Persiste la crisi del mattone

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“Nel periodo 2014 e primi mesi 2015 è aumentato il clima di incertezza che grava sul settore edile. Il fatturato complessivo delle aziende è ulteriormente diminuito ed il numero di addetti ha raggiunto il punto più basso. Ma ciò che maggiormente preoccupa è che non sono mutate le condizioni che ci hanno accompagnato in questi anni. La carenza di spazi finanziari per la realizzazione di opere pubbliche già individuate, progettate e finanziate, la difficoltà di acquisizione e di realizzazione dei progetti comunitari, l’incertezza nell’applicazione delle norme nazionali e regionali in particolare in materia di appalti pubblici nonché una effettiva volontà di revisionarle, ebbene tutte queste cause o concause rappresentano ormai la quotidianità con la quale convivere”.

confindustria udine

E’ quanto ha dichiarato a palazzo Torriani Roberto Contessi, presidente di ANCE Udine (Associazione Nazionale Costruttori Edili) in occasione dell’assemblea del Gruppo Costruzioni Edilizie.

Nel suo intervento Contessi ha ribadito come neppure i timidi segnali di ripresa dell’economia italiana paiono contribuire ad un’inversione di rotta del comparto: “La situazione del settore – ha evidenziato Contessi – permane critica dal punto di vista produttivo né alcuni dati positivi, come ad esempio il leggero incremento delle transazioni immobiliari (+ 3,6% nel 2014 rispetto al 2013) e l’erogazione dei mutui alle famiglie (+ 13,7%), fanno intravedere un miglioramento. Si tratta di segnali sui quali appare prematuro basare stime di ripresa”.

Sette anni di contrazione dell’edilizia hanno comportato in Italia dal 2008 al 2014 la perdita del 32% degli investimenti pari a circa 64 miliardi di euro. Nel solo comparto delle infrastrutture e delle opere pubbliche la crisi è iniziata già a partire dal 2005 con una flessione complessiva del 54%. Le previsioni per il 2015 intravedono una ulteriore riduzione degli investimenti pari al 2,4% determinando così l’ottavo anno consecutivo di crisi. Una crisi che ha visto soccombere in Italia circa 68.000 imprese.

“Per avviare una ripresa – ha precisato il presidente di ANCE Udine – necessita un impegno concreto per il rilancio delle infrastrutture e la riqualificazione delle città. In particolare necessita un cambiamento radicale nella politica infrastrutturale, cioè passare con rapidità ed efficacia dalla decisione di investimento all’effettivo utilizzo delle risorse in modo da permettere il progressivo recupero del gap infrastrutturale e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il D.L. “Sblocca Italia”, nonostante l’attenzione che ha posto al settore delle costruzioni, ha mostrato alcuni limiti, in particolare relativi al profilo temporale eccessivamente lungo”.

Il Presidente Contessi ha anche ricordato l’azione svolta dall’ANCE FVG con il coinvolgimento dei partners degli Stati Generali delle Costruzioni, volta in particolare al dialogo con la Regione e con gli Enti Locali, nel tentativo di concertare alcuni provvedimenti e provocare così l’auspicata inversione di tendenza.

Segnali di attenzione che potrebbero dare un nuovo impulso al settore stanno comunque arrivando dalla Regione che ha approvato il nuovo testo unico sulle attività edilizie e sta per varare una nuova circolare attuativa delle tematiche urbanistico-edilizie. L’Amministrazione regionale ha di recente varato un provvedimento di sostegno per il riuso degli edifici abbandonati nei centri storici che ha suscitato parecchio interesse. Altre risorse sono destinate all’edilizia scolastica per rendere più sicure ed efficienti gli istituti scolastici della regione.

Contessi ha infine ricordato alle imprese edili l’opportunità di aderire alle white list prefettizie ed al Protocollo di legalità proposto da Confindustria per elevare il grado di protezione delle imprese da ogni rischio insito nella gestione dei cantieri sia pubblici che privati”.

Redazione

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