Mitometeo: le leggende della meteorologia

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Dio Thor, divinità germanica con delega al tuono ed agli eventi meteorologici, simboleggia l’ancestrale impotenza dell’uomo rispetto alle cose di Natura.

Come, ad esempio, accadde agli Antichi durante l’ultima glaciazione, così noi, evolutissimi esseri umani del Terzo Millennio, ci troviamo, per necessità, sempre più coinvolti dagli eventi meteorologici: ne siamo coinvolti perché quando sbocciano i fiori a Natale, nevica a giugno, la siccità incombe, poi arrivano le alluvioni.., ne conseguono disagi e, a volte, sciagure, per tutti: rovina delle colture, sudate e raffreddate fuori stagione, incidenti stradali, ferie rovinate e stress a mille!..

Sensibili sconvolgimenti dovuti al meteo toccano tutti, basti pensare al semplice: “oggi piove.., BIP!, che scarpe metto?”.

Cosicché ci si sente più influenzabili dal clima e, come gli Antenati si nascondevano dietro a divinità e spiriti, così oggi si ricorre alla meteorologia, tentando di capire, interpretare, prevedere.

Le origini del termine stesso di meteorologia ( studio delle meteore, intese come oggetti che cadono dal cielo) indicano che la scienza del Meteo nasce da incerte valutazioni di fondo: queste meteore sarebbero più specificatamente da intendersi come idrometeore (cioè “cose” d’acqua che cadono dal cielo); ma è improbabile che idrometeora entri nel linguaggio comune: il parapioggia diverrebbe il para(idro)meteora, scatenando il panico globale per imminenti cataclismi cosmici…

Meteore a parte.., le previsioni meteorologiche riescono raramente ad assolvere le proprie funzioni.

Si son fatti passi da gigante dalle prime osservazioni fatte da Aristotele nel 340 a.C. ma satelliti e modelli climatici sono distanti dal riuscire a pronosticare veramente che tempo farà.

Previsioni a due-tre giorni riescono ad offrire uno spettro di probabilità abbastanza attendibile: danno la tendenza, su base statistica, dell’evoluzione meteo.

Il più delle volte capita che l’opinione pubblica o, meglio, i media che la vanno ad informare, trascurino questa verità di fondo: la meteorologia aiuta nella comprensione dei fenomeni ma non li può prevedere né con esattezza, né con congruo anticipo.

Per cui i sensazionalismi gratuiti, i drammatici allarmi sull’imminente disastro climatico meritano un’unica risposta: scongiuri e raccapriccianti gestacci.

Il clima sta cambiando ma, forse, non è sempre cambiato?

Ci interessa sapere quali sono le origini di tali modifiche? Il normale corso della natura o lo zampino umano?

C’è molta confusione al riguardo e, per dimostrarlo, basta citare due film cult del genere climatico-catastrofico: “L’alba del giorno dopo” di Roland Emmerich (2004) prevede, con giubilo di sciatori e snowboardisti, l’imminente glaciazione; “Una scomoda verità”  (“An inconvenient truth”, Davis Guggenheim, 2006) raccoglie le turbe (sotto forma di convegni) di Al Gore che, concorrendo per la presidenza degli USA, procaccia consensi dispensando encicliche sul riscaldamento del Pianeta. Tiè! Corvacci del malaugurio!

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Tommaso Botto

5 commenti

  1. […] ghiacciate1 http://www.dovatu.it">La situazione, inoltre, potrebbe essere aggravata dal maltempo previsto nel prossimo fine […]

  2. […] po’ è stata la carenza di neve che ha caratterizzato questa stagione fredda. Un po’ è stata la voglia di creare un punto di ritrovo per appassionati di “bike […]

  3. […] ma l’accaduto è emblematico) in cui si mescolavano un sacco di congetture e predizioni apocalittiche che facevano passare i popoli alpini per speculatori ignoranti che, senza guardare in faccia la […]

  4. […] è questo l’unico esempio di previsioni esageratamente pessimistiche. Purtroppo nel corso dell’estate è accaduto molte volte che le previsioni meteo più che […]

  5. […] Da sempre la gente si rivolge a me interessandomi di problematiche varie e, nella fattispecie, da tempo, gli operatori turistici della mia zona si sono spesso lamentati per delle previsioni allarmistiche esagerate che più che dei bollettini meteo apparivano come degli avvisi di imminente calamità. […]

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