Ro-Ro, collegamenti Isole minori: le navi fantasma della Sicilia

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Da sei giorni gli arcipelaghi che contornano la Sicilia si sono visti azzerare -fortemente limitare, nei casi migliori- i rifornimenti di benzina e gas.

Con palliativi ed aggiustamenti dell’ultimo momento, generi alimentari, gasolio (non infiammabile), alimentari e medicinali riescono a raggiungere le isole minori.
Per non parlare dei rifiuti che, a stento, stanno prendendo la via del mare (a Pantelleria si sono bloccati al porto).

Che quest’emergenza avvenga ai primi di Agosto, il periodo clou di una stagione turistica che, nonostante le fantastiche condizioni climatiche, dura solo tre-quattro mesi, è una questione difficile da comprendere.

Il nostro punto di osservazione (Isole Egadi) sembra distante un oceano da quei punti di decisione politica (appena 100 km, 25 minuti di aliscafo e un’ora di auto) siti a Palermo (dove è sconsigliabile ‘parlare di banane’, così commentano alcuni avventori irati di un distributore di benzina) che dovrebbero spiegare il perchè di questa semi-paralisi.

Già abbiamo accennato al perchè questi collegamenti di servizio sono venuti a cessare: i privati che li effettuavano non si sono visti rinnovati i contributi regionali, se non a parole.
Che poi avessero potuto gestire diversamente la questione, garantendoli comunque in un periodo di supertraffico in cui i contributi, a sentor comune, sembrano proprio un sovrappiù, questo sta alle coscienze dei singoli appaltatori dei servizi pubblici.
C’è chi suggerisce la strategia del bluff, in una partita a carte che vede perdere sicuramente tutti.
Anche se aleggia la sensazione che vi sia un Decisore ultimo e sovraordinato che ‘metterà a posto le cose’…

Quel che si sa è che dal primo di Agosto la scassatissima ed indebitatissima Siremar, società di navigazione ex pubblica, è stata scorporata dal gruppo Tirrenia ed è confluita in una società dal nome esotico ‘Compagnia delle isole’: 49% Regione Sicilia, 51% Gruppo Lauro. Un’abbinata Palermo-Napoli che dovrebbe consentire di sopperire alla mancanza di servizio, introducendo mezzi navali idonei al trasporto delle sostanze pericolose ed infiammabil.

Ieri, la tanto attesa corsa speciale, c’è stata: ma ha portato, nell’incredulità di tutti, solo persone, niente benzina. Si sa che sulle rotte Trapani-Isole Egadi dovrebbe tornare la nave Filippo Lippi: partita da Napoli, però, non s’è ancora vista in zona… Una nave fantasma?

Nel complesso, la vicenda, fosse classificabile dalle agenzie di rating, si prenderebbe un bel DDD-. La Sicilia si dimostra sempre più una zona franca. Ora viene attribuita la colpa unicamente alla crisi (superpreannunciata) della Giunta Lombardo, mentre qualche buontempone propone di istituire, verificatisi l’emergenza, l’Assessorato per le isole minori (!). Un’altra poltrona: ricordiamo che questa regione, al di là delle cariche politiche, conta oltre duemila dirigenti: ma cosa dirigono?

Comunque, la vita prosegue, il turismo non sembra risentire di questi micidiali intoppi (i noleggiatori di scooter ed auto, ad esempio, avevano preventivamente accumulato grandi -ed illegali- scorte di carburanti) e la politica si fa sentire (almeno chi non è convolato in ferie).

L’assessore della provincia di Trapani, Cettina Spataro, ci ha inviato questa nota:

La disponibilità mostrata dalla Compagnia delle Isole (ex Siremar) a garantire il trasporto dei rifiuti e delle merci pericolose rappresenta un importante passo in avanti e, principalmente, un buon esordio in termini di disponibilità e volontà di collaborazione da parte della compagnia.
Ma la vicenda dei trasporti Ro.Ro. per le isole minori ci deve portare ad alcune necessarie riflessioni. L’errore è stato grave e la classe politica, nella sua interezza, ha il dovere di assumersene la responsabilità. È stato generato un inaccettabile stato di tensione a dei cittadini ed è stata messa a rischio la stagione turistica in un momento in cui il turismo, per questo territorio, appare come la migliore possibilità, se non l’unica, di fronteggiare la crisi mondiale. Ed è stato creato un grave problema occupazionale, con 39 marittimi sbarcati in un momento già difficile per l’economia provinciale.
Va detto, però, come gran parte della deputazione regionale e nazionale, di ogni schieramento, e tutti i responsabili degli enti locali hanno messo il massimo impegno per risolvere l’emergenza. Ed anche l’assessore regionale ai Trasporti ha risposto alle sollecitazioni. Le vicende della politica regionale, però, hanno vanificato questo impegno.
Il peggio è stato comunque scongiurato, almeno al momento, ma il vero problema è che questa non doveva essere un’emergenza. I servizi basilari non attengono alle scelte politiche. Vanno gestite all’interno di una pianificazione di lunga durata che spesso va oltre la “vita politica” di un governo. La stessa ragion d’essere della burocrazia è quella proprio di garantire continuità ai servizi rispetto alle inevitabili alternanze della politica. Quest’ultima ha sicuramente la responsabilità oggettiva del problema, ma è assolutamente necessario che si corregga il tiro: la burocrazia regionale deve avere la capacità di pianificare nei modi e nei tempi corretti la pianificazione delle risorse per i servizi essenziali. Oggi abbiamo un problema di organizzazione generale degli uffici che evidentemente va affrontato, ma esistono anche pratiche di “disinteresse” che vanno combattute.
Nessuna accusa generale alla classe dirigenziale della Regione, ma proprio per valorizzare i tanti ottimi dirigenti regionali, è assolutamente necessario individuare “i punti deboli della catena”, quelle inefficienze personali che si trasformano in pesanti disservizi per la collettività. Bisogna individuare chi sbaglia, se ci sono stati errori, ed agire di conseguenza. Proprio per segnare una netta differenza tra chi svolge il proprio lavoro con passione e dedizione e chi con un’inaccettabile sufficienza”.

OK.
Ma il nostro approccio alla cosa pubblica è differente: io cittadino, tu P.A., indifferentemente che ti chiami Regione, Provincia o Comune; tu mi devi dare il servizio. Se sbaglia uno, sbagliano tutti. È certo che le pastoie burocratiche (sfogliare il sito web della regione Sicilia è emblematico al riguardo) sono talmente complesse che è palese la necessità di un default burocratico: andrebbe cancellato tutto l’assetto, azzerati tutti gli organismi e le miriadi di enti ed entucci creati nei decenni (e che danno uno stipendio a ventimila famiglie) per dare quelle funzionalità di base che tutti si aspetterebbero nel 2012 da una regione d’Europa. Ma Chi si assume una tale responsabilità?

Un default burocratico che servirebbe in tutta Italia, non solo in Sicilia.

Ma le ‘rivoluzioni’, nel Bel Paese, son sempre partite da Sud… ci vorrebbe una scossa.

Tommaso Botto

2 commenti

  1. Andrea says:

    Ago 5, 2012

    Rispondi

    Salve,
    volevo segnalare che compagna delle isole spa ha una compagine sociale eterogenea composta da un gruppo di imprenditori siciliani (davimar-NGI-SOM) e napoletani (Lauro – Isolemar)e che la regione è socia indirettamente tramite il socio mediterranea holding e che ha quote di categoria b che pertanto non entrano nella gestione ma solo nel controllo.
    Saluti CDI

  2. […] situazione è paradossale e rasenta il ridicolo. La Compagnia delle Isole (ex SIREMAR) invece di preoccuparsi di migliorare i servizi curando la manutenzione dei mezzi e […]

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