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Noleggio SCI, un trend in continua evoluzione
19 Dicembre 2011 Comunicati
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Nell’ambito dei servizi proposti dalle stazioni invernali il noleggio assume un ruolo sempre più fondamentale. Un’offerta di qualità riguarda oggi non solo i negozianti di articoli sportivi, ma anche altri “attori” del comparto neve quali scuole sci, albergatori e gestori funiviari.

Nel 1993 Erwin Stricker, campione di sci diventato manager creativo del comparto sportivo invernale, lanciava una sfida inizialmente accolta con scetticismo: quella di trasformare il noleggio da “ultima spiaggia” a servizio qualificato e vantaggioso per il cliente.
In fin dei conti – sosteneva Stricker, soprannominato “Cavallo pazzo” –, una buona fetta di sciatori utilizza la propria attrezzatura un numero di volte relativo ed estremamente limitato rispetto all’investimento, dovendo inoltre provvedere a trasporto e magazzinaggio nei lunghi periodi di inutilizzo”.

Oggi, a meno di vent’anni dall’inizio di questa “ragionevole” rivoluzione – che però doveva superare le gratificazioni di possesso e la relativa valenza di “status symbol” – , a livello mondiale il mercato degli sci da noleggio arriva ad assorbire circa il 50% della produzione totale degli attrezzi.

Il dato illumina non solo sull’importanza che oggi riveste questo servizio, ma anche sulla valenza di un appuntamento fieristico professionale quale Prowinter, unica fiera europea b2b dedicata al noleggio e ai servizi per gli sport invernali.

Nel tempo, con l’evoluzione del rapporto tra domanda e offerta, il noleggio di sci e scarponi (ma ci sono anche slitte, racchette da neve, etc.) ha rivelato una serie di altri vantaggi, sempre più evidenti: consente infatti agli operatori turistici di formulare pacchetti “all inclusive” soddisfacendo quella clientela che, nel caso di provenienze da ampio raggio, utilizza mezzi di trasporto che limitano la possibilità di portare bagagli al seguito.
Il che contribuisce sia a dare valore aggiunto all’offerta, sia a contenere i prezzi.
Nel caso di una clientela evoluta e fidelizzata, il noleggio consente inoltre di calzare gli attrezzi più trendy; i produttori hanno capito che questa formula contribuisce a promuovere efficacemente i loro prodotti, specie quelli top di gamma.

Analizzando alcuni dati che affiorano dal mercato italiano -che conta circa mille noleggi– emerge che circa il 30% degli sciatori “in pista” calza sci presi a noleggio, il 25% dei modelli in assortimento sono da bambino mentre il 65% riguarda sci classici per adulti coprendo tutte le gamme tecniche, incluse le “limited edition”. Il 10% è delle tavole da snowboard.

Kurt Ladstätter, che ha raccolto l’eredità di Stricker nella società di rental, ci offre un ulteriore spaccato del fenomeno: “Oggi in Europa il nostro gruppo conta quasi 600 punti di noleggio; in Italia, vantiamo un’ottantina di esercizi distribuiti strategicamente nelle più qualificate stazioni, rappresentando “solo” l’8% di questa specifica realtà, e registrando ogni anno 360 mila clienti, per i quali mettiamo a disposizione un parco-sci di 30mila paia. Il noleggio più grande del nostro gruppo arriva a gestire 2.500 paia, quello più piccolo 200; la media è quindi di 400 paia per singolo noleggio”.

Appuntamento a Prowinter dal 18 al 20 aprile 2012 (Fiera Bolzano) per incontrare tutti gli attori di domanda e offerta che ruotano attorno al comparto del noleggio –ben l’80% degli espositori offre infatti prodotti o servizi destinati al settore- dall’abbigliamento alle attrezzature, dalle macchine per la lavorazione agli arredamenti per ski service.

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