MATRIMONI GAY: CONFUSIONE ANCHE SUI NUMERI

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La confusione sciorina numeri in maniera abbastanza superficiale sulla popolazione gay in Italia.
Rispondiamo qui a un lettore, o lettrice, non tanto educato che ha commentato saccentemente (e con insulti gratuiti) l’articolo sul DDL Cirinnà, adducendo un censimento presunto della popolazione gay in Italia, come da superficiale e propagandistica interpretazione del sito Gay.it (“Ecco quante sono le coppie gay” di Venerdì 6 Giugno 2014).

censimento 2011 coppie pari sesso
Se Istat, per quel che vale, ha censito nel 2011 appena 7.513 coppie di pari sesso, di cui 529 con figli, non è detto che si tratti in via esclusiva di 15mila e 26 omosessuali.
Quanti, ad esempio, hanno scelto una residenza di comodo, da un amico, da una cugina etc. per agevolazioni fiscali e simili? O perché non avevano proprio casa?
Infatti, ISTAT non ha censito gli omosessuali, non potendolo fare perché l’orientamento sessuale (non il genere) è un dato sensibile.

Da contro, le coppie ‘etero’ censite erano 13 milioni 989mila 473: diciamo 14 milioni? Quasi nove milioni di queste coppie conviventi hanno figli.

Questo rapporto 1:1.800 che ne consegue tra coppie gay e coppie etero evidenzia quanto in verità sia minoritaria la popolazione omosessuale: questo non significa certamente che i gay non debbano avere gli stessi diritti degli ‘etero’.
Ma equiparare il matrimonio ‘etero’ (chiamiamolo così) a quello ‘omo’, con particolare riguardo ad eventuali figli (adottati, a meno che non si seguano le tecnologie gender) sembra proprio una forzatura.

Pericolosa, non tanto per quel che possono ‘combinare’ eventualmente i gay ma perché in Italia bisognerebbe pensare maggiormente proprio alle famiglie tradizionali (chiamiamole ‘etero’): i figli son ‘cose’ serie, non sono cuccioli da esibire alla Elton John.
Scusate l’accostamento agli animali ma è il curriculum della Senatrice Cirinnà all’origine di quest’orrido abbinamento…

Riguardo poi al pensiero propagandistico “il matrimonio gay ce lo chiede l’Europa”, anche questa è una semplificazione riduttiva e di parte.
Sebbene alcuni Paesi europei abbiano regolamentato le convivenze omosessuali, guardiamo ad esempio, alla vicinissima e giovane Slovenia: un mese fa il popolo sloveno ha bocciato il referendum sull’introduzione del matrimonio gay (63% di contrari).

Ci son tanti giornalisti gay, forse sono la maggioranza: la notizia del ‘Si’ irlandese venne strombazzata per giorni, quella del ‘No’ sloveno è stata letteralmente censurata.

Tommaso Botto

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