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Pa, partecipate e responsabilità: scegliere bene gli amministratori
31 Maggio 2011 Comunicati
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Convegno tecnico d’approfondimento organizzato dalla Cciaa di Udine. Normativa complessa, richiederebbe interventi chiarificatori del legislatore. Anche se la tendenza, sempre più marcata, è per contenere il ricorso alle partecipate da parte degli enti pubblici.

L’ente pubblico, per non incorrere in responsabilità erariali, deve innanzitutto nominare amministratori competenti per le proprie partecipate e controllare il loro operato. Gli amministratori, a loro volta, devono intrattenere uno stretto rapporto con l’ente pubblico di riferimento, perché, con la nomina, si è instaurato un rapporto di servizio per cui è previsto il controllo della Corte dei conti. La responsabilità erariale è, tuttavia, limitata ai casi di colpa grave, pertanto ogni decisione dev’essere sempre adeguatamente motivata, con l’indicazione delle ragioni della scelta finale, e se per adottarla si ricorre a consulenze, queste non dovranno essere compiacenti, bensì porsi in una virtuosa dialettica con le intenzioni della società: se a posteriori le scelte dovessero rivelarsi sbagliate, non sarà però ravvisabile responsabilità erariale.

Sono alcuni consigli di “pronto intervento” con cui il moderatore, l’avvocato Gianni Ortis, ha tirato le fila del seguitissimo convegno tecnico che si è tenuto questa mattina in Sala Valduga. Un approfondimento sulla partecipazione pubblica in aziende e società e sulla responsabilità di chi amministra voluto dalla Camera di Commercio di Udine, che si è posta l’obiettivo, in un contesto normativo complesso e non sempre definito, di «dare un contributo agli amministratori e ai professionisti – ha spiegato nell’introduzione il presidente Giovanni Da Pozzo –, spesso perplessi di fronte al dubbio: volendo fare le cose correttamente, qual è il percorso giusto da intraprendere, senza sbagliare e quindi incorrere in conseguenze spiacevoli?

Con questo primo appuntamento, grazie all’apporto di autorevoli relatori, vogliamo aiutare a fare chiarezza in questa materia  articolata e di non facile o univoca interpretazione, cominciando ad analizzarne i diversi aspetti». Ecco dunque che a comporre il quadro sono stati l’avvocato Gianluca Romagnoli, docente dell’Università di Padova, che ha illustrato l’intricato percorso evolutivo della normativa e la necessità di interventi da parte del legislatore nel segno di una maggior certezza per chi si trova a dover agire, e il notaio udinese Eliana Morandi, che ha portato il punto di vista del privato e ampliato l’orizzonte alla normativa europea, arricchendo l’analisi con alcuni casi pratici.

Al procuratore regionale della Corte dei Conti Maurizio Zappatori il compito di delineare un excursus storico delle società partecipate e di fissare con precisione i limiti della giurisdizione del giudice ordinario e del giudice erariale di fronte alle responsabilità degli amministratori, con indicazioni tratte dalla giurisprudenza più recente.  Il procuratore ha sottolineato come, sostanzialmente l’operato di tutte le società partecipate dagli enti locali sia assoggettato alla giurisdizione della Corte dei conti.

Zappatori ha anche rilevato come negli ultimi anni vi sia una tendenza a limitare il ricorso alle partecipate da parte degli enti locali: la preoccupazione maggiore deriva dall’incidenza delle eventuali perdite sulle finanze dell’ente partecipante.

corte conti fvg Relazione annuale su partecipazioni enti locali del Friuli Venezia Giulia

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