Riordino Provincie, proseguono audizioni commissione FVG

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La seconda giornata di audizioni davanti alla Commissione speciale per la razionalizzazione delle Province del Friuli Venezia Giulia – presidente Antonio Pedicini del Pdl – si è aperta con le considerazioni di Enrico Gherghetta, presidente della Provincia di Gorizia che si è espresso in termini personali quanto alla salvaguardia di ogni forma di democrazia e di rappresentanza elettorale, ma soprattutto come presidente dell’Unione delle Province Italiane (UPI) FVG affermando che queste ultime sono enti da mantenere.

Le Province – ha quindi detto – sono enti di area vasta che fanno economie di scala e gli stessi servizi, se erogati dai Comuni o dalla Regione, avrebbero costi maggiori. Perciò il primo limite è di carattere economico.
Inoltre, le loro funzioni andrebbero al 90% alla Regione, che le gestirebbe con difficoltà. Non è chiaro con cosa si andrebbe a sostituire questi soggetti: i comprensori, piuttosto che le Aster, sono già stati un flop.
Sparirebbero le differenze territoriali, linguistiche in primis, e la Regione sarebbe a rischio specialità.
Impensabile diventino enti di secondo grado, allora sì che è meglio chiuderle; sarebbero carrozzoni di cui ce ne sono già anche troppi in regione.
Al pari è impensabile che i mandati in corso vengano interrotti.
Quanto alle competenze, ci vuole una riforma complessiva.
La ripartizione territoriale, insomma, è una questione che non può attenere solo alle Province, ma al sistema totale.

Ettore Romoli, sindaco di Gorizia ma da presidente del Consiglio delle autonomie locali, ha parlato in termini di offerta di collaborazione tra Commissione speciale e CAL, come già avanzata direttamente al presidente del Consiglio regionale, Maurizio Franz.
La Regione Sardegna sta già operando in tal senso – ha reso noto.
Non rivendichiamo nessuna decisione, ma che ci sia concesso di predisporre la nostra proposta istruttoria da trasmettere a chi di dovere, ovvero a questa Commissione consiliare.

Mario Pezzetta ha sottolineato il senso di responsabilità dell’ANCI di cui è presidente e ha affermato che, però, non è loro intenzione fare solo passerella.
Contrario alle unioni dei Comuni, la soluzione invece sta nei Comuni federati.
Oggi riproporre gli Aster è insufficiente – ha rimarcato – perché si devono proporre ambiti competitivi, cosa che sarebbero le federazioni di Comuni.
La riforma deve riguardare tutti, non solo le Province.
Poi certo i Comuni non possono restare a guardare, ma non lasceremo che sia cancellata la nostra storia.

Il Comitato paritetico per i problemi della minoranza slovena ha chiesto di ricevere dalla Commissione speciale la bozza di proposta di legge, una volta formulata, affinché il Comitato possa esprimersi a riguardo e fornire le proprie considerazioni e le eventuali richieste di modifica.

Dalle Assemblee delle unioni dei Comuni montani la richiesta di non fare confusione tra riordino istituzionale e risparmio, ma di considerare anche i costi che ricadrebbero sui 15mila dipendenti pubblici della regione.
Le unioni, poi, devono essere qualcosa di serio e non solo parole sulla carta, ma sono un percorso necessario che quelli della montagna hanno già iniziato tre anni fa; però ci vuole una scelta generale di riorganizzazione del territorio perché già quella dei Comuni montani è stata fatta partire senza un disegno complessivo.

Prima di concedere una serie di considerazioni ai consiglieri, il presidente Pedicini ha dato la parola all’assessore regionale Elio De Anna che ha assicurato che al momento non esiste un disegno di legge della Giunta, la quale attende gli esiti dei lavori della Commissione speciale sebbene nel frattempo continui a confrontarsi con CAL, UPI e ANCI per essere pronta quando dovrà valutare la proposta consiliare.

Si è conclusa  così la prima settimana di audizioni della Commissione speciale per la razionalizzazione delle Province e il presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz valuta con soddisfazione l’impegno con il quale il Consiglio e i suoi organi affrontano, in un mese solitamente dedicato alle ferie, un argomento – sottolinea – delicato e complesso. Una assunzione di responsabilità di fronte alle implicazioni di questo tema nell’avviato processo di spending review e alle aspettative dei cittadini per un concreto impegno delle istituzioni e della politica – fa notare Franz ricordando le tappe del lavoro della Commissione speciale insediatasi il 2 agosto.

Soddisfatto il presidente per la partecipazione alle audizioni, per lo spirito costruttivo che anima i lavori e per i contributi e gli approfondimenti che hanno già caratterizzato i primi due incontri: “Ci aspettano ancora giorni di ascolto, è stato ampliato il novero dei soggetti da audire, riservando ampia attenzione anche agli organi di informazione, gli incontri proseguiranno fino a metà settembre. Poi, occorrerà fare sintesi, per portare rapidamente all’esame dell’Aula un testo ampiamente condiviso”.

La Commissione speciale per la razionalizzazione delle Province e delle loro funzioni, presieduta da Antonio Pedicini (Pdl), al termine della prima settimana di incontri, ha ampliato il calendario delle audizioni programmate.
Oltre ai già previsti appuntamenti di martedì 28 agosto (i presidenti delle quattro Province, il presidente della Commissione paritetica Stato-Regione, il prof. Giangaspero della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trieste e il prof. Girotto del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Ateneo di Udine), giovedì 30 agosto saranno ascoltate prima le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e CISAL, l’Unione culturale economica slovena (SKGZ), la Confederazione delle organizzazioni slovene (SSO), Confindustria FVG, Confagricoltori, Kmecka Zveza-Associazione agricoltori, Confagricoltura, Coldiretti, Federazione piccole e medie industrie FVG, Confcommercio-Unione regionale commercio e turismo, Confartigianato-federazione artigiani piccole e medie imprese, CNA, Confesercenti, Unione economica slovena-URES (SDGZ), Confcooperative, Lega cooperative, Federazione regionale-Associazione generale delle cooperative italiane; poi sarà la volta dei presidenti delle Camere di Commercio, delle Fondazioni CRT, CRUP e CARIGO; infine dei rappresentanti del mondo dell’informazione: accanto ai direttori dei quotidiani Piccolo, Messaggero Veneto, Gazzettino e Primorski dnevnik, anche i direttori dei quattro settimanali diocesani (Il Popolo; La Vita Cattolica; Vita Nuova; Voce Isontina) e i responsabili delle redazioni Rai in lingua italiana e in lingua slovena, di Radio Telepordenone, di Telefriuli e di Telequattro.
Ulteriori audizioni sono state fissate per la seconda settimana di settembre.
Martedì 11 settembre, dalle 14.30, la Commissione ascolterà i componenti di nomina regionale della Commissione paritetica Stato-Regione e il prof. Sergio Bartole.
Quindi si inizierà la discussione in merito alla razionalizzazione delle Province e delle loro funzioni, discussione che proseguirà anche giovedì 13 settembre a partire dalle ore 14.30.

Redazione

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