Quelli che non sciano e parlano e scrivono a sproposito

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Dal candore al livore: L’Espresso non sa cosa significa lo sci per la montagna

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La montagna è un ambiente fantastico.

Nel suo aspetto invernale, soprattutto, fa tornare bambini.

Quando la candida consolatrice la avvolge, riflette gli strali solari e fa giusto intravvedere le irraggiungibili cime rocciose, è umano fermarsi a contemplarla, tentando di capire Chi possa aver creato questa magnificenza.
I boschi di larici ed abeti, che mescolano la resina al profumo della neve, sprigionano una vitalità immobile nel ghiaccio.
Udire il vento che accarezza le fronde, vedere scintillare la polvere di neve che cade, sentirsi pungere dal freddo.., sono sensazioni che vanno vissute in prima persona: nessun film può rappresentare queste emozioni.

Scendendo a valle s’incontrano i villaggi: case di legno con tetti ripidi, i comignoli fumanti, cataste di legna per affrontare il clima rigido, il campanile, la piazza, la fontana, le stalle.

Anche l’uomo (e la donna) fa parte della montagna: vi abitano da millenni.
Da millenni ci lavorano, con gran fatica, sviluppando l’economia alpina.
Nell’ultimo secolo il turismo ha dato nuova linfa ad un sistema troppo antico, consentendo di evitare lo spopolamento delle valli e di adattare gli standard di vita alle medie europee.
Uno sviluppo equilibrato: la natura e l’uomo, con le loro reciproche esigenze e priorità.
In alcune zone (Svizzera, Alto Adige-Sued Tirol, Austria) quest’equilibrio è divenuto esemplare.

Alcuni malpensanti però, acquattati tra grige scrivanie, sterili computer, disumani palmari e equivoche urbanità, s’accaniscono contro questo equilibrio.

E’ il caso del settimanale L’Espresso che con una serie di imprecisi articoli ha fatto irritare (e ridere) parecchi.

Uno titola: “In guerra con la natura” ( 8 dicembre 2011 ).
E’ una bestemmia, a firma P.C., condita di grossolane imprecisioni ed ideologici stereotipi: all’Ovest nulla di nuovo.
Basta l’incipit per comprendere che chi l’ha scritto non sa di cosa parla: “Per cercare di contrastare il corso naturale degli eventi, alcune stazioni sciistiche stanno sperimentando soluzioni sempre più spinte. Costruendo nuovi impianti sui ghiacciai, aumentando i caroselli (ovvero i collegamenti sci ai piedi) o ampliando le strutture più piccole”.

Un altro è “L’abominevole spreco delle nevi” ( 21 gennaio 2011 ).
A firma di Paolo Tessadri, fa apparire lo snowbusiness come un azzardo che lascia scheletri sulle alpi. Non considera che, come per tutti gli investimenti, a volte qualcosa non funziona, che i tempi cambiano, le tecnologie anche ed i gusti pure e che tanti impianti dismessi sulle Alpi sono stati smantellati.

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Uno ridicolo è poi quel devastante refuso de L’Espresso che dimentica le piste da sci del Veneto.
Il 9 Dicembre 2011 il settimanale di sinistra si è infatti dimenticato di citare i comprensori sciistici del bellunese (dov’è Cortina?), stuzzicando stampa e politici locali.

 

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Melanconico, frigido e malaugurante quello dal titolo “Sulle Alpi è sparita la neve“: l’autorevole Paolo Cagnan spara ad altezza uomo sull’economia principale della sua regione, l’Alto Adige – Sued Tirol.
Il pezzo è stato pubblicato l’ 8 Dicembre 2011 (ancora Autunno): peccato per lui che l’arco alpino si è a breve riempito di accumuli nevosi, tant’è che sui versanti occidentali il pericolo valanghe ha segnato tutto il periodo delle festività natalizie (è stato chiuso addirittura il traforo del Monte Bianco).
Le precipitazioni nevose, precedute da un fronte freddo che ha fatto scendere la colonnina di mercurio a oltre venti gradi sotto zero hanno stentato solo nelle regioni più orientali (Cadore, Carnia, Tarvisiano e Slovenia).
Dalla settimana scorsa anche queste zone hanno una base certa di almeno mezzo metro di neve: chi scia lo sa.
Con neve a valle dai seicento metri in su, alla faccia del presunto borderline dei duemila metri.
Dimentica, inoltre, che l’innevamento artificiale è indispensabile per non far “consumare” la neve negli snodi più trafficati delle piste e che, riguardo ad energia e consumo di acqua, i comprensori “evoluti” utilizzano propri impianti idroelettrici e bacini di raccolta che rilasciano comunque l’acqua a valle.
Il considerare, poi, wellness, passeggiate e cene tipiche come alternative allo sci, fa perdere di vista proprio ciò che è vincente per una stazione sciistica: l’integrare lo sci con l’ospitalità, le genuinità locali, il relax.
E l’ Alto Adige – Sued Tirol insegna.

Perchè quest’accanimento contro una fetta importantissima del turismo europeo?

Abbiamo raccolto (sulle Alpi, di persona) alcuni autorevoli commenti che vi proponiamo di seguito.

Uno è quello di Franz Senfter, Alta Pusteria (BZ).

Un altro è di Isabella De Monte, sindaco di Pontebba (UD).

Tommaso Botto

12 commenti

  1. […] progresso e prosperità. Alta Pusteria e sviluppo del Carosello. Dal 2013 …Leggi tutto l'articoloQuelli che non sciano e parlano e scrivono a spropositoDal candore al livore: L'Espresso non sa cosa significa lo sci per la montagna  . La montagna è un […]

  2. […] progresso e prosperità. Alta Pusteria e sviluppo del Carosello. Dal 2013 …Leggi tutto l'articoloQuelli che non sciano e parlano e scrivono a spropositoDal candore al livore: L'Espresso non sa cosa significa lo sci per la montagna  . La montagna è un […]

  3. Paolo Cagnan says:

    Gen 14, 2012

    Rispondi

    Egregio signor Botto,

    voglio tranquillizzarla: io scio da quando avevo sei anni. Se vuole le allego qualche foto… Ovviamente, lei -che parla di “candida consolatrice” – è libero di pensare che io scriva a sproposito

    Ps: il fatto che nevichi… a ridosso di un articolo non credo sposti la validità degli studi scientifici secondo cui l’innalzamento delle temperature sta provocando la diminuzione delle precipitazioni a bassa e media quota. Inoltre, la prego, rilegga bene quell’articolo “malinconico, frigido e malaugurante”: la stagione si è ormai accorciata di quasi un mese in primavera, non a dicembre

    cordialmente
    Paolo Cagnan

  4. Tommaso Botto says:

    Gen 16, 2012

    Rispondi

    Egregio signor Cagnan,
    … quindi saprà che ci sono annate (o periodi di anni) nevose e altre particolarmente secche.
    C’è però da rilevare che, negli ultimi anni, le primavere (almeno sulle Alpi)sono divenute particolarmente nevose: Aprile, infatti, è sempre più un mese sciistico.
    Che qualcosa nel clima sia cambiato… può essere: diciamo che ci sono grandi sbalzi (caldissimo o freddissimo). Le ricerche ci sono, su basi di dati comunque molto recenti (un secolo). Il disfattismo apocalittico può essere allontanato dalla “candida consolatrice”, sicuramente. Mi può certamente inviare qualche sua foto, a presto…

  5. Antonella says:

    Feb 5, 2012

    Rispondi

    Beh… in fatto di previsioni meteo ci hanno proprio azzeccato! Siamo sotto un metro di neve e distiamo 5 km dal mare.

  6. Lucio di Urbino says:

    Feb 6, 2012

    Rispondi

    Vai Cagnano!!!
    hai fatto il meteo e abbiam sciato che è una bomba!!!!!!!!!!!!!!
    ciò 3metri di neve sotto casa e le tavole saltano da una settimana. peccato niente seggiovia. SINDACO FACCI LO SKILIFT !!!

  7. cagnone sfigato! says:

    Feb 21, 2012

    Rispondi
  8. non c'e' più neve? says:

    Mar 6, 2012

    Rispondi

    valanga 3 marzo 2012 alpi francesi
    http://www.ilmessaggero.it/video.php?id=15036

  9. cagnon bau bau ! says:

    Apr 8, 2012

    Rispondi

    Ma che bene che sta nevicando oggi 8 aprile pasqua a Pramollo !!!! cagnon vai con cerno a far le previsioni!

  10. […] cui si propaganda la sterilità in generale, urbana, fumosa e desolante. Mesi fa abbiamo segnalato un caso emblematico: un articolo pubblicato sul settimanale L’Espresso (sia chiaro, non è l’unico giornale […]

  11. […] totale intelliggibilità del carteggio che copiamo di seguito, per sacrosanto dovere di cronaca. Ma tra nevi e ghiacci (così trasmettiamo noi alpinità e amore per le montagne), la logistica informatica è piuttosto […]

  12. […] dell’intero Gruppo (carta, web, radio, tv) e quindi oggi tutti i siti, anche del settimanale l’Espresso, non sono aggiornati e domani i giornali non saranno in […]

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