Matrimoni gay: si anima il dibattito a Udine

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Il presidente di Arcigay Friuli replica ai consiglieri del Comune di Udine Michelini e Freschi

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“Ringraziamo il sindaco di Udine Furio Honsell per la sua apertura che dimostra il suo senso della laicità. Sottolineiamo che non stiamo però chiedendo l’istituzione di alcun tipo di registro ad hoc per gay e lesbiche. Da cittadini di serie A chiediamo di utilizzare gli stessi strumenti di tutti i cittadini di serie A”.
Il presidente di Arcigay Friuli Giacomo Deperu esprime soddisfazione per le parole del primo cittadino del capoluogo friulano che durante la conferenza organizzata a Udine in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia si era detto disponibile ad accogliere le richieste dell’associazione nel far riconoscere i matrimoni gay contratti all’estero. Un’apertura oggetto di critiche da parte del centrodestra in consiglio comunale e di qualche perplessità anche nella maggioranza che sostiene Honsell.
“La questione – chiarisce Deperu – è registrare presso il Comune, laddove si registrano già tutti i matrimoni, anche quelli di persone omosessuali contratti legalmente all’estero. Vi immaginate, ad esempio, se marito e moglie sposati in Italia, atterrando in un Paese estero non venissero più considerati sposati? Ecco, tale assurdità, deve valere anche per le coppie omosessuali che dall’estero ‘atterrano’ in Italia, a maggior ragione se essi sono cittadini italiani. Non si tratta di istituire il matrimonio egualitario in Italia, anche se noi lo auspichiamo pur sapendo che non spetta certo al sindaco – prosegue il presidente di Arcigay Friuli –, bensì di riconoscere un dato di fatto inconfutabile, un diritto fondamentale acquisito in un Paese civile e democratico da due cittadini o cittadine di Udine”.
Dura la presa di posizione nei confronti del consigliere di centrodestra “Identità civica”, Loris Michelini che dalle pagine di un quotidiano locale ha affermato di essere per il “rispetto della famiglia e del matrimonio naturale”. “Il consigliere – attacca Deperu – deve spiegarci in quale modo riconoscere l’amore degli altri possa ledere il proprio. Se i paladini della ‘sacralità del matrimonio fra uomo e donna’, dimenticando che si parla di un istituto civile e non religioso, vogliono ‘valorizzarlo’ secondo il proprio credo, lo facciano divorziando di meno e non negando diritti alle persone omosessuali”.
Sulla questione si è espresso anche il consigliere di maggioranza PD, Claudio Freschi secondo cui “l’unione tra omosessuali è legittima, ma non va equiparata al matrimonio che, secondo me, ha natura generativa”. Ed è proprio sull’idea che il matrimonio sia tale da riconoscere solo per fini procreativi che Deperu replica. “A Freschi, che dimostra grande confusione ed approssimazione sul tema – prosegue il presidente di Arcigay Friuli –, chiedo se per caso venga richiesto un documento di accertata intenzione riproduttiva alle coppie eterosessuali che si sposano civilmente! Conosco molte coppie etero sterili o che hanno deciso di non avere figli e si possono tranquillamente sposare-. Che differenza c’è – chiede Deperu – rispetto ad una coppia omosessuale? Inoltre, sapesse Freschi quante coppie omosessuali hanno figli, anche a Udine, forse eviterebbe di spingersi in ambiti che palesemente ignora”.
Deperu, infine, invita entrambi i consiglieri a “non tirare per la giacchetta una Costituzione che dimostrano di non conoscere e che parla sempre di ‘coniugi’ e non di ‘mariti e mogli’ e ad informarsi sul fatto che la Corte Costituzionale si è espressa proprio per dire che nella Costituzione italiana non vi sono pregiudiziali che non consentano al legislatore di riconoscere il matrimonio anche fra persone dello stesso sesso”.

Redazione

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