Scarse adesioni al Registro di dichiarazioni di fine vita

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Il commento del presidente della Provincia di Udine Fontanini sulla scarsa adesione all’iniziativa promossa dal Comune di Udine in collaborazione con il collegio dei Notai.

“Per fortuna i friulani si stanno dimostrando più saggi di quanti vorrebbero manovrarli e indurli a prendere decisioni delicate che investono complessivamente la salute personale, i legami familiari e la relazione terapeutica e fiduciaria che deve contraddistinguere il rapporto con il medico”:
questo il commento del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, alla notizia della scarsa adesione al registro istituito dal Comune di Udine, in collaborazione con il Collegio dei Notai, per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di volontà sul fine vita.

“Il Registro è nato circa un anno fa e ad oggi si contano appena 160 iscrizioni, un dato che parla da solo e fa capire quanto siano distanti le intenzioni dei cittadini da chi ha organizzato una campagna mediatica per certificare con un ‘atto notarile’ una volontà così suprema.

La gente si sta dimostrando molto più lungimirante e ponderata rispetto ai sostenitori dell’eutanasia”, aggiunge il numero uno di Palazzo Belgrado.

“Del resto – aggiunge – è risaputo che le scelte di volontà possono mutare: esistono decine e decine di testimonianze anche di medici che, seppure avessero lasciato disposizioni precise sul fine vita in senso omissivo (non fare nulla, non rianimare, non intervenire eccetera), nel momento in cui si sono trovati in emergenza per la loro stessa vita e sono stati sottoposti, da altri colleghi ignari, alle procedure per tentare di salvare una vita umana, quando hanno ripreso coscienza hanno ringraziato chi li aveva salvati, smentendo così quanto disposto precedentemente.

Ciò dimostra che è ben difficile pronosticare che cosa si vorrebbe per sé quando si sta in salute pensando al momento in cui la salute non ci sarà più: cambiano situazioni, percezioni, evoluzioni della volontà”.

“Sono personalmente soddisfatto – conclude Fontanini – che i friulani stiano facendo valere la loro autonomia di giudizio e di pensiero, evitando di rincorrere le mode del momento.
Con orgoglio posso dire che la nostra gente è difficilmente condizionabile e manipolabile su argomenti che non possono di certo diventare un modulo depositato in un anonimo ufficio.
La salute e la sua tutela richiedono molto più di una dichiarazione, richiedono una riflessione che dura tutta la vita e il cui contenuto può anche mutare in base alle circostanze della vita stessa”.

 

 

Redazione

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