Provincie da ridere: TAR accoglie ricorso, si vota a Pordenone?

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Riccardi: <<L’assessore competente è un incompetente: Le elezioni indirette per la Provincia di Pordenone frutto di una cattiva e frettolosa riforma>>

La Regione FVG ricorrerà immediatamente al Consiglio di Stato per ottenere, con provvedimento di estrema urgenza, la modifica dell’ordinanza emanata dal Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Friuli Venezia Giulia di sospensione delle elezioni per la Provincia di Pordenone, in modo da confermare per il prossimo 26 ottobre lo svolgimento della consultazione.

provincie fvg

Il Tar, sulla base di un ricorso presentato dal presidente della Provincia di Pordenone in prorogatio, ha infatti sospeso il decreto emanato dall’assessore regionale alle Autonomie locali con il quale erano state indette le elezioni in base alla legge regionale 2 del 2014, che ha fissato i nuovi criteri di elezione indiretta degli organismi provinciali. Il Tar ha rinviato nello stesso tempo alla Suprema Corte la questione di legittimità costituzionale di alcune norme della legge 2 del 2014.

“Rispettiamo la decisione autonoma del Tar – ha detto l’assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin – anche se confidavamo in un pronunciamento in linea con precedenti analoghi, che hanno visto rigettati i ricorsi contro le elezioni provinciali di secondo grado, che si sono perciò già svolte in altre parti del Paese in modo sereno e senza dispute. La Corte costituzionale si esprimerà in merito, stabilendo così un principio che varrà per tutti”.

“La nostra legge sulle elezioni provinciali, emanata in base alla potestà primaria in materia di ordinamento degli Enti locali che
ci viene assegnata dallo Statuto di Autonomia – ha ricordato Panontin – è del resto perfettamente in linea con la legge nazionale Delrio sul nuovo assetto delle Province”.

“La strada che abbiamo impresso al processo di riforma delle Autonomie locali – ha concluso Panontin – non cambierà. Siamo convinti che la nostra Regione abbia assoluta necessità di un sistema più semplice, efficiente ed efficace basato su Comuni e Regione e sul superamento delle Province, così come sì è espresso con voto unanime il Consiglio regionale all’inizio di quest’anno”.

“Confidiamo in un provvedimento immediato del Consiglio di Stato”, ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani. “Gli organi della Provincia di Pordenone – ha aggiunto – sono infatti scaduti nel marzo di quest’anno e c’è un preciso interesse pubblico da parte dei cittadini al pieno funzionamento della Provincia, con organi rinnovati e legittimati”.

“Le elezioni indirette per la Provincia di Pordenone, frutto di una cattiva e frettolosa riforma, non potevano che subire questo stop da parte della giustizia amministrativa”.

Così Riccardo Riccardi, capogruppo di FI in Consiglio regionale, che definisce la decisione del Tar di bloccare le elezioni del 26 ottobre prossimo “un segnale inequivocabile di come la legge della finta abolizione delle Province sia inadeguata a rappresentare quel cambiamento narrato a parole dalla presidente Debora Serracchiani”.

Prosegue Riccardi: “Rimane sconfortante il fatto che tutto ciò poteva essere evitato se la Giunta regionale avesse recepito le tante obiezioni che sono state mosse dall’opposizione, per non parlare dei tentativi del presidente uscente, Alessandro Ciriani, di allacciare un dialogo con l’assessore regionale competente, che alla luce di questo pronunciamento del Tar definirei incompetente.

“E proprio al presidente Ciriani va riconosciuto da una parte di aver subito il tentativo di siluramento politico messo in atto dal centrosinistra per rimuoverlo dalla guida della Provincia, dall’altra di non essersi arreso avviando un’azione giudiziaria che oggi gli ha dato ragione.

“A tal riguardo, rinnoviamo il monito alla Serracchiani di procedere con maggiore ponderatezza nell’affrontare la prossima legge sugli enti locali, perché la superficialità e l’approssimazione, proprie di chi per motivi di immagine insegue la fretta, non risolvono i problemi dei cittadini ma li complicano”.

Redazione

1 comment

  1. klement says:

    Ott 17, 2014

    Rispondi

    Si potrebbe continuare con le elezioni dirette dai cittadini, ma riservando la candidatura a Consiglieri Comunali e Sindaci, già stipendiati

Commenti

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