Menu
Categories
No all’Italia: diritto all’autodeterminazione ribadito dai Movimenti Trieste Libera, Südtiroler Freiheit e Trieste Libera – Austria
30 Marzo 2015 Comunicati
Share Button

Sabato 28 e domenica 29 marzo 2015 si sono incontrate ufficialmente a Trieste, nella sede di piazza della Borsa 7, le delegazioni dei movimenti Südtiroler Freiheit Trieste Libera e Trieste Libera – Austria, per discutere sui contatti e problemi di Trieste, del Sudtirolo e dell’Austria in materia di rispetto dei trattati internazionali, diritto di autodeterminazione e difesa del Porto Franco internazionale di Trieste in funzione dell’economia austriaca e mitteleuropea.

austria 1915-1918

La delegazione sudtirolese era formata dai rappresentanti di Südtiroler Freiheit nei consiglio provinciale autonomo del Südtirol Sven Knoll e Bernhard Zimmerhofer, dal consigliere del Comune di Brixen Hartmuth Staffler, dal portavoce stampa Cristian Kollmann e dal portavoce presso il Burgraviato Dietmar Weithaler. Trieste Libera – Austria era rappresentata da Claudio Schiesl Vienna) e Gianni Kriscak (Graz), ed il Movimento Trieste Libera dal presidente Roberto Giurastante e dai responsabili per i contatti internazionali Paolo G. Parovel e Silvia Verdoglia.

Nei colloqui le delegazioni hanno condiviso le posizioni politiche e le valutazioni giuridiche così riassunte:

1. le popolazioni di Trieste, del Südtirol e dell’Austria condividono oltre mezzo millennio di vincoli fraterni di amicizia e di convivenza nel legame volontario con casa d’Austria, rispettivamente dal 1362 e 1382 al 1918. Anche nella prima guerra mondiale triestini, suditrolesi e trentini hanno difeso uniti e con valore la patria sovranazionale comune, l’Austria-Ungheria.

2. assieme a questi antichi vincoli fraterni, che devono essere conservati e rinnovati, le popolazioni di Trieste, del Südtirol e dell’Austria condividono i medesimi diritti ed interessi di libertà, democrazia, multiculturalità e di sviluppo dell’economia dei loro territori e di tutta la Mitteleuropa, anche attraverso la difesa e l’utilizzo ottimale del Porto Franco internazionale di Trieste. !3. il diritto di autodeterminazione è una norma cogente irrinunciabile ed insopprimibile del diritto internazionale consolidata: dalla Carta delle Nazioni Unite, art. 1, comma 2 (1945, ratificata dall’ltalia – membro delle N.U. dal 1955 – con legge 17 agosto 1957 n. 848); dalla Dichiarazione relativa ai principi del diritto internazionale, le relazioni amichevoli e la cooperazione tra Stati in conformità alla Carta delle Nazioni Unite (UN General Assembly, A/RES/2625 (XXV) del 1970; dalla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Atto finale di Helsinki, punto VIII (1975); dal Patto internazionale sui diritti civili e politici (1966, ratificato dall’Italia con L. 881/1977). La norma è resa perciò vincolante anche nell’ordinamento italiano dalla Costituzione della Repubblica Italiana, artt. 10 primo comma e 117 primo comma.

4. il diritto del Südtirol di essere restituito volontariamente all’Austria, e dell’Austria di riottenere il Südtirol secondo la volontà dei suoi abitanti, è una questione essenziale dell’esercizio del diritto di autodeterminazione in Europa.

5. il diritto dei Sudtirolesi di lingua tedesca, ladina ed italiana di chiedere e di ottenere la restituzione della cittadinanza austriaca con diritto di voto è perciò e comunque un diritto fondamentale connesso all’esercizio del diritto di autodeterminazione.

6. l’Italia non può opporsi a tale diritto, che essa esercita già unilateralmente verso altri Paesi mitteleuropei (Slovenia e Croazia) con la propria legge 8 marzo 2006, n. 124.

7. gli abitanti di Trieste, già Città Immediata dell’Impero, che discendono da cittadini austriaci hanno diritto ad una forma di riconoscimento della cittadinanza austriaca originaria.

8. i cittadini del Free Territory of Trieste, costituito quale Stato sovrano e Porto Franco internazionale dal 15 settembre 1947 in forza del Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, che ne ha reso garante il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno il diritto al pieno ed effettivo riconoscimento del loro status sia nei rapporti con l’Italia che con tutta la Comunità Internazionale.

9. l’Austria e tutti gli altri Paesi ai quali il Trattato di Pace assicura il libero uso ed il controllo del Porto Franco internazionale del Free Territory of Trieste hanno diritto di esercitare liberamente e senza ostacoli né limitazioni tali prerogative economiche e commerciali in tutte le forme stabilite dal Trattato di Pace per quel regime speciale di zona franca. L’eliminazione del Porto Franco Nord di Trieste, progettata dal Governo italiano, sarebbe una grave violazione di tali diritti e del Trattato di Pace.

10. l’Austria ha inoltre il diritto, secondo il Trattato di Pace, di utilizzare Trieste quale porto di armamento della flotta commerciale di bandiera austriaca, con proprio registro di immatricolazione.

11. l’Austria e tutti gli altri Paesi della Comunità internazionale hanno quindi il diritto di esigere che il Governo italiano e lo Stato italiano cessino tutte le violazioni dei diritti qui menzionati dei cittadini del Südtirol, del Free Territory of Trieste e dell’Austria stessa, e di sollecitare a questo scopo l’attenzione del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

12. Le gravi violazioni palesi o nascoste di tali diritti da parte del Governo italiano e di organi dello Stato italiano non sono più giustificabili con le cessate esigenze della guerra fredda, e costituiscono nell’Europa di oggi fattori di destabilizzazione che è possibile eliminare soltanto ripristinando i diritti violati.

13. I movimenti Trieste Libera, Südtiroler Freiheit e Trieste Libera – Austria intendono perciò collaborare in piena autonomia ma con obiettivi comuni e contatti adeguati per il ripristino di tutti i diritti violati delle popolazioni di Trieste, del Südtirol e dell’Austria, come anche dei popoli fratelli che hanno condiviso per secoli la stessa storia e fedeltà sovranazionale sino al 1918.

Lascia un commento
***