli ha elementi oggettivi utili all’individuazione di eventuali responsabilità penali di terzi». In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza l’avvocato sta già pensando all’appello in cui potrà valorizzare gli elementi «utili, interessanti e oggettivi», emersi in sede di istruttoria dibattimentale.

    Lunedì 22 Luglio 2013 – 16:54 Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Luglio – 15:58

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