Quanto costa il censimento?

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 Manca meno di un mese alla data fatidica: entro il 9 Ottobre gli italiani riceveranno i questionari censuari dall’Istat e li compileranno, nella versione cartacea o telematica, da bravi cittadini.

Un bel lavoro raccogliere le informazioni di circa 60 milioni di persone: ma a cosa servono questi dati?

In linea teorica servono ad aggiornare le liste dell’anagrafe.
Ogni dieci anni si procede a questa sorte d’inventario (il censimento della popolazione), per verificare che quest’enorme archivio (l’anagrafe di tutto il Paese) corrisponda alla realtà.
Avere un dato preciso dei presenti è fondamentale per una molteplicità d’aspetti legati al decision making process: si pensi, a titolo d’esempio, ai dati macroeconomici, o alle informazioni numeriche indispensabili per prendere decisioni che riguardano tutti i cittadini e per pianificare i servizi, quali ospedali, scuole, farmacie etc.
Uno strumento indispensabile.

 Ma, nella pratica, il sistema censuario italiano è efficacie? Serve veramente ad aggiornare le liste anagrafiche?
Oppure avviene il contrario, ossia i numeri del censimento, per praticità, vengono “adattati” fino a farli combaciare con quelli dell’anagrafe? Per evitare problemi, complicazioni, equivoci in un’Italia sempre più mobile, meno residente, cosmopolita e… clandestina..?

È facile fare la conta esatta, uno per uno, a Marettimo ma a Milano, a Napoli, a Roma?

Ci si prova ma, memori di quel che accadde dieci anni fa, ora che l’Italia è molto più mobile (convivenze ufficiose, migrazioni di fatto, calo dei telefoni fissi), il dubbio di riuscire a contattare tutti e di evitare informazioni di comodo (“vivo di fatto qua ma mantengo la residenza là per vantaggi fiscali”) è lì in agguato.

 Bando ai malpensanti: con questi 774 milioni di euro (preventivo 2011 per l’intero programma censuario) conteremo tutte le teste, senza perderne neanche una.

 A ben leggere, il caro-vita interessa anche il censimento: in Italia, in dieci anni il costo pro capite è passato da 10 a 13 euro. Se non di più, visto che, come sempre nel Bel Paese, il census budget della passata tornata censuaria (2001) è cresciuto in corso d’opera (da 430 a 571 milioni di euro).
Speriamo bene…

A proposito di euro, quanto costa il censimento negli altri Paesi?
Questa tabella riassume i budget nazionali della passata tornata censuaria (consuntivo 2000-2001, Consulta le Fonti ):

 

Tommaso Botto

3 commenti

  1. […] nel frattempo ha fatto passi enormi e andrebbe sfruttata molto meglio; a parte ciò, è importante prendere esempio dalle nazioni più virtuose di noi, come la […]

  2. […] non ultime, considerazioni di budget vincolano certamente la fattibilità delle diverse opzioni […]

  3. […] costi-benefici, già fondata con le considerazioni sul census budget, deve necessariamente considerare la voce benefici che consiste grosso modo nell’insieme di […]

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