Rizzetto (M5S): “Il governo Renzi dica no alle banche e difenda i cittadini”

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«Bisogna scongiurare la reintroduzione della penale sull’estinzione anticipata del mutuo. Questa penale, voluta dall’Associazione banche italiane (Abi), determinerebbe, infatti, un ingiusto onere a carico del mutuatario e pregiudicherebbe il diritto alla portabilità verso mutui con condizioni più favorevoli. Il governo deve difendere i cittadini che contraggono un mutuo, i quali, per la natura di questa tipologia di contratto, evidentemente rappresentano la “parte debole”». Su questo argomento i deputati del MoVimento 5 Stelle Walter Rizzetto e Aris Prodani hanno depositato una interrogazione rivolta al Ministro dell’Economia e delle Finanze.

renzi

«L’Abi arriva addirittura al punto di lamentarsi per una presunta pressione fiscale eccessiva – attacca il vice presidente della Commissione Lavoro della Camera -. Peccato non dica nulla sul fatto che gli istituti italiani continuino a proporre mutui di gran lunga più costosi della media europea. Mutui che possono arrivare a costare più del doppio».

 

«Inoltre la reintroduzione della penale pregiudicherebbe notevolmente la concorrenza tra i gruppi di credito poiché verrebbe ridotta drasticamente la portabilità dei mutui. Come sempre, a pagare alla fine sarebbero i cittadini – conclude Rizzetto – che vedrebbero limitata la possibilità di accedere a mutui più vantaggiosi proprio per la riduzione delle proposte di portabilità offerte dalle banche in concorrenza fra loro».

 

 

Di seguito il testo dell’interrogazione.

 

 

CAMERA DEI DEPUTATI – Interrogazione a risposta scritta – Lunedì 16 luglio 2014

 

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze – Premesso che:

 

si apprende dalla stampa che l’Abi, l’Associazione Banche italiane, ha inoltrato richiesta al Ministro dell’Economia e delle Finanze di reintroduzione della penale per l’estinzione anticipata del mutuo;

 

si ricorda che con la legge Bersani entrata in vigore nel 2007 era stata liberalizzata l’estinzione del mutuo, eliminando l’obbligo del pagamento di una penale per aver estinto in anticipo il finanziamento;

 

a quanto è dato sapere, l’Abi lamenta l’eccessiva pressione fiscale a cui sono sottoposte le banche italiane adducendo che l’assenza della commissione sull’estinzione anticipata dei mutui determinerebbe una difficoltà da parte delle banche di riuscire a tenere saldi i collegamenti tra i costi per la raccolta e quelli, invece, necessari per mantenere i finanziamenti ipotecari;

 

di conseguenza, l’associazione predetta richiede la modifica della legge Bersani per reintrodurre la possibilità da parte delle banche di chiedere una penale sull’estinzione anticipata, prevedendo comunque che debba esistere un periodo, in relazione alla durata complessiva del contratto di mutuo, entro cui non è possibile chiedere l’estinzione;

 

si ritiene che la richiesta dell’Abi non debba avere alcun seguito per le conseguenze che determinerebbe. Si mette in evidenza che l’associazione lamenta una presunta pressione fiscale eccessiva, mentre nulla dice sul fatto che le banche italiane continuano a proporre mutui ben più costosi della media europea, addirittura pari circa al doppio;

 

la reintroduzione della penale pregiudicherebbe notevolmente la concorrenza tra i gruppi di credito, poiché verrebbe ridotta drasticamente la portabilità dei mutui, in danno ai mutuatari che vedrebbero limitata la possibilità di accedere a mutui più vantaggiosi per la riduzione delle proposte concorrenziali di portabilità tra banche;

 

pertanto, si scongiura la reintroduzione della penale sull’estinzione anticipata del mutuo, che determinerebbe un ingiusto onere a carico del mutuatario e pregiudicherebbe il diritto  alla portabilità verso mutui con condizioni più favorevoli.

 

Si chiede di sapere:

 

quali siano le considerazioni del Ministro interrogato rispetto ai fatti esposti in premessa;

 

se e quali iniziative intenda adottare affinché non vengano introdotte ulteriori disposizioni che rendano ingiustamente più gravose le condizioni del mutuo a carico del mutuatario, che, per la natura di questa tipologia di contratto, di fronte all’ente di credito, è già la “parte debole” dell’accordo contrattuale.

 

Walter Rizzetto

Aris Prodani

Redazione

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