Nova Gorica, una Las Vegas praticamente in Italia

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Slovenia, Italia, poco importa: Nova Gorica sta su un confine che non c’è più.

La demarcazione non è più presente ma la cittadina slovena mantiene inalterate le sue peculiarità, anzi le amplifica, affermandosi indubbiamente come meta turistica dall’alto valore, soprattutto economico.

Un turismo molto particolare, dato che a Nova Gorica non si scia, non c’è il mare, il contesto urbano non è particolarmente interessante e, al di là delle colline che la circondano, lussureggianti e piacevoli, poco offre anche il circondario. Quali le attrattive che catturano un gran numero di turisti?

Il gioco d’azzardo e i locali notturni, assieme a ristoranti ed ambienti, più o meno riservati, d’intrattenimento. I casinò sono infatti il piatto forte, capaci di stravolgere l’atmosfera tranquilla e quasi noiosa di una piccola cittadina di provincia, e la notte offre molto più del giorno, complici i piccanti Night Club.

Sembra una piccola (30.000 abitanti) Las Vegas, meta di pellegrinaggi del gioco (e del vizio) da tutta Europa ma, soprattutto, dall’Italia.

I casinò sono numerosi e si suddividono in due categorie: le grandi industrie del gioco e i circoli più piccoli, più intimi, più familiari. La legge slovena permette infatti la loro apertura e l’intreccio gioco-divertimento-hotel-ristoranti sta alla base di una florida economia, in forte contrasto con la depressione che regna a Gorizia, attaccata a Nova Gorica ma italiana, quindi sottoposta a leggi che ne impediscono lo sviluppo “divertente” della gemella slovena.

In Italia pure esistono i casinò; sono quattro, tutti al Nord: Campione d’Italia, San Remo, Saint Vincent e Venezia. Venezia è quello che fa più affari (quasi 200 milioni di euro l’anno), sintomo che al Nord-Est piace proprio giocare. Sono pochi, rispetto a quelli sloveni, austriaci, svizzeri e francesi: se ne contano centinaia e molti sono ubicati proprio a ridosso dei confini con il Bel Paese.

Tant’è che, per fronteggiare questa fuga di capitali, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha lanciato l’appello per l’apertura di altre sale da gioco, soprattutto al Centro ed al Sud.

Intanto Nova Gorica non si pone questi problemi: le sale sono gremite di italiani, artisti italiani vi si esibiscono ogni sera, tutti parlano italiano ma, ovviamente, la legge italiana qui non ha valore.
Le jeux sono faits, rien ne va plus!

Tommaso Botto

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