Progetto Pontebba – Pramollo Nassfeld: se ne parla bene nonostante il nulla di fatto ed i problemi

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C’è nervosismo a Pontebba (Ud): il Progetto Pramollo non decolla, nonostante le rassicurazioni della Giunta Serracchiani (Pd) e della sindaco/senatrice Isabella De Monte (Pd) che ribadisce esserci interesse da parte di eventuali investitori, tema che domani verrà riproposto in due appuntamenti a Tricesimo (Ud) e Pontebba (Ud).
Nella pratica, a parte la ristrutturazione di tre appartamenti in paese, non ci sono novità sostanziali.
Si attende ancora il bando di gara regionale per individuare il soggetto privato che realizzerà l’opera, non vi è una tempistica ufficiale per quanto concerne l’iter burocratico ed esecutivo, del piano urbanistico vi è forse una bozza, nonostante su stampa austriaca si parli di apertura nel 2016 con inizo dei lavori a primavera 2015 (“coincidente con il Centenario della Grande Guerra”).
Quindi, la presidente Deborah Serracchiani, dopo il tira e molla di Renzo Tondo, ha detto “si”. La senatrice De Monte ha detto “si”. Ma Pontebba è ancora quell’ “ammasso di rovine” come la definì impietosamente l’ex Governatore carinziano Doerfler. In effetti…

Quattro problemi però si presentano proprio adesso, quando è stata confermata la pubblica utilità dell’opera e la Regione Friuli Venezia Giulia dovrebbe sborsare 48 milioni di euro su un investimento complessivo di 82,5 (il progetto iniziale è stato modificato e ricalibrato).

 

no job no moneyPrimo problema: la crisi e la terribile congiuntura economica, con outlook negativi anche per l’anno a venire e per chissà quanto ancora. Avrà la Regione tale capacità finanziaria? Se la sentirà la politica, già in difficoltà e contraddistinta da credibilità quasi nulla, di investire in sci anziché in welfare di sopravvivenza? Le fabbriche chiudono, gli ammortizzatori sociali vacillano, l’Inps ha annunciato un quasi default, il gettito fiscale è al ribasso… Boh?

 

Hypo Bank Alpe AdriaSecondo problema, sempre finanziario: un terzo della società che gestisce Nassfeld Pramollo è di Hypo Alpe Adria Bank. Hypo Bank è stata nazionalizzata, di fatto: Vienna sta iniettando miliardi di euro per tappare le falle (un “pozzo senza fondo” è stata la definizione del Governo austriaco) create da un management senza scrupoli, attualmente in galera per una serie di reati che, uniti al familismo ed al clientelarismo che ha contraddistinto la vicenda, scissa in sei differenti procedimenti penali, in Italia si chiamerebbe “associazione mafiosa”. Il problema è sentito e viene celato: un tentativo di acquisto della quota Hypo è fallito un anno fa (il magnate dei trasporti Richard Ludwig si è ritirato al momento della firma definitiva). Se, visti i tempi, l’etica non appartiene al mondo degli affari, può comunque la Regione FVG entrare in affari con una Bad Bank austriaca, nota alle cronache giudiziarie mondiali, finanziandola mentre la ‘gemella’ italiana è drammaticamente a rischio chiusura? Perchè, se lo snowbusiness di Nassfeld Pramollo è veramente d’oro, non riescono a liquidare le quote di Hypo? Il dubbio nasce spontaneo, cosa c’è sotto?

 

Pistenkilometer Nassfeld Pramollo _22.11Terzo problema, di stampo commerciale: Christoph Schrahe, il consulente tedesco che ha contato i km di piste di mezzo mondo, ha inserito nella sua black list anche Nassfeld Pramollo. La bellissima località sciistica, infatti, ha ‘dopato commercialmente’ (+42%) la propria offerta sciistica: non sono 110 (come da promozioni commerciali, brochures, sito web etc.) bensì 77 i km reali delle piste da sci, secondo la stima di Schrahe. Ora, dopo polemiche e mille nostri tentativi di avere una risposta in merito a questo bluff (identico a quello che sosteneva la friulana Promotur, anni fa, forse di maggior gravità), in maniera molto ‘mediterranea’, con iniziale pigro silenzio seguito da un accomodante comunicato, la società fa finalmente sapere che i km effettivi sono 81, se ‘uno va dritto’, 110 se ‘uno scende sportivamente’. Sportivamente: se uno mi vende un quintale di legna e scopro che pesa solo 70 chili, anche se si tratta di faggio stagionato (Nassfeld è bellissimo), non torno più da quello…

 

00 Hogan's heroesQuarto problema, la ‘terra di conquista’: il project financing parte dal riconoscimento della pubblica utilità dell’opera (l’abbiamo scritto in un centinaio d’articoli), per un miglioramento delle condizioni economiche e sociali di una vallata che, per dirla alla Doerfler, è “un mucchio di rovine”. La gente si aspetta occupazione (Pontebba vive di pensioni d’anzianità), indotto, redditi, affari. Ci pare invece che dopo il “si” di fine Agosto, quel minimo d’italianità del progetto sia stato soffocato, chi comanda è l’Austria: il Comitato di sviluppo sorto a sostegno dell’opera, dopo anni di petizioni e delusioni, è stato epurato e messo a tacere; la comunicazione in Italia è passata ad una ditta austriaca (cioè, la partita iva italiana che l’amministrava “si è vestita all’estero”); il soggetto Promotore è capeggiato da Doppelmayr Italia, filiale italiana della multinazionale austriaca; è chiaro a tutti l’interesse immobiliare del gruppo austriaco Falkensteiner; lo stesso Palaghiaccio di Pontebba si è visto ‘recapitare’ come nuovo presidente del Consorzio il lobbysta del Progetto Pramollo, residente in Austria e braccio destro della senatrice De Monte che in queste prime fasi operative, sarà per i suoi impegni per la decadenza di Berlusconi, è sembrata un po’ filo-austriaca… “Non sono gelosa del Progetto Pramollo, ben vengano proposte”, ci ha detto. E’ che sembrano solo austriache, purtroppo…

Insomma, serpeggiano malumori, parecchio distanti da quella fratellanza transfrontaliera che viene dipinta dalla stampa carinziana sul leit Motiv del Centenario della Grande Guerra.

Un pontebbano molto in vista, che ci ha chiesto l’anonimato, ci ha proposto una riflessione: “Perchè non si parte da monte, più semplicemente, con il terzo troncone e le piste, anziché dal difficile e costoso collegamento funiviario da Pontebba (ndr: il collegamento comprende tre ‘pezzi’). Ci vorrebbe solo una stagione di lavoro e se ne potrebbe a breve verificare la funzionalità, anche in un’ottica di investimenti autonomi da parte dei valliggiani, senza troppe speculazioni esterne da decine di milioni di euro. Il paese non ha un albero, forse due, si sarebbe già dovuto iniziare con il ‘verde’, Pontebba un tempo era rigogliosa… Perché non si parte da su, abbassando la quota dei ‘parcheggi’ per poi arrivare, in un futuro che speriamo prossimo, a collegare definitivamente il Pramollo alla stazione ferroviaria? E poi, se il business dovesse essere, come sarà, veramente vincente, perché i privati non rischiano di più? Il Land Carinzia mette solo 6 milioni sul piatto…”.

Un commentatore ha poi postato il suo pensiero, un po’ banale ma indicativo dell’aria che tira: “Pramollo mente dichiarando il 42% in più di piste? Che Serracchiani chieda, allora, uno sconto del 42%”.

Sergio Bolzonello, assessore regionale alle Attività produttive, risponde così a questa iperbolica provocazione: “Il project financing non ha niente a che fare con la lunghezza delle piste, bensì si riferisce solo alla costruzione di un impianto che, se realizzato, potrà portare sciatori a praticare il loro sport in una località montana. Al limite, si potrebbe chiedere una rivisitazione del costo degli skipass se non si è soddisfatti della lunghezza delle piste”.

Tommaso Botto

9 commenti

  1. Giorgio Betteto says:

    Nov 29, 2013

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    Molto interessante il commento del “Pontebbano influente” – solo che l’obiettivo di Nassfeld è quello di realizzare un impianto di arroccamento costoso per distanza e tipologia, che produrrà perdite di esercizio (come tutti gli arroccamenti)che porti sciatori ai propri impianti senza dover affrontare l’investimento.

    Il “famoso Project Financing” dai documenti dei proponenti messi anche su questo sito non è certo un grande affare per la regione, che finanzierà 48,5 milioni di euro (contro i 6 del Land Carinzia) in cambio di un canone annuale di 1,5 milioni per un massimo di 20 anni (=30 milioni senza alcun interesse) ma -attenzione- il canone gli austriaci inizieranno a pagarlo SOLO DOPO il completamento di 400 posti letto alberghieri a Pontebba.

    E gli alberghi a Pontebba chi li costruisce ? con quali soldi e su quali terreni?

  2. SNOW says:

    Nov 29, 2013

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    BELLA ANALISI, FINALMENTE ESCE LA VERITA’.BISOGNA CORREGGERE IL TIRO. LA SENATRICE NON FA GLI INTERESSI ITALIANI COSI’. CONFIDIAMO IN LEI COMUNQUE SI DIA DA FARE.

  3. […] Il FriuliIn gara è una cordata di imprese guidata da Doppelmayr, azienda tirolese leader mondiale nella costruzione di impianti a fune. Per l’assegnazione definitiva, però, la Regione dovrà verificare, come prevede la norma europea, che non ci siano proposte …Progetto Pontebba – Pramollo Nassfeld: se ne parla bene …DOVATU […]

  4. bruno says:

    Nov 29, 2013

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    Nessun privato e nessuna istituzione privata metterà mai un soldo per un progetto che produrrà solo debiti

  5. ELISA says:

    Nov 29, 2013

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    con la miseria che c’è, date ancora soldi a banche e speculatori? ma non vi vergognate? tanto soldi non ne avete, avete speso già tutto e di più. NON RIUSCIAMO A FAR LA SPESA E A PAGARE IL GAS,!!

  6. mauro says:

    Nov 30, 2013

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    Secondo il mio parere era molto meglio sviluppare il versante di Paularo , collegandolo con pramollo , Pontebba non potra’ mai diventare una localita’ di turismo

  7. DARDANELLI says:

    Dic 19, 2013

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    RUSSI NASSFELD PRAMOLLO HYPO CIPRO

    Transitano per Cipro i soldi russi di Pramollo:

    http://diblas-udine.blogautore.repubblica.it/2013/12/19/transitano-per-cipro-i-soldi-russi-di-pramollo/

  8. cappuccetto rosso di rabbia says:

    Dic 19, 2013

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    OTTIMA SERRACCHIANI CHE FA AFFARI CON QUESTA BANCA!

    http://diblas-udine.blogautore.repubblica.it/2013/12/16/altri-800-milioni-nel-pozzo-di-hypo-group/

    MA SERRACCHIANI SA QUALCOSA O HA SOLO FIRMATO IL PATTO RENZIANO CON DE MONTE?

  9. HYPO says:

    Dic 21, 2013

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    Giovedì è stato raggiunto il “closing” nel processo di vendita della controllata austriaca avviato il 31 maggio e ora la sua strada si separa definitivamente da quella della casa madre Hypo Group. È il regalo sotto l’albero di Natale, che consente ai dipendenti austriaci, solo a loro, di sperare in un destino migliore.

    L’acquirente è una società britannica, che fa capo a una famiglia indiana attiva nel campo finanziario e imprenditoriale sia nel Paese di origine, sia a Londra. E da Londra arriva Sanjeev Kanoria, 50 anni, armato di competenze nel campo finanziario, ma anche valente chirurgo, a capo di una clinica indiana specializzata nei trapianti di fegato.

    La notizia del “closing” è stata data da Hypo Group, con una nota ufficiale. «Hypo Alpe-Adria Bank International Ag e Anadi Financial Holdings Pte. Ltd (è il nome della società che fa capo alla famiglia Kanoria) hanno concluso la vendita dell’intero pacchetto azionario di Hypo Alpe-Adria Bank Ag (la controllata austriaca di Hypo Group). Il closing di oggi segue l’annuncio del 31 maggio 2013, che Hypo Alpe-Adria Bank International Ag e Anadi Financial Holdings Pte. Ltd hanno sottoscritto un contratto di vendita di tutte le azioni di Hypo Alpe Adria Bank Ag ed è conforme alla decisione di aiuto della Commissione europea del 3 settembre. Azionista unico di Hypo Alpe-Adria Bank Ag è d’ora in poi Anadi Financial Holdings Pte. Ltd».

    Kanoria ha lasciato intendere che non lascerà le cose come stanno. A cominciare dal nome, che sarà cambiato. E la nuova proprietà esprime la sua strategia: conservare alla banca il suo carattere regionale, ma al tempo stesso farne uno strumento per favorire le relazioni commerciali tra l’India e l’Austria (e indirettamente l’Europa). Il titolo usato dalla “Kleine Zeitung” per dare la notizia indica infatti questa prospettiva: “Hypo diventa la testa di ponte tra l’Ue e l’India”.

    Difficile anticipare i passi che Kanoria intende compiere, ma qualche segnale c’è già. Hypo Austria è presente attualmente in Carinzia, con due soli filiali esterne, a Vienna e a Salisburgo. È probabile che la sede viennese sia potenziata, proprio per il suo ruolo di ponte, mentre sia ridimensionata (riduzione di sportelli e personale) la presenza carinziana. È soltanto un’ipotesi, mentre per ora la sola certezza è la nomina del nuovo direttore generale: Martin Czurda, 54 anni.

    Nuovo direttore anche per Hypo Group, che lo ha scelto al suo interno: è Alexander Picker, 51 anni, salisburghese, fino a ieri responsabile della controllata in Bosnia ed esperto del settore bancario nell’Est Europa. (m.d.b.)

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