MASSONERIA, GRANDE ORIENTE D’ITALIA, A UDINE SI DISCUTE DI GIOVANI ED EDUCAZIONE

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SABATO 23 NOVEMBRE VIII SEMINARIO DI STUDI MASSONICI DEDICATO AD ANTONIO CELOTTI
 grande oriente d'Italia

Focus su giovani ed educazione, sabato 23 novembre a Palazzo Kechler (Piazza XX Settembre, 4 – ore 16) nell’ottava edizione del tradizionale seminario di studi massonici dedicato ad Antonio Celotti, organizzato dal Collegio Circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia e dall’Associazione Culturale “Galileo Galilei” di Udine, sotto l’egida del Grande Oriente d’Italia. Con “Educare nella modernità. I giovani, cittadini del domani” (questo è il titolo dell’incontro) la Massoneria italiana affronta ancora a Udine un tema di attualità che in questa occasione emerge più pressante, alla luce di cronache e analisi di esperti che non lasciano spazio a deroghe sulla grave crisi esistenziale ed educativa attraversata dalle giovani generazioni. E non è un caso solo italiano – questo è il punto degli organizzatori – perché l’emergenza è ovunque, in quella parte della società di adolescenti e giovani uomini e donne che sono il nostro futuro, ma in cui s’investe sempre meno, e che la crisi economica generale contribuisce fortemente a colpire in termini economici e valoriali.

L’incontro di sabato prevede gli interventi di Fulvio Salimbeni “Educare nella modernità: ma quale modernità?”, Giovanni Maria Cecconi “La crisi apre spazi di nuova libertà”, Marco Cuzzi “Creare il cittadino: “la maieutica nazionale” nella storia d’Italia”, Gian Mario Cazzaniga “Dalla Casa di Salomone alla Rete: metamorfosi del processo educativo” e di Enzio Volli “La scuola e l’educazione nella modernità. Esperienze personali straniere e italiane”.Traccerà le conclusioni il Gran Maestro Gustavo Raffi.

Per fare il punto sulle iniziative del Grande Oriente d’Italia a Udine e nella Regione, anche in relazione ai temi della più stretta attualità, organizzatori e relatori del Seminario incontreranno la stampa nello stesso giorno, sabato 23 novembre alle ore 13 presso l’Astoria Hotel Italia per una colazione di lavoro. È prevista la presenza del Gran Maestro Gustavo Raffi.

 

EDUCARE NELLA MODERNITÀ: I GIOVANI, CITTADINI DEL DOMANI

VIII SEMINARIO DI STUDI MASSONICI

in memoriam Antonio Celotti

Sabato 23 novembre 2013 – ore 16

Udine, Palazzo Kechler

Piazza XX Settembre 4

I RELATORI DEL SEMINARIO

Gian Mario Cazzaniga, filosofo, università di Pisa

Dalla Casa di Salomone alla Rete: metamorfosi del processo educativo

Nel mondo antico il processo educativo si fonda sul rapporto fra maestro e discepolo per la trasmissione di norme di un mondo umano inteso come parte di un ordine cosmico. La Casa di Salomone nell’Atlantide di Bacone è insieme la riproposizione di regole etiche e la sperimentazione collettiva di nuove tecniche per accrescere la padronanza dell’uomo sul mondo naturale. La modernità produce un dualismo irrisolto fra istruzione come sapere tecnico ed educazione come trasmissione condivisa di norme etico-politiche. L’estensione dei diritti politici e dell’istruzione pubblica, gratuita e obbligatoria, esprime una nuova idea di felicità pubblica come welfare nella democrazia, idea oggi in crisi fra bolle finanziarie, globalizzazione dei mercati e degenerazione della democrazia come spoils system. La nascita della rete costituisce un grande progresso sulla via dell’istruzione generale gratuita e dell’autoapprendimento, si pensi a wikipedia, ma mostra l’assenza di modelli e di regole per l’educazione delle nuove generazioni, un’assenza con cui il XXI secolo dovrà fare i conti.

Giovanni Cecconi, avvocato

La crisi apre nuovi spazi di libertà

Lo stravolgimento delle tradizionali mappe cognitive può essere una grande opportunità per chi educa e per la scuola, poichè apre un’era di nuova libertà, all’interno della quale il rapporto tra docenti e discenti possa diventare, finalmente, centrale e libero.Certo, occorrono delle condizioni, perché ciò si realizzi e allora sarà necessario riflettere su cosa sia l’educazione, su cosa significhi far diventare ciascuno ciò che è.

Oggi è ingenuo dire che non esiste più educazione; è vero il contrario, poiché c’è trasmissione di valori ovunque. Siamo educati al consumo e la pulsione a consumare non si fonda su valori materiali, ma spirituali e i pubblicitari lo sanno bene….

Marco Cuzzi, storico, università degli Studi di Milano

Costruire il cittadino: la maieutica democratica nella storia d’Italia

La storia del sistema educativo nazionale italiano è costellata da una lunga serie di riforme, dove il principio di una scuola classista, dogmatica e sostanzialmente monodisciplinare (orientata segnatamente verso gli studi umanistici) si alterna a tentativi di tracciare percorsi formativi per le nuove generazioni caratterizzati da una spiccata sensibilità democratica e da un approccio critico e antiteoretico, con l’aggiunta di una più equa distribuzione delle risorse e delle attenzioni verso nuove discipline tecnico logiche e scientifiche. Dopo 150 anni di tentativi di fare dell’educazione nazionale uno strumento di adeguamento alla modernità, oggi siamo entrati in un corto circuito fatto di una pletora di piccole e grandi riforme spesso contraddittorie tra loro. Si tratta di rientrare nell’alveo di quella maieutica democratica che fu al centro del dibattito risorgimentale, caratterizzata dall’educazione al senso civico (appartenenza), dallo stimolo della curiosità (ricerca) e dalla capacità di discernimento (autonomia nei giudizi e senso critico). A ciò si dovrebbe aggiungere, in un mondo multiculturale e multirazziale, un principio di tolleranza che è l’esatto opposto del dogmatismo ideologico che sovente ha caratterizzato parte dei tentativi riformatori degli ultimi centocinquant’anni.

Fulvio Salimbeni, storico, università di Udine

Educare nella modernità, ma quale modernità?

Contro l’idea diffusa che modernità voglia dire solo tecnologia e uso dell’inglese come lingua universale in una società globalizzata su un modello standardizzato unico, la vera modernità consiste nell’impegno civile:

– per l’affermarsi di quel cosmopolitismo auspicato già da Kant;

– per la lotta contro tutte le discriminazioni (razziali, sessuali, religiose, sociali);

– per un autentico federalismo planetario sul piano politico;

– per la formazione alla cittadinanza e alla responsabilità civica;

– per il rispetto delle diversità culturali e delle specifiche identità comunitarie, senza, però, scadere in deleteri micronazionalismi ed etnicismi, oggi purtroppo risorgenti;

– per la costruzione di una vera comunità europea, fondata non sulla bancocrazia, bensì sui valori culturali e spirituali che presidettero alla fondazione della CEE;

– per una rinnovata quanto doverosa attenzione all’educazione, e non solo istruzione, dei cittadini, investendo in scuola e ricerca.

Enzio Volli, giurista, università degli Studi di Trieste, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia

La scuola e l’educazione nella modernità. Esperienze personali straniere e italiane

L’accento della conversazione va messo sulla seconda parte del tema del tema del convegno. I giovani cittadini del domani e la Educazione nella modernità non può essere che l’acquisire come scienza, “conoscenza”, e come animo “coscienza”, che, solo se unitariamente patrimonio di un giovane, possono farne un cittadino del domani.

La “coscienza” è data dall’esempio familiare e da quelli che la storia ha affidato al ricordo di future generazioni, la “conoscenza” del nostro essere della vita e dei sacrifici degli altri e del modo di porsi nel mondo di domani, dalla scuola.

Essenziale nella formazione dei cittadini di domani, è la scuola nel suo programma, nella sua capacità di far acquisire conoscenze e principi, scienza e filosofia. La scuola italiana, soprattutto negli ultimi decenni, è precipitata al suo più basso livello. La illusione della scuola di massa, il “diritto allo studio”, sono stati male interpretati. La scuola è un diritto quanto alla possibilità di accedervi, ma richiede necessari criteri di dura selezione e, al tempo stesso, individuare una collocazione per chi quella selezione non è nella possibilità di superare.

Già cinquanta anni fa la nostra scuola, la educazione, era ben inferiore a quanto nel resto dell’Europa quale la Svizzera, la Francia la Germania, come personalmente sperimentato. Se si vuole una educazione nella e per la modernità dei giovani vanno abbandonati certi metodi e atteggiamenti che oggi, con estrema frequenza, si riscontrano.

Le nostre punte di eccellenza sono purtroppo dovute a situazioni particolari, mentre, invece, “educare” necessita un insegnamento generale.

Occorre quindi una riforma dell’ordinamento scolastico tanto dal lato dei docenti (preminentemente tenendo conto del merito e della capacità pedagogica educativa) quanto da quello degli studenti perché possano apprendere quanto nel mondo di domani sarà necessario, non per competere, ma per poter essere adeguati.

Redazione

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