SCI E FATTACCI: ZIBERNA INTERROGA SERRACCHIANI SU PROMOTUR TARVISIO

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Il consigliere regionale interroga la Giunta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sul trattamento ricevuto da alcuni turisti sciatori nella stazione sciistica di Tarvisio (Ud). Su Dovatu.it piovono commenti che confermano l’inconcepibile trattamento ricevuto da alcuni operatori di Promotur PromoturismoFVG…

00 TARVISIO sciatori abbandonati

“Scan-da-lo-so!
Manca la consapevolezza da parte di molti dipendenti pubblici che il “pubblico” siamo tutti noi.
Se mancano turisti in una struttura privata questa chiude e licenzia i dipendenti.
Se mancano in una struttura pubblica i dipendenti danno per acquisito che comunque il loro posto di lavoro lo conserveranno.
Io non sono affatto favorevole alla precarizzazione del lavoro, ma mancano strumenti per incentivare o punire i dipendenti pubblici”.

 

E’ il secco commento di Rodolfo Ziberna (Forza Italia) che ha presentato in questi giorni la seguente interrogazione.

 

INTERROGAZIONE ORALE N. 596

Primo interrogante: ZIBERNA

Gruppo consiliare: PDL/FI

Consiglieri proponenti: ZIBERNA

Presentata il: 01/02/2016

Stato: Non evasa

Oggetto: Comportamenti sconcertanti del personale della stazione di partenza degli impianti di salita di Priesnig e Prasnig a Tarvisio

Testo: Premesso che sul blog www.dovatu.it è stata postata negli scorsi giorni la seguente e sconcertante notizia: ‘ SCI, TARVISIO: NON PRENDETE QUELLA SEGGIOVIA ! (CON I BAMBINI). Di buon mattino, un padre e i suoi due figli si presentano alla stazione di partenza della seggiovia Priesnig a Tarvisio (UD), polo sciistico della galassia Promotur ‘ Promoturismo FVG. Sono scesi dal Monte Lussari, approfittando delle ottime condizioni del manto nevoso a quell’ora (dopo un’ora era già uno schifìo): sul Lussari erano saliti in cabinovia, quindi senza alcun intoppo logistico per far salire i due `piccoli’ (120 e 115cm) ma già grandi sciatori. Giunti a questo punto dell’itinerario, risalgono da qui per raggiungere la cima del Monte Florianca, tramite appunto una seggiovia. Quel che è accaduto è analogo a quanto segnalato la settimana scorsa: allora, è un vizio! I bimbi sotto i 125cm di altezza devono essere accompagnati, giustamente: non sono letteralmente all’altezza di sedersi rapidamente ed in sicurezza sulla seggiola, che si muove spedita. Quindi il papà fa come sempre: si mette in mezzo ai due e fa un cenno all’operatore. Giunti al via, al tappeto che conduce nel serraglio funiviario, chiama l’operatore, che è lì, ad un metro: ‘Mi aiuta per favore con questo Io tiro su l’altro..’. ‘No.’, risponde secco il tizio con la sua bella tuta nuova con il nuovo brand `Promoturismo FVG’, nato da poco dalla fusione tra Promotur e Turismo FVG. ‘Come no Mi aiuti, per Dio”, esclama sbigottito il padre che è già avviato sul rapido tappeto mentre si avvicina la seggiovia. ‘Non è compito mio. Posso solo rallentare la seggiovia, è per esperti!’, replica l’inutile, mentre il papà, sul tappeto scorrevole, ha già sollevato l’erede più piccolo per appoggiarlo sul sedile. ‘Cosa centra `per esperti Loro sanno ben sciare” Ma l’inevitabile accade: l’altro giovane sciatore fa per alzarsi e per poco non ce la fa, cade, intreccia gli sci e il papà, che è una vecchia volpe, non lo aggrappa, per non farlo sbattere sulla seggiovia che gli scivola sopra come una fionda e gli tocca il casco. L’inetto, che è a meno d’un metro, stoppa l’impianto e manco si muove per soccorrere il piccolo incastrato. Il padre, che è un toro e vorrebbe incornare il pusillanime stipendiato pubblico, inclina quegli 80kg di metallo e recupera il bimbo che commenta: ” Se non mi aiuta, quello lì..!’. ‘Ma perché non mi ha aiutato’, sbotta il padre, ‘poteva farsi malissimo, fortuna che ha il casco!’. Lo zotico tace e riavvia la seggiovia. Esito: paura, rabbia, un bastoncino piegato e un taglio sui pantaloni nuovi del bimbo. ‘Non è compito mio’ In quota, invece, presa più volte una seggiovia, l’omino si è ben prestato a sollevare di 5 cm ben 20 kg di bambino.
E il giorno seguente, a Forni di Sopra (UD), l’appuntamento con gli operatori, cordialissimi, è stato addirittura un momento di euforico gioco scherzoso: perché questo è lo sci, un gioco scherzoso e spensierato. E commentando con i fornesi la spiacevole situazione tarvisiana, la risposta è stata l’unica che poteva essere: ‘Ma noi siamo qui per questo!’. Ma a Tarvisio hanno la rabbia ?

Vista sul medesimo sito la pubblicazione della seguente denuncia:
SCI: CHIUDE SEGGIOVIA A TARVISIO, SETTE SCIATORI ABBANDONATI.
Avrebbe potuto assumere una piega ben più drammatica quel che è accaduto nel pomeriggio di Sabato 23 Gennaio alla base della seggiovia quadriposto Prasnig, inaugurata sull’omonimo monte nel Gennaio 2013 per `collegare’ il Monte Lussari con il Monte Florianca, in Friuli. Sono le 15.45 ed un gruppo di sette sciatori si presenta alla stazione di partenza, a quota 1.553 m., per risalire e raggiungere il proprio albergo sul Monte Lussari.
Ma l’addetto all’impianto non li fa passare: nonostante non siano ancora nemmeno le quattro del pomeriggio, l’impianto deve chiudere. Gli sciatori (sei uomini ed una donna, tutti sulla quarantina) obiettano che i cartelli a Tarvisio segnalavano che le ultime salite erano programmate per le ore 16.00. L’addetto, alzando la voce, avverte che quella seggiovia, invece, chiude prima: sbarra i tornelli d’accesso e intima al gruppo di andarsene. Ma andarsene dove Si trovano in una conca dalla quale si dipartono due seggiovie: una che sale appunto verso il Lussari e l’altra, specularmente, sul Florianca. Evidentemente, non c’è via di fuga sci ai piedi nemmeno per raggiungere il fondovalle: paradossalmente, per scendere bisogna salire. I sette chiedono ‘Per piacere’. La risposta è un ‘No’ categorico.
Gli animi si scaldano, il gruppetto insorge, pretende di salire, datosi che la seggiovia è ancora in funzione, per raggiungere l’albergo che dista un centinaio di metri dalla stazione d’arrivo, che è a quota 1.776 m.. Niente da fare: l’addetto si ostina, dichiara che non si sarebbe assunto la responsabilità di farli salire dopo l’orario, sale sulla seggiovia e risale la montagna, scomparendo; raggiunta la cima, la seggiovia si arresta definitivamente.
Ai sette non resta che una soluzione: sci in spalla, nonostante i pesanti e scomodi scarponi, iniziano a risalire la pista che è lunga circa un chilometro e mezzo e comporta un paio di `muri’ abbastanza ripidi. Niente di più scomodo e faticoso: l’ascesa dura un paio d’ore, mentre scendono l’oscurità e la temperatura, in mezzo al nulla, nella foresta, senza incontrare nessuno, nemmeno i pattugliatori che solitamente dovrebbero `chiudere’ le piste da sci. Gli sventurati non chiamano i soccorsi, temendo di dover pagare eventuali salatissime multe. I primi a giungere in cima allertano l’albergatore che, con una motoslitta, scende a recuperare la donna ed uno sciatore che s’era fatto male, a circa tre quarti della salita. ‘Non mi era mai capitata una cosa del genere in 40 anni di sci’ è l’esasperato commento, a braccia aperte, di uno dei malcapitati. ‘Difficilmente tornerò a Tarvisio’, conclude. Che il Signore SCIA con voi ! ‘

INTERROGA

la Presidente della Regione e l’Assessore competente per sapere:

– se possano confermare che i fatti illustrati in premessa siano effettivamente accaduti ed in tal caso se essi condividano l’atteggiamento assunto dal dipendente di PromoturismoFvg,;
– se ritengano necessario, come il sottoscritto, che ai dipendenti di PromoturismoFvg, siano essi operanti presso strutture di montagna o di mare, che si rapportano con cittadini-utenti, debbano venire raccomandati comportamenti collaborativi destinati ad agevolare i fruitori dei servizi assicurati, visto che non si può sempre fare affidamento sul buon senso dei dipendenti;
– quali misure intendano adottare nei confronti dei dipendenti che hanno posto in essere le condotte di cui alla premessa.

Redazione

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