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SCANDALO PIPOL-GARANZIA GIOVANI: CERCANO LAVORO E LI PRENDONO IN GIRO
8 Settembre 2016 Inchieste
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Purtroppo lo scriviamo da anni: l’Ente Pubblico non riesce a trovare lavoro ai disoccupati.
Almeno lo ammettesse.. invece ci inonda di proclami (nazionali, regionali, locali) di auto-lusinghe.

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Vediamo come funziona l’Agenzia Regionale per il Lavoro del Friuli Venezia Giulia, da poco operativa dopo un anno del passaggio delle ‘consegne’ dagli ex Centri per l’Impiego (che rimangono però il punto di riferimento sul territorio).
Prima di tutto, chi cerca lavoro va a cercarlo sul sito regionale http://offertelavoro.regione.fvg.it/ : qui, tra le 160 offerte di lavoro (per un milione e duecentomila abitanti!), ci si imbatte in qualche lavoro generico (lavapiatti in luoghi remoti) o estremamente specializzati (istruttore di scuola guida in possesso di patente D, Coordinatore di struttura socio assistenziale preferibilmente in possesso dell’attestato di direttore di struttura con esperienza pregressa pluriennale, impiegato commerciale madrelingua russo) o che implicano di fare i bagagli e partire per l’estero (c’è una lista di impieghi a bordo presso Costa Crociere, ad esempio).
Insomma: un flop totale che meglio di tante statistiche descrive la perdurante situazione di crisi economica e sociale e fa rimpiangere l’Ufficio di Collocamento d’un tempo.

Allora il disoccupato e la disoccupata che fanno?
Aderiscono ai progetti di occupabilità della Regione: progetti che, l’abbiamo visto, si riducono ad uno solo, il fantomatico PIPOL – Garanzia Giovani.
Infatti, non fatevi trarre in inganno da quel ‘Giovani’: non sapendo dove sbattere i disoccupati over 29 (quelli che tengono famiglia, per intendersi), decine di migliaia di disgraziati sono stati scaricati in Garanzia Giovani.

A far cosa?
In teoria, o a fare qualche stage praticamente gratuito (“per arricchire il CV”) o per aderire a qualche corso di formazione (“per adeguarsi al mercato del lavoro”): piuttosto che stare al parco a guardare i piccioni, uomini e donne responsabili (cioè: che hanno figli) aderiscono comunque istantaneamente, perché vi è una concreta minaccia: se non partecipano verranno cancellati dal programma di occupabilità.

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Ma la macchina di PIPOL non risponde con similare istantaneità: abbiamo infatti evidenza che chi ha aderito a PIPOL a metà 2015, è stato chiamato a colloquio (di gruppo e poi individuale) a Dicembre, con la prospettiva poi di iniziare un corso di formazione a sua scelta (firmando in bianco, senza alcun dettaglio su materie d’insegnamento, calendario, certificazioni etc.) entro fine di Gennaio 2016: “Verrà contattata e sceglierà Lei il corso, intanto inseriamo ‘GRAFICA'”.

Ma, in una evidente impreparazione di fondo, PIPOL non s’è fatto sentire sino al… 28 Luglio 2016, via e-mail, per avvisare che chi avrebbe tenuto i famosi corsi di formazione, li avrebbe presentati il 30 Agosto 2016 (e che sarebbero andati in ferie da lì a poco per tre settimane).

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E quindi, beffa della farsa, dopo oltre un anno dall’adesione al PIPOL che non trova alcun lavoro, che non propone nemmeno qualche opportunità, nulla di nulla, solo moduli da compilare… il colpo di scena: la ‘candidata’ non può partecipare al corso prescelto perché, essendo una laureata over 29 infilata in Garanzia Giovani, risulta di “Fascia 5” (?) e quindi può partecipare al solito, banale, inflazionato e fitto di disoccupati “Corso di Grafica Digitale”.

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A questo si riduce PIPOL, approvato nell’Aprile 2014 dalla Giunta Serracchiani con uno stanziamento di ben 40 milioni di euro.

 

"2" Comments
  1. Uno scandalo

  2. Ho partecipato a questo progetto people come cuoco. Ho abbandonato dopo nemmeno un mese.Ho anche frequentato un istituto alberghiero, ma senza conseguire il diploma per altri motivi.
    Come istruttore per la cucina, un uomo che non ha nemmeno un programma, va a caso e sbaglia moltissimi termini, non insegna praticamente nulla, e nemmeno segue i corsisti. L’istituto dove si esercita il tutto, è totalmente privo di strumenti e spazi, infatti ci spargevano da un punto all’altro. Tempo di COVID, distanza e mascherina non venivano rispettati. Ma la cosa peggiore, la psicologa! Una donna stressata che ripeteva frasi di Steve Jobs per farsi bella, 3 ore ogni volta che ci collegava in webcam, per dire nulla, assolutamente nulla! Parlava del vuoto e soliti stereotipi “volere è potere” ecc. Gente disperata che alla fine prendere si e no 500€, per non avere alcuna formazione o istruzione. Mi sembra che questo progetto fumenti l’illusione che per entrare in certi settori, non serva studiare, ma la cosa peggiore, è manovalanza a basso costo, per aziende gestite da buffoni. La professionalità è tutt’altra cosa, e per colpa di questi progetti, passa in secondo piano. Mi dispiace che ci sia gente in difficoltà, ma non è questa la risposta. Io la penso così.

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