#PASOLINI, per il 40° guardatevi “Salò o le 120 giornate di Sodoma”

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Pasolini‬ viene celebrato in certi ambienti come l’emblema culturale italiano del XX secolo.
Facendosi coraggio si può scaricare questo suo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma, e provare a vederlo: UNO SCHIFO TOTALE.
C’è da chiedersi come mai tanta prostrata indulgenza nei confronti di tali PORCHERIE … La vita è lunga, uno può aver fatto cose eccelse quanto infime: come spesso accade, la storia la fa chi la scrive. Vediamo di non dimenticare questa e altre opere di Pasolini.
Questo film (DA VOMITO) è del 1975, rappresenta la ‘maturità’ del personaggio, poco dopo l’artista verrà ucciso.

Locandina Salò o le 120 giornate di Sodoma pasolini

L’assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti (PD) ha partecipato oggi a Roma all’ultima riunione della Commissione tecnico-scientifica istituita dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact) per stilare il calendario definitivo degli eventi per il quarantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini.
“La Commissione ha riscontrato un interesse molto diffuso sull’intero territorio nazionale. Gli enti locali si sono fatti parte attiva, presentando eventi significativi all’interno della propria programmazione ordinaria. Il riparto ha di fatto cofinanziato molte di queste iniziative, spontaneamente promosse sul territorio”, ha spiegato Torrenti tramite un comunicato stampa.
A tal proposito, l’assessore ha reso noto che è stato reperito un co-finanziamento per il concerto in memoria dello scrittore, poeta e regista, previsto il 2 di novembre – data che nel 1975 segnò la morte di Pasolini – al Teatro Verdi di Pordenone.

Chissà se avranno il coraggio di proiettare quest’opera ‘sublime’ e di godersi cotal spettacolo, maxima summa di violenza e sadismo, pornografia e pedofilia, spregevole cocktail di coprofagia e necrofilia patologiche, che di poetico proprio nulla trasmette?
Lo guarderanno durante un light brunch? O prima di cena, come aperitivo?
Lo faranno vedere alle scolaresche?

pasolini salò sodoma

Infatti, il film affrontò traversie giudiziarie durissime. Venne proiettato in anteprima il 22 novembre 1975 al Festival di Parigi, con Pasolini morto da tre settimane; in Italia la pellicola venne inizialmente bocciata dalla commissione di censura l’11 novembre 1975 perché “nella sua tragicità porta sullo schermo immagini così aberranti e ripugnanti di perversione sessuale che offendono sicuramente il buon costume e come tali sopraffanno la tematica ispiratrice del film sull’anarchia di ogni potere”. Il film ottenne comunque il visto-censura in appello il 23 dicembre successivo e venne distribuito nei cinema Majestic, Nuovo Arti e Ritz di Milano il 10 gennaio 1976.

Tuttavia, dopo appena tre giorni di programmazione, il film venne sequestrato dal Procuratore della Repubblica di Milano, mentre il produttore Alberto Grimaldi venne riviato a giudizio per direttissima e fu condannato a due mesi di reclusione in base all’art. 528 (per oscenità); Grimaldi venne successivamente assolto dalla Prima sezione penale della Corte d’Appello perché il fatto non costituiva reato e si accordò con la magistratura per far uscire il film con il taglio di quattro sequenze. Il film venne così ridistribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 10 marzo 1977.

Il giorno seguente (11 marzo) il cinema romano Rouge et Noir, dove si proiettava il film, fu assalito e devastato da un gruppo di neofascisti (tra i quali Giuseppe Valerio Fioravanti, che fu arrestato in seguito a quell’episodio).

Il 6 giugno di quell’anno Evangelista Boccuni, pretore di Grottaglie, sequestrò nuovamente il film con procedura d’urgenza su tutto il territorio nazionale perché offendeva il comune senso del pudore.

Grimaldi inviò un esposto al procuratore generale della Cassazione, contestando l’operato del magistrato di Grottaglie e minacciando di costituirsi parte civile in un procedimento penale per ottenere il risarcimento dei danni. La vicenda si concluse il 16 febbraio 1978, con una sentenza con la quale la Corte di Cassazione si pronunciò a favore della libera circolazione del film nella sua versione integrale: tuttavia il film non ritornò ad essere proiettato nelle sale cinematografiche prima del 1985 e solo nel 1991 venne riconosciuta piena dignità artistica al film. Salò è tuttora inedito nelle televisioni “in chiaro”, mentre per quelle a pagamento il primo passaggio è avvenuto sul canale Stream il 2 novembre 2000 per i 25 anni della morte di Pasolini. Dal 2003, in Italia ed in altri paesi, il film è uscito in commercio in DVD, in versione restaurata e con interviste di critici e attori cinematografici.

Di coloro che lavorarono in Salò, pochissimi hanno accettato di parlarne negli anni successivi.

pasolini gays in movies sadomaso

C’è chi su Wikipedia ha redatto uno scrupoloso riassunto: lo teniamo valido, ricopiandolo, tentando di dimenticare il 90% delle scene rappresentate.

Il film è suddiviso in quattro parti, che richiamano nel titolo la geografia dantesca dell’Inferno: Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue.

Nella Repubblica di Salò, nel 1945, decine e decine di giovani, sia ragazzi che ragazze, vengono catturati da quattro rappresentanti del potere: il Duca, il Monsignore, l’Eccellenza giudice di Corte d’Assise ed il Presidente di una banca. I quattro, definiti “Signori” confinano i ragazzi in una grande e sontuosa magione, isolata da qualsiasi centro abitato. Accompagnati dalle note di una pianista e dalle narrazioni erotiche di tre anziane ex-prostitute, i ragazzi e le ragazze vengono obbligati ad ascoltare storie di passioni sessuali estreme. Affinché i Signori possano trarre piacere ed essere ispirati nei vari atti sodomizzanti. Il film si compone di tre gironi di passioni (più l’antefatto che riguarda il rapimento dei giovani), entro cui vengono trascinati i ragazzi, che pian piano perdono la loro dignità umana, e si abbandonano al loro destino, costretti fino alla fine a sottoporre il loro corpo per il piacere dei Signori. Con la terminazione del terzo girone di passioni, i Signori decidono di arrivare alla quinta essenza del piacere erotico, ossia quello assassino, e uccidono la maggior parte dei giovani; ed ognuno, facendo cambio con l’altro, ad ogni giro osserva dalla finestra il giardino delle torture con il binocolo, dove si svolgono i supplizi.

Alla sottoscrizione da parte dei Signori del regolamento del soggiorno e del loro patto di sangue (ciascuno sposerà una figlia di uno degli altri tre) fa seguito l’assoldamento di giovani repubblichini di leva, con l’aiuto delle SS, e subito dopo la caccia alle potenziali giovani vittime da parte dei repubblichini stessi e dei collaboratori al soldo dei quattro libertini.

La caccia dura settimane: i giovani, adocchiati in base a determinate caratteristiche, vengono adescati, rapiti, catturati e strappati dalle proprie famiglie o, in alcuni casi, addirittura venduti dai loro stessi familiari; dopodiché vengono sottoposti al vaglio dei libertini i quali, dopo una lunga selezione in cui un soggetto viene respinto anche per il minimo difetto fisico, scelgono infine nove ragazzi e nove ragazze, di età compresa tra i quindici e i vent’anni.

Le vittime vengono poi caricate su dei camion militari e trasportati fino a Salò, dove si trova l’enorme villa, di proprietà del Duca, scelta per il soggiorno. Durante il trasferimento, mentre il camion passa per Marzabotto, Ferruccio, un ragazzo proveniente “da una famiglia di sovversivi” di Castelfranco Veneto, tenta la fuga dal camion, ma viene ucciso dai soldati: il Presidente subito dopo chiosa la perdita della vittima con una barzelletta.

La comunità che giunge alla villa è dunque così composta: i quattro Signori, tre narratrici ex-prostitute, diciassette giovani vittime (nove ragazze e otto ragazzi), le quattro figlie-spose (che saranno da qui in avanti trattate come schiave, perennemente nude), otto collaborazionisti (quattro soldati e quattro repubblichini), una pianista e sei domestici tra cui una ragazza di colore.

Non appena il gruppo giunge a destinazione, i Signori danno lettura del regolamento: per tutta la durata del soggiorno, i Signori disporranno indiscriminatamente e liberamente della vita di tutti i membri della comunità (specialmente di quella delle giovani vittime, dei collaborazionisti e delle figlie-spose) che a loro devono assoluta obbedienza, rispettando le leggi e gli ordini da loro impartiti, e dovranno soddisfare tutte le loro richieste e i loro desideri senza eccezioni. In caso di disobbedienza andranno incontro a terribili punizioni.

Il regolamento prevede che ogni giornata si svolga nel seguente modo: alle ore sei in punto, tutti dovranno ritrovarsi nella cosiddetta Sala delle Orge, dove tre ex prostitute d’alto bordo, a turno, nella mansione di narratrici, avranno il compito di raccontare le proprie perversioni sessuali con lo scopo di eccitare i Signori e contemporaneamente di “educare” i ragazzi alla soddisfazione dei loro appetiti sessuali.

Le narratrici saranno accompagnate al pianoforte da una quarta donna che avrà il compito di estetizzare ulteriormente le loro crude ed esplicite narrazioni. La sera, dopo cena, avranno luogo le cosiddette “orge”, che consisteranno nella messa in pratica delle “passioni” narrate in giornata, in cui tutti i presenti si “mescoleranno” e si “intrecceranno” tra di loro consumando ogni tipo di atto sessuale, purché di natura sodomitica, incestuosa o adulterina.

In caso di infrazione, anche di lieve entità, ai regolamenti o a un ordine impartito da uno dei Signori, il colpevole verrà meticolosamente segnato su un quaderno speciale adibito allo scopo (chiamato “Libro delle punizioni” o semplicemente “Lista”) e punito in un secondo momento, inoltre qualunque uomo venisse colto “in flagrante delitto” con una donna verrà punito con l’amputazione di un arto; ogni più piccolo atto di devozione religiosa, infine, sarà punito con la morte. Il gruppo fa quindi il suo ingresso nella villa, dove ogni porta e finestra viene sbarrata per impedire qualsiasi tentativo di fuga.

pasolini film 120 sodoma

Il primo Girone è quello delle Manie. In esso, la Signora Vaccari, la prima narratrice, intrattiene gli ospiti raccontando le sue esperienze libertine avute in gioventù, riferendosi in particolare a quelle della sua infanzia. I Signori, eccitati da questi racconti, iniziano a compiere una serie di sevizie e abusi sui corpi nudi o vestiti delle giovani vittime e delle figlie, aiutati e rinforzati dai loro fedeli collaboratori. Il resto delle giornate i Signori lo trascorrono a dissertare eruditamente sul significato morale del libertinaggio e sull’anarchia del potere, citando a memoria brani scritti da Klossowski, Baudelaire, Proust e Nietzsche, nonché raccontando barzellette di cattivo gusto.

Tra le molte sevizie, spicca un matrimonio simulato tra due giovani vittime, cui viene poi impedito di consumare il primo rapporto, ma vengono separatamente seviziati dai potenti; o ancora le vittime nude a quattro zampe, tenute al guinzaglio e latranti, sono costrette come cani a mangiare scampoli di cibo gettati in terra o in ciotole: uno dei bocconi di cibo viene anche riempito, a sorpresa, di chiodi. Una mattina, a tutta la compagnia riunita nella Sala delle Orge viene mostrato il corpo di una delle ragazze vittime, che giace con la gola tagliata davanti a un altare religioso adiacente alla Sala ove presumibilmente era stata sorpresa a pregare, violando il regolamento. La scena è commentata dal Presidente con un’altra barzelletta, dopodiché la comunità, con il cadavere della giovane ancora in terra, riprende come nulla fosse accaduto ad ascoltare un nuovo racconto della Vaccari.

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Girone della Merda.
In questo girone, la seconda narratrice, la Signora Maggi, narra le sue esperienze nel campo delle pratiche anali, in particolare quelle relative all’oroanalità e alla scatofilia, coronamento metaforico del film. Accanto alle sempre più fitte chiacchiere erudite dei Signori, che discutono sulla raffinatezza del libertinaggio e del gesto sodomitico, vengono celebrati falsi matrimoni tra i libertini e le giovani vittime (vestiti da spose), un “concorso” per premiare chi ha il “deretano più bello” e scene di coprofagia: prima il Duca costringe una ragazza in lacrime a mangiare con un cucchiaino gli escrementi che ha appena defecato al centro della sala, successivamente tutte le vittime vengono obbligate a non espellere i propri bisogni per alcuni giorni, nonostante si provochino loro intossicazioni alimentari, ed infine le feci, da loro prodotte tutte assieme, vengono raccolte e servite a tavola durante la cena.

Il Girone del sangue si apre con il Monsignore che “celebra” i falsi matrimoni del Duca, dell’Eccellenza e del Presidente (vestiti da nobildonne) con tre soldati. L’ultima sera di permanenza alla villa, mentre il Monsignore compie il giro d’ispezione notturna nelle camere degli ospiti, vengono a galla i tradimenti e le violazioni delle regole da parte degli inquilini della magione: un ragazzo del gruppo delle vittime, per salvarsi dall’imminente punizione che lo attende l’indomani, accusa una delle ragazze di tenere nascosta sotto il cuscino la fotografia di un uomo; consegnata la foto, la giovane a sua volta denuncia due sue compagne di stanza perché fanno l’amore ogni notte.

Costoro vengono colte sul fatto ed una delle due rivela che uno dei repubblichini ha una relazione segreta con la serva nera, anche questa coppia viene sorpresa a fare l’amore e uccisa seduta stante; il ragazzo si offre ai colpi di pistola di tutti e quattro i Potenti con il pugno sinistro chiuso alzato. Successivamente, una giovane vittima di nome Lamberto verrà scelta come rimpiazzo del collaborazionista ucciso. Il giorno successivo, il Duca annuncia i nomi di coloro che sono designati alle punizioni, ovvero le quattro figlie-spose e dodici vittime (sei ragazzi e sei ragazze), facendoli contrassegnare con un nastro azzurro, dopodiché a tutte le altre vittime dice che possono “soltanto sperare” di seguire i Signori a Salò, purché continuino a “collaborare”.

Dopo un’ultima narrazione della Signora Castelli, i Signori, con l’aiuto di vecchi e nuovi collaboratori, eseguono nel cortile interno le punizioni, prodigandosi in balletti isterici e atti sessuali necrofili sulle vittime, in un’orgia di torture, sodomie, ustioni, lingue mozzate, occhi cavati, scalpi, impiccagioni e altre uccisioni rituali che, a turno, ciascuno dei Signori osserva compiaciuto da una finestra della villa, con un binocolo. La pianista intanto, dall’interno della casa, accompagna con la musica le scene di tortura, ma poi smette di suonare e si toglie la vita gettandosi da una finestra.

Redazione

1 comment

  1. sonia says:

    Giu 7, 2019

    Rispondi

    Grazie.
    Sonia Boccuni, figlia di Evangelista Boccuni.

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