Profughi a Udine, la finta accoglienza

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A Udine, in viale XXIII Marzo (Viale Trieste), sotto una tettoia che fungeva da magazzino, adiacente ad un supermercato, sopravvivono da una settimana una cinquantina di profughi.

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Durante il giorno se ne possono scorgere una decina, buttati su vecchi cartoni e protetti da coperte logore e sporche.
Sono in prevalenza di nazionalità pakistana, ma vi sono anche Siriani ed Afghani: sono quasi tutti entrati dal confine austriaco, da più d’un mese, e non hanno mai avuto a che fare con le autorità, se non quando sono stati cacciati dal precedente accampamento improvvisato.

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Infatti, si sono ‘buttati’ qui circa una settimana fa, dirottati dalle forze dell’ordine (così dicono) che li han fatti sgomberare, di mattino presto, da Piazzale D’Annunzio: non erano evidentemente compatibili con la solenne cerimonia che si sarebbe tenuta proprio lì, alla presenza del sindaco Furio Honsell e di altre autorità, per la festa della Polizia.
Quindi si sono spostati (o li hanno traslocati?)  di circa trecento metri, nell’indifferenza più totale, trovando questo rifugio dalle piogge inclementi dei giorni scorsi.

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Oggi c’è il sole e molti si sono spostati alla ricerca fondamentalmente di cibo.
Alla domanda, infatti, “Di cosa avete più bisogno?”, hanno risposto proprio “Di cibo”, quindi “Di qualcosa per lavarsi”, e una “Ricarica telefonica”.

Qui vivono come bestie, non ci sono assolutamente servizi igienici e chi abita nelle vicinanze non sopporta questo spettacolo: spettacolo pietoso che stride enormemente con i buoni propositi e la sfacciata propaganda delle istituzioni (Comune e Regione in primis) che vogliono rassicurare a tutti i costi sulla sostenibilità e l’efficienza della macchina dell’accoglienza.

Tommaso Botto

1 comment

  1. Marco says:

    Giu 7, 2016

    Rispondi

    Accoglienza…”bestiale” ….

Commenti

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