Riforma sanitaria Serracchiani fa bisticciare il Centro Destra all’opposizione

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Botta e risposta, a suon di comunicati lanciati dallo stesso ufficio stampa, tra l’ex presidente Tondo e il gruppo NCD.

TONDO

“La posizione assunta sulla riforma sanitaria dai consiglieri del Nuovo Centrodestra, Colautti e Cargnelutti mi lascia perplesso sia nel metodo che nel merito delle loro motivazioni”.
Ad intervenire sulla posizione assunta di NCD è il consigliere regionale del centrodestra Renzo Tondo.
“Nel metodo – precisa Tondo – mi sembra di assistere ai riti della vecchia politica, caratterizzata solo dall’esecuzione delle indicazioni del Ministro, mentre nel merito lo sconcerto nasce dal fatto che gli stessi consiglieri nella passata legislatura hanno lavorato ad una riforma della sanità differente nella sua impostazione da quella  ora presentata dalla Giunta Serracchiani”.
“E’ evidente che a fronte di una posizione radicalmente ferma, ancorché legittima, sulla proposta della Giunta Serracchiani, non ci sono spazi di mediazione e saranno i cittadini e gli operatori della sanità a valutare quanto questa sarà una riforma improduttiva che non darà risposte alla nuova domanda di salute”.

“Se a qualcuno piace credere o far credere senza guardare al merito delle cose che NCD  si ponga a stampella della maggioranza regionale faccia pure, ma non ha capito nulla. Noi siamo stati chiari sin dall’inizio e abbiamo agito con coerenza, la riforma sanitaria regionale non è un gioco né può essere una opportunità per chi sta all’opposizione, e noi NCD stiamo all’opposizione, per giocare al tanto peggio tanto meglio. Lo stesso rispetto che portiamo verso posizioni anche differenti di altre forze di centrodestra lo pretendiamo verso le nostre autonome opinioni di cui ci assumiamo sempre la responsabilità”.
Ad intervenire è il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra FVG, Isidoro Gottardo.
“Come NCD condividiamo una responsabilità di Governo nazionale,  con il ministro alla Sanità Lorenzin siamo impegnati in un processo di cambiamento che metta ordine nella sanità italiana e dia alla spesa sanitaria serietà ed efficacia, dicendo agli italiani la verità e non continuando con la demagogia. Di conseguenza siamo portati a condividere in primo luogo la necessità di una riforma regionale della sanità, quindi ciò che si muove in coerenza con gli obiettivi generali che il ministro Lorenzin e il Governo si sono dati con il Patto per la Salute”.
“I consiglieri regionali di NCD hanno lavorato per migliorare, per quanto ci è reso possibile, la riforma regionale sollecitando le modifiche che a nostro giudizio sono necessarie. In secondo luogo, e lo si capirà con evidenza, per rendere trasparenti e comprensibili le scelte che possono piacere o meno  senza infingimenti e senza norme criptate che possono lasciare intendere tutto e il contrario di tutto”.
“Quindi – precisa Gottardo – più trasparenti i contenuti dei cosiddetti ospedali hub, degli Istituti scientifici e del ruolo fra Università e sanità, nonché, e su questo il nostro lavoro proseguirà, sul ruolo delle strutture ospedaliere sul territorio. Inoltre, per noi è fondamentale venga stabilito in legge ciò che è opportuno accentrare in un servizio regionale e ciò che è necessario salvaguardare nelle competenze di ogni singola azienda sanitaria. Da qui il contenuto dei nostri emendamenti. Il lavoro del capogruppo Colautti e del vice presidente Cargnelutti hanno il totale appoggio e condivisione dell’NCD del Friuli Venezia Giulia”.

Questo è l’oggetto della contestazione -condominiale, a questo punto. di Tondo:

“Il Nuovo Centrodestra come impegno non sta dalla parte della ricerca de facile consenso, ma da quella in cui si lavora per contribuire a rendere questa Regione, questo Paese più efficiente e fiducioso. Il nostro punto nave è valutare nel merito le riforme, ora quella della Sanità del FVG e su questa rotta ci muoveremo”.
Questo l’intervento del capo gruppo del Nuovo Centrodestra in Consiglio Regionale FVG, Alesssandro Colautti a nome anche del collega Paride Cargnelutti nel corso dei lavori della Commissione che sta entrando nel merito dell’articolato della riforma della Sanità.
“Proprio in quest’ottica di impegno, il Nuovo Centrodestra – precisa Colautti – ha svolto un ruolo chiave con il Ministero, senza sostituirsi alla maggioranza, definendo e firmando gli emendamenti che sciolgono i due nodi (Integrazione Ospedali-Università garantendo la continuità della cura nel territorio; ripristino del principio di sussidiarietà definendo le funzioni della gestione accentrata dei servizi condivisi) che avrebbero di fatto impedito l’avvio della riforma. Di trasversale tra tutte le forze politiche c’è la necessità di superare un testo normativo vecchio di venti anni, rivisitando l’impianto istituzionale organizzativo della nostra sanità, il governo della spesa, in forza di una domanda di salute radicalmente cambiata e di un contesto economico gravato dalla crisi che porta a minori entrate”.
“Questa riforma, partendo da criteri condivisibili, pare un po’ timida – puntualizzano Colautti e Cargnelutti – non dive diventare un manifesto politico. La sfida è quella di far comprendere che non si vogliono adottare scelte punitive, ma che si tratta di decisioni necessarie per rispondere ad una domanda cambiata di salute e soprattutto di garantire i servizi in un contesto che richiede attenzione al governo della spesa. Questa sfida la si può vincere solo coinvolgendo l’esercito degli stakeholders che sono parte integrante del sistema sanitario e che devono sentire questa riforma come fosse qualcosa di proprio, altrimenti questa regione non ce la farà”.

Redazione

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