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REINSERIMENTO LAVORATIVO: denaro pubblico per farsi prendere in giro
6 Marzo 2012 Inchieste
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La testimonianza di un disoccupato inserito nel Progetto Workoop Spa della Regione Friuli Venezia Giulia.
Le critiche mosse dal consigliere regionale del PD Paolo Pupulin.

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“Ma avete pensato di cambiare regione? Magari in una grande città…”;
“Guardi che non c’è nulla, in Friuli si cercano solo fresatori…”;
“Noi non troviamo un posto di lavoro: aiutiamo a cercarlo, a scrivere il CV e a prepararsi per il colloquio”;
“Lei è troppo specializzato, non so perchè l’abbiano mandata qui da noi…”

Questi sono i commenti che si è sentito dire il disoccupato di turno dall’impiegata di Workopp Spa di Udine.
Lo chiameremo Alvise, a tutela della sua privacy.
Privacy della quale non gliene frega comunque niente perchè, dopo una laurea, un master, una specializzazione e tanti sfortunati copro, cococo e coccodè per pirati autorizzati, si trova da oltre due anni senza lavoro (“Qualche manovalanza in nero, null’altro”) e la sua dignità, il suo amor proprio, il suo orgoglio sono compromessi.
La salute inizia a vacillare: si sente stanco, annebbiato, debole.
Regge l’urto con la forza della disperazione: ha una famiglia da mantenere.

Dopo parecchie visite all’Ufficio Provinciale per l’Impiego di Udine, che non gli ha mai suggerito nemmeno un nominativo, un’azienda, un lavoro socialmente utile.., finalmente, dopo più di due anni, Alvise riceve una telefonata:
“La chiamo per la sua adesione al Progetto Workopp: verrà contattato entro 60 giorni da un loro operatore…”.
“ ..?.. Va bene…”

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Dopo oltre due mesi, la fatidica chiamata: “Sono Tizia della Workopp… ci vediamo il giorno x alle 11?”.
“Mi va benissimo.”
“Porti un CV!”
“Non mancherò..”.

Il primo incontro dura 22 minuti: una firma, descrizione di studi, lingue, specializzazioni, titoli vari, precedenti professionali, conoscenze informatiche, lavori vari… e quei bei commenti di cui all’incipit.

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Dopo dieci giorni e due mail di Alvise in cui chiedeva se c’erano novità, un nuovo appuntamento, di cinque minuti, e una seconda firma: “Oggi impariamo a scrivere il Curriculum.”
“Senta, sono qui per trovare un qualsiasi lavoro, di curriculum ne ho una caterva, anche in altre lingue…Gliene ho già dato uno!”
“Si, però noi non troviamo lavoro!”
“E perchè mi avete chiamato?”
Non so perchè..: Lei ha firmato la lettera, inizialmente, noi dobbiamo solo seguire il candidato nella redazione del Cv e nella preparazione al colloquio: sa, questo progetto è destinato a persone che a malapena sanno scrivere…”
“A me serve un qualsiasi lavoro che mi dia un minimo di reddito.”
“Vedremo cosa riuscirà a fare il nostro commerciale…”

Dopo una settimana, il terzo incontro, di due minuti, e la terza firma:
“Noi oggi dovremmo preparare il colloquio..”
“Ah, bene, avete fissato un colloquio!”
“No, no. Abbiamo cercato ma non c’è niente per Lei: il programma prevede di assisterla nel reinserimento…”
“Quindi non mi reinserite?”
“Non se la prenda…”

Abbiamo chiesto alla Regione Friuli Venezia Giulia lumi sull’incarico affidato alla Workopp Spa di Piacenza.
Nella più totale trasparenza (a differenza di un altro ufficio regionale) ci è stato spiegato tutto per filo e per segno dalla Direzione centrale Lavoro, Formazione, Commercio e Pari Opportunità.

Innanzitutto il bando: http://bandiformazione.regione.fvg.it/fop2011/Bandi/Dettaglio.aspx?Id=1081

A spanne, ogni lavoratore da reinserirecosta alla collettività 890 euro.

Poi ci è stato detto che:
“ Nel 2011 si è dato inizio a un primo esperimento, nella nostra regione, di collaborazione tra i servizi pubblici all’impiego, gestiti dalle Province attraverso i Centri per  l’Impiego, e i soggetti privati accreditati per i servizi al lavoro. L’iniziativa prevede che per un periodo di 10 mesi a partire dal giugno scorso, ciascuna Provincia trasmetta al soggetto privato che è risultato vincitore dell’apposita gara d’appalto (si tratta della società Workopp Spa) i nominativi di un certo numero di lavoratori in cerca di nuova occupazione, che hanno dato l’adesione all’iniziativa rispondendo a un apposito bando.I  lavoratori rimangono affidati a Workopp Spa per un periodo massimo di 6 mesi, durante i quali  possono ricevere, dopo un primo colloquio, una serie di servizi di supporto e sostegno nella ricerca di una nuova occupazione. Per la durata dell’iniziativa (10 mesi a dal giugno scorso) è previsto l’affidamento massimo di circa 1800 lavoratori disoccupati o comunque in situazione di difficoltà occupazionale, così suddivisi per ambito provinciale: Gorizia 250; Pordenone 450; Trieste 230; Udine 930. 
La disponibilità finanziaria della Regione è di circa 1.600.000 euro, iva esclusa, ma la remunerazione  viene effettuata solo per i singoli servizi resi al lavoratore. Si dà molta rilevanza alla ricollocazione effettiva dei lavoratori, attribuendo un riconoscimento per le assunzioni che presentano caratteri di una certa durata o stabilità (contratti di lavoro subordinato a tempo determinato per un minino di 6 mesi ovvero a tempo indeterminato).
Per ogni lavoratore affidato è previsto lo svolgimento una serie di servizi di supporto e sostegno nella ricerca di una nuova occupazione (colloquio iniziale di “valutazione dell’occupabilità”, incontri individuali o di gruppo per rafforzare gli strumenti di collocazione individuale nel mercato del lavoro, preparazione a colloqui di lavoro, etc.. ) oltre che la possibilità di ottenere, ove possibile, colloqui di lavoro o un inserimento lavorativo (in questo caso però, il bando tiene conto solo di alcuni tipi di rapporti di lavoro , vale a dire dei rapporti a tempo indeterminato o di quelli a tempo determinato di almeno 6 mesi, e non, ad esempio, dei contratti di somministrazione (= lavoro “interinale”), co.co.pro, lavoro intermittente etc).
Il bando prevede che ogni attività sia documentata attraverso un apposito programma informatico che registra ogni operazione e venga remunerata solo dopo l’attestazione del lavoratore interessato (=firma) e le verifiche attuate anche attraverso gli stessi Centri per l’impiego”.

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Recentemente il consigliere regionale del PD, Paolo Pupulin, ha comunicato a seguito di specifica interrogazione:

“Ho fin dall’inizio contrastato un affidamento da parte dell’Amministrazione regionale all’agenzia Workoop di Piacenza della ricollocazione di oltre 1800 cassaintegrati straordinari e disoccupati.
Un appalto che ha visto la  partecipazione di un unico concorrente, segno di un’impostazione sbagliata e velleitaria, che ha visto tutte le maggiori agenzie presenti in regione rifiutare di sostenere un’operazione impossibile.
L’obiettivo era giusto, cercare di ricollocare complessivamente 1800 disoccupati e cassintegrati di lungo corso: 230 lavoratori per la provincia di Trieste, 450 per Pordenone, 250 per Gorizia e 930 per Udine.
Prevedeva un impegno pubblico notevole, del valore complessivo di circa 2 milioni di euro, che doveva servire ad aiutare i lavoratori, sospesi dal lavoro o disoccupati, a ricollocarsi nel più breve tempo possibile.
Una scelta sperimentale che, se organizzata con il concorso attivo di tutte le agenzie accreditate, avrebbe potuto contrastare il costante e continuo peggioramento del dato sulla disoccupazione, che ormai è diventata una vera emergenza.
Le mie previsioni di quasi certo fallimento dell’operazione di reinserimento dei 1800 lavoratori, nel corso di 12 mesi, viene purtroppo confermata dai risultati del primo quadrimestre.
Alla mia interrogazione, l’assessore al lavoro Brandi ha cercato di rispondere difendendo l’indifendibile, visto che parlano chiaro i dati delle effettive assunzioni realizzate.
La rendicontazione del primo quadrimestre, relativa al periodo giugno/ottobre 2011 è significativa in tal senso.
Su 744 lavoratori dei 1800 già affidati al programma Workoop, il numero totale dei contratti
stipulati è 107, la maggior parte lavoratori (83) con contratti di così breve durata, tanto che solo 24 sono contratti fatturabili
(cioè a tempo indeterminato o determinato pari o superiore a 6 mesi di durata).
Nella sostanza, solo il 3,23% dei lavoratori ricollocati fanno legittimamente parte del programma definito nei criteri dell’appalto.
Anche immaginando che i prossimi rendiconti, a partire da quello di marzo, raggiungano qualche risultato migliore, l’ambizioso obiettivo di riportare al lavoro 1800 persone nell’arco di 16 mesi si dimostra già ora irrealizzabile.
Ho consigliato l’assessore di rimettere subito mano al contratto, per non disperdere le risorse impegnate in un programma praticamente fallito in partenza.
Il contratto prevede, tra l’altro, per la pura attività di consulenza, svolta in parallelo dagli stessi Centri per l’impiego pubblici, quasi un milione di euro a favore della Workoop, metà delle risorse a disposizione.
In sostanza questa, che è stata definita una “sperimentazione unica nel panorama nazionale”, è risultata un fallimento generale.
In altre regioni, a partire dalla Lombardia, si è scelta la strada del coinvolgimento di tutte le agenzie pubbliche e private in un unico progetto di ricollocamento dei lavoratori sospesi o senza lavoro, con criteri premiali per le agenzie che ricollochino un maggior numero di lavoratori, a seconda della durata dei contratti.
Sarebbe bene che la lezione ricevuta dalla cruda realtà dei fatti, faccia riflettere la Giunta Tondo.
Servono misure più adeguate e praticabili per rispondere a una situazione devastante per tante persone, che non sanno come ritornare a una condizione di occupazione più solida e continuativa, che possa garantire un reddito sufficiente alle loro famiglie.
Ogni giorno ricevo denunce di lavoratrici e lavoratori che rischiano, soprattutto se avanti negli anni, l’emarginazione, la crisi della propria famiglia e spesso la perdita di dignità personale.
La situazione economica, in cui i pericoli di recessione sono sempre probabili, pretende misure nuove più coerenti ed efficaci rispetto all’ assenza di occasioni, innanzitutto a favore dei lavoratori over 45-50 senza lavoro, e contemporaneamente ai tanti giovani che non trovano lavoro o che se lo trovano assume caratteristiche di estrema precarietà, se non anche di evasione ed elusione legislativa e contributiva”.

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Alvise è ancora senza lavoro. Nell’inutilità del tutto, se non altro, gli avrebbero fatto comodo quegli 890 € ….

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"10" Comments
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  2. C’è da stupirsi?
    La situazione è questa dagli anni ’80. Nel 1992, poi, ricordo di aver partecipato a un corso organizzato per “ingegneri disoccupati” (era già noto che gli ingegneri non fossero richiesti dal mercato), che mi è servito solo per guadagnare 800mila lire, ricevuti circa un anno dopo. Mi ha dato la possibilità, devo ammetterlo, di usufruire di pranzi gratis e di locali riscaldati, risparmiando queste spese a casa mia. Ma l’affitto, ho dovuto pagarmelo con lavori serali, esattamente come facevano altri partecipanti al corso. Oggigiorno, però, non c’è nemmeno la possibilità di fare corsi serali.
    D’altra parte, cosa ci si può aspettare da politici che sono lì proprio perché sono assolutamente incapaci di guadagnarsi uno stipendio?

    Vorrei però lanciare un APPELLO ad Alvise e a quelli come lui: non andatevene, non lasciateci soli. Guarda, Avise, che non sei solo: siamo in tanti. Organizziamo tante azioni eclatanti: se lo facciamo per necessità, chi potrà farci qualcosa? Mettiamo da parte la vergogna; siamo vittime di un sistema che CI HA VOLUTI COSI’: vendichiamoci! Creiamo situazioni paradossali che destabilizzi questo sistema. Ricostruiamo un sistema nuovo! (www.sarasanviti.net, già nota per le sue “stravaganze”, considerata “stupida”, ma in fondo temuta per il coraggio con cui difende la propria dignità).

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