Mamma voglio fare il Deputato (in Italia)

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Costituzione degli Stati Uniti d’America, 17 settembre 1787, Sezione VI:
“1. Senatori e rappresentanti riceveranno per le loro funzioni un’indennità che verrà fissata per legge e pagata dal Tesoro degli Stati Uniti…2. Senatori o rappresentanti, per tutto il periodo del loro mandato, non potranno essere chiamati a ricoprire una qualsiasi carica pubblica alle dipendenze degli Stati Uniti, che sia stata istituita o la cui retribuzione sia stata aumentata durante detto periodo; e chi abbia una carica pubblica alle dipendenze degli Stati Uniti non potrà essere membro di una delle due Camere finché conservi tale ufficio.”

Attualmente il Tesoro degli Usa fissa in 130.000 euro la retribuzione annua dei parlamentari di quella Nazione, siano essi Rappresentanti o Senatori. Una fetta cospicua di questo compenso deve essere destinata obbligatoriamente all’assicurazione sanitaria. Gli ex parlamentari hanno diritto ad una pensione solo se il loro mandato ha superato i venti anni: l’emolumento pensionistico varia, in base all’anzianità di servizio, dai 25.000 ai 40.000 euro annui.

Ben altre cifre si “leggono” a casa nostra; dopo una contorta ed interminabile somma tra indennità, diarie, rimborsi per le “spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori”, per le spese accessorie di viaggio, per i viaggi all’estero e per le spese telefoniche, un Deputato percepisce, al netto, 260.000 euro l’anno, un Senatore, sempre al netto, un po’ di meno, ossia 240.000 euro l’anno.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. L’importo dell’assegno varia da un minimo del 25 per cento (35.000 euro) ad un massimo dell’80 per cento (112.000 euro) dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Il Senatore, al termine del mandato parlamentare, riceve l’assegno di solidarietà (dopo tante pene e stenti!), che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità (4.540 euro), moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
Inoltre, il Senatore, cessato dal mandato, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età: l’algoritmo che genera l’importo, propone una cifra che va dai 4 ai 9 mila euro al mese.

630 Deputati in carica, più 322 Senatori in carica, compresi quelli “di diritto” e “a vita”, più oltre 2.000 parlamentari in pensione..: ma quanti soldi sono?
Domanda ingenua: i senatori “a vita”, vanno in pensione?

Tommaso Botto

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