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Pontebba-Pramollo: la Regione temporeggia tra un coro di “si” e qualche “no”
13 Maggio 2011 News
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A parole quasi tutti favorevoli alla cabinovia che cambierà il volto del turismo del Friuli Venezia Giulia. Pochi i dissenzienti. Ma la politica par seguire altre ‘logiche’, instillando paura e delusione tra i valligiani.

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Una telenovela che va in onda da quarant’anni.
Infatti, il progetto di collegamento funiviario tra il paese di Pontebba (UD) e il Passo di Pramollo, è un’idea nata nei primi anni ’70. Si sono succeduti negli anni diverse progettualità, istanze, documenti programmatici, accordi tra gli enti locali, petizioni, emendamenti e stanziamenti di fondi ad hoc. Ma l’ultimo project financing è ancora al vaglio della commissione regionale che ne deve valutare l’utilità pubblica, ultimo step dirimente per poter partire con i lavori.
Il progetto consiste nella realizzazione di un impianto funiviario (cabinovia) articolato in tre tronconi: dalla stazione ferroviaria di Pontebba fino a malga Tratten (1.200 mslm); da qui fino a ll’ex caserma della Guardia di Finanzia di Pramollo; da questa quota (1.400 mslm) fino alla stazione d’arrivo sul Monte Madrizze (2.000 mslm), snodo a monte del carosello sciistico di Pramollo-Nassfeld, che, al momento, è tutto in territorio austriaco.
Sono previste anche piste in Italia, per un totale, iniziale, di 10 chilometri, consentendo il rientro sci ai piedi sino a Malga Tratten. Fa parte del progetto la realizzazione di un parcheggio di interscambio a valle nei pressi della stazione ferroviaria.
Il costo totale ammonta a € 76.748.729,00, finanziato da privati oltre che dalla Regione Friuli Venezia Giulia ( 48 milioni) e dalla Regione Carinzia ( 6 milioni).

Gli abitanti della Valle non sostengono quest’operazione per andare a sciare più comodi, bensì per dare una necessaria sferzata all’economia del luogo, annientata (tranne rare eccezioni) dal passare dei tempi (non c’è più il confine, quindi non c’è più la dogana, non ci son più le caserme, il treno passa e basta…).
Si prevedono infatti radicali interventi di ripristino urbano, con la ristrutturazione di vecchi alberghi -ora decrepiti-, conversione di vecchie caserme abbandonate, creazione di nuovi insediamenti commerciali e ricettivi: una manna per una località che sta assistendo ad un costante spopolamento.
Accadrebbe quel che è successo a Tröpolach, stazione di partenza del Millennium Express, cabinovia che collega la valle del Gail (600 mslm, come Pontebba) al Monte Madrizze: la miseria è stata accantonata, sostituita da sviluppo economico e progresso.
Il direttore di Doppelmayr Italia (multinazionale del turismo invernale, capocordata dei promotori), l’ingegner Othmar Eisath, ha esemplificato in maniera brutale questo concetto: “In montagna o si fa turismo o si muore”.

Concorda Franco Baritussio, consigliere regionale: “In questo momento sull’arco alpino ci sono realtà molto sviluppato dove si vede che molti chilometri di piste fanno la differenza rispetto ad altre realtà, come possono essere i nostri piccoli poli sciistici, che comunque apprezzo, che sono un bellissimo traguardo raggiunto dalla nostra regione ma, tuttavia, si tratta di demani che difficilmente possono trovare ulteriori sfoghi tali da raggiungere un quoziente di chilometri di piste competitivi ed appetibili. La somma dei cinque poli gestiti da Promotur dà appena due terzi di quello che c’è già lassù (a Pramollo le piste si estendono per 110km) e con il nuovo impianto di arroccamento, contestualmente, si possono realizzare altri 10km di piste anche sul versante italiano e un domani, non si sa mai, altri ulteriori sviluppi. Per gli austriaci, il concetto di sviluppo è strettamente connesso alla ricettività. Ci tengono che sul versante italiano creiamo nuovi posti letti: è fondamentale, quindi l’iniziativa privata è il soggetto forte di questo progetto. Se fossi un imprenditore del Tarvisiano guarderei con estremo interesso lo sviluppo di un sano turismo stanziale nel fondovalle. L’intermodalità, poi, è l’altro pezzo forte del progetto: una stazione ferroviaria, con una linea ad alta capacità, alla partenza della funivia, permetterebbe di venire a sciare da noi senza dover mettersi in auto, permettendo di raggiungerci in treno dal Veneto, dall’Emilia e da altre regioni italiane…“

Anche il consigliere regionale Alessandro Colautti si esprime fortemente a favore del progetto: “C’è una certa Tarvisio contro questo progetto: Mazzolini, Massarutto, Rosenwirth sono contro. Saro, che non è di Tarvisio, è pure contro. Vedono nel progetto un depauperamento a vantaggio degli austriaci. A mio avviso invece è un’opportunità che permetterà alle nostre montagne di avere un turismo internazionale. Mi son sempre interrogato su questo aspetto: in questa regione il turismo è la seconda voce del Pil. Ritengo che, in chiave di marketing territoriale, questo progetto sia una scommessa che può cambiare la velocità e il modo di intendere il turismo dell’intera regione. È un po’ come il superporto di Trieste. Se vogliamo proporci al mondo, dobbiamo vendere duecento chilometri di piste per poter attrarre un turismo stanziale, che resta, che torna, che arricchisce, perché, al momento, vendiamo solo lo sci fuoriporta, un mordi e fuggi che non porta sviluppo economico degno di nota. Quelli che sono contro e dicono: ‘Perchè portare i turisti in Austria?’ , rispecchiano una mentalità ottusa: il progetto Pontebba-Pramollo è invece un’opportunità. Ricadute economiche sulla vallata, generate da nuovi alberghi, servizi, wellness center, faranno ripartire l’economia, creando un indotto vitale. Non soffocherà, come teme Stefano Mazzolini, i poli sciistici regionali perché il turista va in giro, per definizione, e, dopo tre giorni di sci a Pramollo, andrà anche a Tarvisio, a Sella Neva, sullo Zoncolan. Sarà un’opera capace di cambiare il volto dell’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia”.

Anche Baritussio critica il pensiero del ‘perché portar turisti in Austria’: “Sono luoghi comuni che nascono dalla paura della concorrenza: io li porterei tutti in Val Badia, a dimostrare come un comprensorio sciistico integrato crea opportunità per tutti. Le parole, e gli esempi, della Doppelmayr non danno adito a dubbi. Questa regione ha deciso di avere solo due poli balneari turistici estivi all’avanguardia o ha deciso anche di piantare un bel chiodo nell’area montana? I benefici saranno a vantaggio di tutta la Regione: ricordiamo che avere mare e monti distanti un’ora d’auto è una peculiarità più unica che rara… Inoltre, la Regione non avrebbe oneri di gestione perché ricadono interamente, come esplicato nel project financing, sui promotori privati. Spero tanto che si passi ai fatti…Non me la sento oggi di dire che ci siano azioni di melina, sono certo che la commissione stia preparando una relazione scevra da pregiudizi. Deve essere puntuale e precisa perché su un’opera così delicata possono scattare contenziosi.”

E la vox populi si fa sentire, al riguardo: “Hanno speso tanti di quei soldi per aggiustare la strada di Passo Pramollo -compresa la costosa galleria mai inaugurata- che avrebbero potuto fare una funivia d’oro”, tuonano dal Comitato per lo sviluppo della Valcanale e del Canal del Ferro, sorto a sostegno del progetto.
E, sia di qua che di là di un confine oramai solo mentale, si paventa che si possa chiedere un intervento addirittura di Bruxelles, per la concorrenza sleale di Promotur Spa, azienda a totale partecipazione pubblica che, visti i bilanci e la recente delibera regionale (giunta fvg promotur 12 aprile 2011)  di non remunerabilità, non sta in piedi ma, paradossalmente, sottrae clienti ai gestori privati.

“Non voglio neanche pensare una simile ipotesi”, chiarisce Baritussio, “ i fondi a bilancio per Pramollo non possono essere spostati a Promotur. Se il project financing non ha il suggello di pubblico interesse, automaticamente quella voce di bilancio sparisce, non passa altrove. Promotur, che ha il diritto di andare avanti, perché ha investito tanto, non potrebbe fare suoi questi fondi. Federica Seganti e Luigi Cacitti hanno parlato di priorità -dicendo in pratica no al progetto-: Promotur ha bilanci nei quali ci sono ancora fondi che possono essere ancora utilizzati per progetti già programmati. Oggi Promotur, per procedere con programmi di investimento, deve contrarre mutui che portano oneri che pesano sulle parti correnti dei propri bilanci…Oltretutto, nel caso di Pramollo, parliamo di investitori privati, che è una bella novità.”

La Regione, inoltre, ricaverebbe introiti fiscali non da poco. Colautti: “Il business plan prevede circa dieci-quindici milioni di euro di tasse, un bel contributo per un’area così piccola. La vallata è tristemente finita: a Pontebba, quest’anno, son nati solo due bambini. La mia sensazione, però, è che la politica che deve decidere sia dubbiosa. Se la commissione riconoscesse la pubblica utilità (penso però che siano più orientati in senso negativo che in positivo, per questioni più formali che sostanziali), la decisione sarebbe comunque solo politica ed è in capo al presidente Renzo Tondo: l’assessore Federica Seganti non dirà nulla di diverso (ndr: infatti non ci rilascia interviste al riguardo). Tutti comunque faremo la nostra parte. Comunque deve decidere Tondo. Entro l’estate, sapremo…”

La gente di Pontebba, però, è stufa.

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