Paghiamo la Bocconi ai dipendenti regionali

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La politica non si stupisce, se non del metodo di selezione…

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“È opportuno conoscere quali siano state le modalità con cui l’Amministrazione regionale ha selezionato i dipendenti da avviare alle selezioni per l’accesso ai corsi di formazione curati dall’Università Bocconi di Milano”.

A chiederlo con un’interrogazione alla Giunta è il consigliere regionale Alessandro Colautti.

“Dato che sembra che la Regione abbia autorizzato la partecipazioni ai corsi della Bocconi di alcuni dipendenti con qualifica dirigenziale o titolari di posizione organizzativa, si dovrebbero conoscere le forme di pubblicità seguite per divulgare tra il personale l’esistenza di tale opportunità di crescita culturale e di formazione professionale che per certo – continua Colautti – costituisce un indubitabile vantaggio sia per la preparazione a eventuali concorsi futuri per l’accesso alla dirigenza, sia per l’attribuzione di posizioni organizzative, oggi individuate in modo fiduciario, qualora venissero introdotte metodologie selettive”.

“L’Amministrazione regionale dovrebbe anche indicare i criteri seguiti per l’individuazione dei dipendenti e se siano state seguite le procedure previste in materia di attività formative contenute nel Contratto collettivo di lavoro, e quale sia stato l’esito dell’informativa data alle organizzazioni sindacali. Se già individuati – conclude Colautti – l’Amministrazione regionale sia trasparente nell’indicare i partecipanti ai corsi dell’Università Bocconi e chiarisca se a questi dipendenti sono autorizzati i rimborsi per le spese di missione”.

Redazione

1 comment

  1. UNIUD says:

    Gen 9, 2014

    Rispondi

    DA MONTI IN GIU’ TUTTI I BOCCONIANI HAN FATTO SOLO CASINI.
    SFATIAMO IL MITO!

Commenti

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