PROGETTO PRAMOLLO NASSFELD: A PAROLE E’ SEMPRE COSA FATTA

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Puntata numero mille della telenovela del project per la realizzazione della funivia da 80milioni di euro tra Pontebba (Ud) e la località sciistica austriaca di Nassfeld-Pramollo.

guerra di neve

Il neo sindaco di Pontebba, Ivan Buzzi, dichiara su internet che:

<<A seguito di una mia istanza ho incontrato venerdì scorso a Trieste la Presidente della Giunta Regionale Debora Serracchiani e l’Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici Mariagrazia Santoro per fare il punto relativamente alla procedura in corso relativa al Project Financing di Pramollo; presenti anche il Promotore e i funzionari regionali direttamente coinvolti nella procedura di Project.
L’incontro è stato particolarmente costruttivo ed è stata l’occasione per definire tempi e procedure. In prima battuta la Presidente ha confermato la volontà Sua e dell’Amministrazione Regionale di concretizzare il progetto e ha confermato e garantito la copertura della disponibilità finanziaria già prevista a bilancio di 3,5 milioni per 20 annualità.
Inoltre, con una recente deliberazione del Land Carinzia è stato confermato l’impegno finanziario di 6,16 milioni di euro e sono state stabilite – da parte del nuovo Governatore Peter Kaiser – condizioni meno restrittive di quelle a suo tempo imposte dall’allora Governatore Dorfler.
Altro aspetto fondamentale è stato quello relativo alla risoluzione delle problematiche di conferimento dei fondi regionali in conseguenza del patto di stabilità e del pareggio di bilancio. La Presidente Serracchiani ha affrontato le tematiche oggetto di discussione con notevole determinazione dando precise disposizioni ai funzionari per il rispetto di tempistiche certe per giungere rapidamente alla pubblicazione del bando di gara. Ho ringraziato la Presidente per aver confermato l’impegno della Regione in riferimento a questo importante progetto, chiedendole allo stesso tempo la pubblicazione del bando di gara in tempi celeri>>.

 

Ma Serracchiani dove piglia i soldi?

 

E il ‘piccolo’ problema Hypo Bank?

 

Incolliamo un articolo di qualche mese fa (in fondo trovate l’interrogazione parlamentare sul faraonico progetto, interrogazione ovviamente ancora inevasa…), giusto per restare con i piedi per terra:

PROGETTO PRAMOLLO: SU HYPO BANK TUTTI ZITTI

Istituzioni e lobby non rispondono alle domande: De Monte, Bolzonello, Santoro & Co. o non sanno o fan finta di niente. La banca diventa indiana, a Nassfeld arrivano i russi con flussi di capitale da Cipro. Minaccia del Proponente alla Regione FVG per 8 milioni di euro.

isabella de monte senatrice pdSen. Isabella De Monte

 

Raccogliendo drammatiche (e sarcastiche) opinioni su Hypo Bank (“il carrozzone di Klagenfurt” come lo definisce sagacemente il giornalista Marco Di Blas) e le ipotesi di fallimento, abbiamo richiesto, un paio di settimane fa, agli assessori regionali FVG Bolzonello e Santoro, al sindaco di Pontebba, la senatrice PD De Monte, alla ditta Doppelmayr e ai referenti del comprensorio sciistico di Nassfeld Pramollo i loro punti di vista sulle implicazioni insite nel progetto Pramollo (“colossale opera” sciistica funiviaria da 80mil€), datosi essere Hypo socio della società di gestione degli impianti (33%) e garante sia del Land Carinzia (20 MLD €!) che degli altri soci privati (con 8MIL€ sotto forma di equity e 17MIL€ di finanziamenti bancari).

In particolare, alcuni lettori di Dovatu.it hanno rappresentato questi ragionamenti che abbiamo girato sotto forma di domande dirette agli interlocutori sopra citati:
Fareste affari con una banca ridotta in queste condizioni?”,
Mettereste nel piatto 49,5 milioni di euro, avviando un business con soci totalmente privi di garanzie e a rischio fallimento –che sarebbe già dovuto essere stato dichiarato secondo le direttive europee-?”.
Siamo sicuri dei numeri? Da una parte dichiarano 110km di piste, dall’altro solo 81km. E se i numeri fossero falsati anche per il project? C’è da fidarsi?”.
La RAFVG ha questa disponibilità economica?”-

Inoltre, sempre in riferimento al valore economico dell’operazione Pontebba-Pramollo, abbiamo richiesto una breve riflessione sul perché la quota societaria di Hypo nella Nassfeld Bergbahnen Gmbh non trovi un acquirente, un documento (aggiornato) che riassuma il progetto (si sono succedute diverse versioni, il documento sul sito del comune di Pontebba è dell’aprile 2010) e le tempistiche previste per il bando e procedure successive.

Nonostante i personaggi di cui sopra ci inondino di comunicati stampa e tweet autocelebrativi, su questa scottante tematica, in risposta a puntuali domande e a solleciti, non hanno voluto pronunciarsi.

La senatrice Isabella De Monte ci ha inviato solo un triste sms che non abbiamo ben compreso: ha scritto “molto professionale…”, poi è tornata a litigare con qualche avatar su twitter ed a incensarsi per la decadenza di Berlusconi e per i suoi risultati politici con Renzi & Co. Gioverebbe ricordare alla senatrice che il nostro Paese è l’Italia, non l’Austria.
I casi sono due: o, come asseriva tempo fa l’allora assessore regionale Riccardi “Serracchiani sa forse che Pramollo è vicino all’Austria” e quindi i decisori regionali si sono trovati tra le mani l’affaire Pramollo.., oppure la questione Hypo-Nassfeld è ‘pericolosa’.
La seconda ipotesi potrebbe essere la più realistica: durante il silenzio delle nostre remuneratissime istituzioni, il 19 dicembre 
Hypo Alpe-Adria-Bank AG è stata acquistata da un medico indiano residente a Londra (!)- Sanjeev Kanoria per Anadi Financial Holdings Pte. Ltd.- per appena 65 milioni di euro (probabilmente il valore degli immobili dell’ex colosso bancario che sopravvive grazie ai 4 miliardi di euro iniettati dal governo austriaco, stante un debito di 14 miliardi di euro con il Land Carinzia, altro socio, per il 33%, di Nassfeld).

Ma l’ombra della banca ha contraddistinto un’altra operazione che ha suscitato molto scalpore a Nassfeld Pramollo: ai primi di dicembre l’Hotel Wulfenia di Arnold Pucher (il fondatore del comprensorio sciistico), oberato dai debiti – 4,1 milioni di euro ! – proprio con Hypo (una banca che è socio, creditore e debitore al tempo stesso …) è stato venduto ad una società russa (la Russia di Putin, senatrice…) per il tramite di una banca cipriota. A parte i retroscena da “night club” su cui si favoleggia, a leggere le dichiarazioni di Pucher (figlio), non sembra proprio che Nassfeld Pramollo sia un Eldorado: “Non è il posto giusto… 40-50 euro tutto compreso”.

Insomma, guai in famiglia…

progetto pramollo renzullo,demonte,krcjvoi

E’ forse per queste problematiche che il Proponente (o chi per lui, visto che anche Doppelmayr non ci ha risposto) ha diramato un comunicato che illustra genericamente il progetto ma, dopo belle parole su 110km di piste (che lo stesso Nassfeld, in altra sede, confessa essere solo 81) e la glorificazione di Arnold Pucher (che, contemporaneamente, faceva invece fagotto e mollava Nassfeld), contiene una precisa minaccia alla Regione Friuli Venezia Giulia: “… in caso la Pubblica Amministrazione decida di non procedere, Doppelmayr Italia ha diritto ad un risarcimento per mancato guadagno del 10% del valore delle opere, pari a 8milioni di €”.

PROGETTO PRAMOLLO: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Camera dei Deputati – 4-03275 – Interrogazione a risposta scritta presentata dall’On. Rizzetto (M5S) ed altri il 22 Gennaio 2014.

tuffo

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

è stato approvato dalla giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, con delibera n. 2926 del 30 dicembre 2008, il testo dell’avviso indicativo di project financing per la «realizzazione e gestione di un impianto di collegamento a fune fra Pontebba e il comprensorio sciistico di Pramollo – Nassfeld e valorizzazione turistica dell’area», stabilendo quale termine finale per la ricezione delle proposte il giorno 29 maggio 2009;

il predetto avviso prevede più interventi infrastrutturali volti alla valorizzazione turistica del versante italiano del comprensorio Pramollo – Nassfeld ed, in particolare, un impianto funiviario, di un demanio sciabile con relativo impianto di innevamento, nonché parcheggi di interscambio e di servizio con relativo adeguamento della viabilità;

la commissione incaricata di valutare le offerte ha svolto i lavori in un arco temporale che va dal mese di novembre 2009 a quello di giugno 2011, al termine del quale l’offerta presentata dalla società Doppelmayr Italia Srl è stata giudicata quella maggiormente soddisfacente rispetto ai contenuti dell’avviso indicativo;

ad oggi, sembra che tale società sia anche l’unica che potenzialmente potrebbe eseguire l’opera, con evidente svantaggio per la regione nella ricerca di un soggetto attuatore a mezzo di procedure concorsuali, competitive e trasparenti;

con conferenza di servizi, del 23 aprile 2012, gli uffici regionali hanno enunciato prescrizioni e raccomandazioni in merito al progetto dell’impianto in questione;

tale progetto prevede un impegno – diretto o tramite terzi – da parte del soggetto promotore, all’ampliamento della capacità ricettiva con la realizzazione o ristrutturazione di nuovi 600 posti letto da realizzarsi nel comune di Pontebba, corredato da garanzie finanziarie in relazione agli obblighi realizzativi di almeno 300 posti letto disponibili al momento dell’apertura dell’impianto e degli ulteriori 300 posti resi disponibili nei tre anni successivi;

il progetto preliminare di tale procedura è gravato sulla sola regione autonoma Friuli Venezia Giulia, senza oneri diretti per il Land Carinzia;

il finanziamento del progetto è subordinato all’obbligo di affidare la gestione della funivia alla Bergbahnen Pramollo AG 9620 Nassfeld o ad una società ad essa collegata e formata da locali gestori di impianti, che attualmente svolgono questo incarico;

negli obblighi di gestione assunti dalla Bergbahnen Pramollo AG sono previsti la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto a fune, incluse le infrastrutture associate (piste da sci, impianti di innevamento artificiale), per tutta la durata della concessione, ossia minimo 20 anni, nonché il pagamento di 75.000 euro a partire dalla messa in funzione dell’impianto di risalita da parte della Bergbahnen Nassfeld Pramollo AG alla società responsabile del progetto, con l’indicizzazione per 20 anni come previsto dalla legge italiana;

tale investimento, da parte della Bergbahnen Pramollo AG, è garantito da una fidejussione del concessionario pari a 10 milioni di euro;

si mette in evidenza che, per quanto riguarda la viabilità, fin dalla presentazione del progetto in questione, non sussiste uno studio del traffico che rilevi eventuali criticità negli orari di massima punta né sono state previste eventuali opere di difesa contro possibili esondazioni, considerando che la proposta di viabilità di accesso al costruendo parcheggio è posta in prossimità del Rio degli Uccelli;

non sono state acquisite inoltre valutazioni di incidenza, rispetto alla presenza di siti SIC e ZPS nelle vicinanze della zona interessata dall’intervento e di aree di collegamento ecologico tra i siti Natura 2000;

con propria nota, rif. SPTT/B.7.10 (n. 8683/2012), il servizio pianificazione territoriale ha segnalato che nel progetto «non è stata rappresentata nei succitati elaborati grafici la rimanente parte del tracciato del collegamento a fune tra Pontebba e il comprensorio sciistico di Pramollo-Nassfeld, il tracciato delle piste da sci e dell’impianto di innevamento nella zona di Pramollo»;

sono state rilevate numerose interferenze (e quindi possibili situazioni di pericolo) durante la conferenza di servizi da RFI e Terna, in merito alla futura coesistenza di funivia, tralicci e linee elettriche esistenti;

nella stessa sede, RFI ha statuito che relativamente al progettato posizionamento della stazione a valle, non sono tecnicamente autorizzabili le costruzioni in area asservita ad elettrodotto RFI per un determinato spazio, in base a decreti prefettizi;

come riportato nelle premesse della delibera di giunta regionale, n. 1349 del 2012, per quanto riguarda gli aspetti geologici, «la documentazione presentata per il progetto consentiva solo una mera ricognizione delle problematiche geologiche presenti sul territorio e non consentiva di definire se ci fosse o meno la compatibilità dell’intervento proposto con la situazione urbanistica comunale vigente»;

nella stessa delibera si evidenzia che, la relazione geologica-geotecnica-nivologica a corredo degli elaborati è stata redatta con finalità diverse da quelle definite dalla legge regionale n. 27 del 1988, analizzando con carattere di preliminarietà le interferenze tra le opere previste e le pericolosità esistenti di un territorio che è idrogeologicamente «molto fragile» e marcato da una diffusa pericolosità;

in considerazione della rilevata fragilità del territorio, sono notevoli le implicazioni e conseguenze ambientali che si determinerebbero a causa della realizzazione delle opere oggetto del project financing e di quelle a corredo, in particolare, rispetto all’approvvigionamento idrico e lo smaltimento delle acque reflue nell’area di Pramollo/Nassfeld;

la soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia – ufficio distaccato di Udine – si è dovuta astenere dal rilasciare alcun parere poiché non ha mai ricevuto il progetto in formato cartaceo e non ha avuto i tempi necessari per emettere la propria valutazione;

la richiesta della soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia di rinviare i lavori della conferenza di servizi anche solo per pochi giorni, è stata bocciata dalla maggioranza degli Enti presenti, e, pertanto, la giunta regionale è pervenuta a deliberare un atto di fondamentale importanza (la dichiarazione di pubblico interesse all’attuazione del project financing) in assenza del necessario parere di tale ente;

con delibera della giunta regionale n. 1505 del 2013 è stato dato mandato alla direzione centrale infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale e lavori pubblici di indire la procedura selettiva ai sensi dell’articolo 153, comma 15, del decreto legislativo 163 del 2006 e successive modifiche e integrazioni, ponendo a base di gara il progetto preliminare presentato da Doppelmayr Italia Srl;

il costo dell’intervento, quale risulta dal piano economico finanziario asseverato, ammonta a euro 82.591.307,00, di cui euro 79.544.809,00 per costi di realizzazione, spese tecniche, investimenti, nonché euro 3.046.498,00 per IVA;

inoltre, per tale somma, la parte pubblica rappresenterà una compartecipazione del 67,9 per cento dell’intero costo dell’opera, IVA compresa, mediante la provvista stimabile in euro 48.000.000,00 derivante dall’accensione di un mutuo coperto da un finanziamento pluriennale di euro 3.500.000 per anni 20;

nell’attuale periodo di crisi economica, si ritiene che le ingenti somme necessarie per la realizzazione dell’opera, di contro, dovrebbero essere impiegate per la conservazione idro-geologica della montagna nonché la promozione di azioni necessarie per valorizzare il turismo montano sul versante italiano;

nella citata delibera n. 1505 del 2013, la giunta regionale ha determinato che l’amministrazione regionale non assumerà ulteriori o maggiori oneri rispetto a quelli correlati alla compartecipazione finanziaria già sopra specificata, tralasciando tutti gli oneri derivanti dalle condizioni poste dagli enti partecipanti alla conferenza dei servizi del 14 marzo 2013 (innalzamento linee elettriche, ripristini ambientali, costi per la progettazione necessaria per il rilascio del nulla-osta idraulico, della VAS e della VIA, e altro);

si evidenzia che, i potenziali soggetti che assumerebbero la gestione delle infrastrutture turistiche rappresentano la classe imprenditoriale austriaca e a beneficiare dell’opera sarebbe in prevalenza l’indotto austriaco, di conseguenza, al territorio italiano rimarrebbe, a suo danno, l’ulteriore inquinamento da trasporto nonché l’onere di far fronte alla mobilità degli utenti del comprensorio sciistico;

inoltre, per motivi di opportunità economica, si ritiene irragionevole, per la realizzazione del progetto, la cessione di un terreno in quota con la relativa destinazione d’uso e capacità edificatoria, del valore commerciale minimo di quattro milioni di euro:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti in questione;

se non ritengano di acquisire elementi, in considerazione del fatto che il progetto sembra sia stato adottato in base ad un procedimento amministrativo approvato in assenza di studi relativi alle conseguenze sulla viabilità, alle problematiche geologiche del territorio interessato, alla presenza di siti SIC e ZPS nonché in mancanza del parere della soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia. (4-03275)

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Redazione

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