MANOVRA: SAVINO ILLUSTRA POSIZIONE FVG A COMMISSIONI BILANCIO

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La decisa volontà della Regione Friuli Venezia Giulia di rispettare il dettato costituzionale espresso nello Statuto di autonomia speciale, anche nella manovra contenuta nel decreto legge sulle misure di stabilizzazione finanziaria, è stata espressa oggi dall’assessore alle Finanze Sandra Savino nel corso dell’audizione della delegazione delle Regioni alla riunione delle commissioni congiunte Bilancio del Senato e della Camera.

“Abbiamo già dimostrato di saper utilizzare in modo responsabile l’autonomia speciale – ha spiegato l’assessore anche nella riunione preliminare della delegazione delle Regioni – ed abbiamo collaborato, già prima che fosse evidente l’emergenza,  alla riduzione del debito pubblico nazionale: in tre anni abbiamo diminuito quello regionale di 600 milioni.
Lo abbiamo fatto per consentirci una corretta gestione del bilancio  regionale, ma contemporaneamente questo porta una diminuzione anche per il debito complessivo dello Stato”.    

“Come siamo stati responsabili e capaci di gestire la Sanità con il bilancio regionale – ha notato la Savino – siamo anche una Regione che ha utilizzato la sua specialità razionalizzando e diminuendo gli Enti pubblici.
Proprio le scelte del presidente Renzo Tondo hanno portato, dopo la chiusura di enti ritenuti non più adeguati alle esigenze, alla soppressione delle Comunità montane che lasceranno presto il posto a forme di gestione associata dei servizi da parte dei Comuni”.

“Le competenze che lo Statuto affida alle Regione e i fatti che dimostrano la responsabilità nell’utilizzo delle stesse, non
ultimo il patto già sottoscritto con il Governo nazionale sul contributo al federalismo – ha concluso l’assessore Savino – ci portano a presentare l’emendamento con il quale, assieme ad altre Regioni speciali, chiediamo che la partecipazione alla manovra prevista dal decreto legge in discussione in Parlamento avvenga nel rispetto dello Statuto di autonomia”.

“E’ chiaro – ha detto infine – che forze politiche e sociali, incontrate nei giorni scorsi, condividono la posizione espressa
dal presidente della Regione Renzo Tondo che prevede il ricorso alla Corte costituzionale, qualora le competenze definite dallo Statuto non venissero rispettate”.

Redazione

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