Proposto referendum abrogativo della legge Fornero, legge inaccettabile e dannosa

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I consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia di Forza Italia, Lega Nord, Nuovo Centro Destra ed Autonomia Responsabile – primi firmatari il forzista Rodolfo Ziberna e la leghista Barbara Zilli – hanno presentato una proposta di referendum abrogativo della legge Fornero, precisamente dell’ art. 24 (Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici) del decreto legge 6.12.2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, per l’equità e il consolidamento dei conti pubblici) convertito, con modificazioni, dalla legge 22.12.2011, n. 214.

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“La richiesta di referendum abrogativo – ha affermato Rodolfo Ziberna – fatta ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione, è stata già approvata dal Consiglio regionale della Lombardia. Lo scopo è quello di promuovere analoga adozione legislativa da parte di altri quattro Consigli in modo da poter promuovere un referendum abrogativo del citato articolo 24. La cosiddetta Manovra Salva Italia, contenente l’articolo 24 oggetto della nostra proposta, ha introdotto numerose modifiche alla normativa in materia di trattamenti pensionistici, e tra gli aspetti più criticati ed iniqui anche l’innalzamento dell’età pensionabile e il blocco della rivalutazione automatica per i trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS. “

“E’ una legge inaccettabile e dannosa – ha sottolineato da parte sua Barbara Zilli – perché ostacola drasticamente l’accesso dei giovani al mondo del lavoro, blocca in modo irreversibile la possibilità di rilancio del mercato del lavoro senza poi parlare del dramma degli esodati. La Lega Nord ha raccolto e depositato oltre 570.000 firme per l’indizione del referendum abrogativo a testimonianza della plateale iniquità della Legge Fornero, oggi confermata con l’iniziativa che proponiamo”

“Le nuove disposizioni –affermano i proponenti – hanno ridisegnato, a partire dal 1 gennaio 2012, le pensioni di anzianità e apportato significative modifiche alle pensioni di vecchiaia, incidendo in particolare sull’innalzamento dell’età pensionabile per le donne del settore privato. Per la pensione di anzianità è scomparso il cosiddetto sistema delle quote e resta, per il futuro, il solo canale della massima anzianità contributiva che però è passato – dal 2012 – da 40 anni a 42 anni e 1 mese per gli uomini e a 41 anni e 1 mese per le donne, con l’ulteriore appesantimento dovuto alla penalizzazione di punti percentuali, qualora l’accesso al pensionamento si consegua prima dei 62 anni di età. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, oltre alle modifiche inerenti l’elevazione dell’età pensionabile, il Governo è intervenuto parificando il requisito minimo di contribuzione – pari a 20 anni – finora diversificato tra soggetti del sistema retributivo/misto e soggetti del sistema contributivo. Su tutto, il peso dell’anticipo dell’applicazione degli ulteriori aumenti dell’età pensionabile, in base all’aumento della speranza di vita, che, secondo le simulazioni, porteranno, nel 2050, l’accesso alla pensione a circa 70 anni d’età.”

“La proposta referendaria – precisa Ziberna – propone di abrogare integralmente la riforma delle pensioni introdotta dal Governo Monti, ripristinando, di conseguenza, la normativa precedente (65 anni di età – uomini e donne – e 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia o 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica per la pensione di anzianità). Trattasi di un provvedimento profondamente iniquo, anche a ragione del blocco della rivalutazione automatica delle pensioni e a fronte del gravissimo problema degli ‘esodati’.

Hanno inoltre sottoscritto la richiesta di referendum abrogativo anche Riccardi, Novelli, De Anna, Di Piazza, Revelant, Sibau, Santarossa, Violino, Piccin, Colautti e Cargnelutti.

 

Redazione

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