Ma che bel cartello! Pubblicità on-line : Simply (Rcs) e Google impongono ricavi ridicoli ai piccoli giornali

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Dopo qualche mese di sperimentazione, abbiamo finalmente eliminato da questo sito web i banner pubblicitari ‘automatici’.

online ad blog

Ormai abbiamo raccolto dati ed informazioni utili per una disamina ‘suicida’ (già immaginiamo le ritorsioni), una delle ultime inchieste che prevediamo di pubblicare (e vi anticipiamo così l’imminente pausa sabbatica che Dovatu si prenderà, attendendo tempi migliori, anche perchè è un lavoro troppo impegnativo per farlo gratis…), secondo il nostro solito principio “finchè non vediamo, non ci crediamo”.
Leggerete di tutto su internet al riguardo: tutto ed il contrario di tutto ed è inequivocabile che ognuno porti l’acqua al suo mulino, intrallazzando o con questo o con quello e sempre con atteggiamento, supinamente, omertoso riguardo ai mostri multinazionali monopolisti del settore…

Partiamo dal dato fondamentale: ogni visualizzazione (ossia ogni visita, se vi è un solo banner per pagina)’vale’ la bellezza di 0,0001 €.
Si, un 1/10.000 di €. Fatevi pure i calcoli… Noi guadagneremmo 4 euro al mese… Teneteveli!

 dati simply

 

Poi ci sono i click (e le conversioni!) sulle pubblicità (che pagano qualcosa in più) ma, ovviamente, non c’è un riscontro effettivo su questi dati: te lo dice chi dà il servizio, e basta. E poi, scusate l’ovvietà, il click dipende anche dal tipo di pubblicità, se bella o brutta, se accattivante oppure banale…

Inoltre, una cosa che ci ha sempre lasciati attoniti, è il fatto che non vi sia un sistema univoco di contare le visite.
Paradossalmente, infatti, noi abbiamo tre fonti statistiche (wordpress, Aruba e il fantomatico Google Analytics): i dati variano assai e risultano tra loro incomparabili per l’utilizzo di meccanismi e coefficienti astrusi e tendenziosi… Insomma, chi sa quante visite ha, scagli la prima pietra!

Google..: avevamo iniziato, da neofiti, con il servizio di pubblicità offerto da Google ai ‘publisher’; importi sconosciuti sarebbero stati accreditati in base al traffico presunto dal monopolista di internet.

Tempo due giorni e uno strano avviso (anche vergognoso, se volete) ci comunicò che il servizio veniva sospeso per attività di ‘click non validi’. Boh? Non abbiamo mai saputo quanti furono questi click e al nostro reclamo nessuno rispose (è un classico in questa epoca di conigli).

Tempo poche ore e ci giunse una mail pubblicitaria che promuoveva un servizio analogo ma non di Google, bensì di Simply ( una Business Unit di Dada, quotata al mercato MTA di Borsa Italiana nel segmento STAR (DA.MI) e tra i suoi azionisti figura il Gruppo RCS (RCS.MI) che detiene il 50,74%.
Sul sito italiano di Simply non lo dicono ma, nella versione internazionale, nei capitoli che si rivolgo non ai publisher (chi edita un sito) ma agli inserzionisti (chi acquista spazi pubblicitari, chi fa pubblicità) scopriamo che Dada e Google, anziché farsi concorrenza, vanno a braccetto: “Simply.com is also a Google AdWords™ Authorized Reseller in Italy, Spain and the UK and is the only company in Europe to have signed and launched a multinational network. The Simply.com staff are trained by Google AdWords specialist, and are all qualified Google Advertising Professional. Thanks to this direct relationship, Simply.com users can create ad campaigns on Google AdWords in an easy and effective way by selecting categories and keywords that are constantly updated by Simply.com staff, and through the use of online ads optimizer tool”.

Abbiamo subito aderito all’accordo con Simply e abbiamo notato che parecchi banner di Simply (Rcs) hanno intestazioni e link che ‘parlano’ di Google. E’ stato più forte di noi: pur verificando, dopo poco, le miserie che sarebbero state accreditate, abbiamo voluto, nel tempo, approfondire la questione.

Si parla tanto di ‘abuso di posizione dominante’…

Oligarchia della rete?

Editori puri non se ne trovano, tanto meno con le palle: c’è qualcuno? sponsor@dovatu.it

 

 

Tommaso Botto

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