M5S: ddl geositi, grotte e Carso monco (e pieno di deroghe)

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M5S FVG contrario a un testo obsoleto, monco e pieno di deroghe: “Hanno previsto persino un articolo che tutela le grandi opere e non il territorio e l’ambiente”

grotte postumia

 

Obsoleto, monco e pieno di deroghe assurde con un articolo che sembra fatto apposta per favorire, Tra gli altri, il progetto del Treno ad Alta Velocità. Il MoVimento 5 Stelle boccia senza appello il disegno di legge n. 150 che, in teoria, dovrebbe tutelare e valorizzare la geodiversità, il patrimonio geologico e speleologico e le aree carsiche.

“Ci aspettavamo una legge più innovativa – dichiara la portavoce in Consiglio regionale Ilaria Dal Zovo -. Questo testo invece, è già obsoleto prima ancora di entrare in vigore e pecca sotto molti punti di vista, in primis nella parte che riguarda le definizioni. Persino gli esperti auditi in Commissione le hanno definite errate e mancanti di alcuni concetti base”.

“Letteralmente assurdo poi l’articolo sulle deroghe. Si propone una legge per tutelare e valorizzare la geodiversità del patrimonio geologico e speleologico e delle aree carsiche e poi, si rovina tutto, inserendo un articolo inconcepibile. Si tratta dell’articolo che noi abbiamo ribattezzato, da subito, l’articolo della TAV – spiega Dal Zovo -. In sostanza, cari cittadini, l’articolo consente la realizzazione di opere pubbiche o d’interesse pubblico – quindi anche  private – in deroga ai divieti posti sui geositi o sul patrimonio speleologico e delle forre”.

“Nelle grotte carsiche o nelle forre, per esempio, è vietato abbandonare rifiuti e scaricare reflui di qualsiasi natura, ma se dovete realizzare un’opera pubblica, la norma prevede che potrete distruggere, occludere e danneggiare le forme carsiche o alterarne permanentemente la morfologia, ma se non bastasse potreste anche provocare alterazioni ambientali permanenti e, in particolare, alterare il regime idrico o compromettere la funzionalità dell’ecosistema”.

“Parimenti con questo disegno di legge tuteliamo i geositi, ovvero quelle aree o territori, sia epigei che ipogei, con caratteristiche geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche, paleontologiche, mineralogiche e pedologiche di intrinseco interesse e importanza per la comprensione della storia e dell’evoluzione della Terra. Poi però di fronte a una qualsiasi opera pubblica si permette l’alterazione del regime idrico, della morfologia del terreno, di realizzare nuove cave o impianti di recupero o smaltimento dei rifiuti. In sostanza – aggiunge il portavoce in Consiglio regionale Cristian Sergo – con questo solo articolo si annulla tutto quello che ci potrebbe essere di buono nella norma, con buona pace degli sforzi volti a tutelare questi patrimoni”.

“In altre regioni è prevista la realizzazione di opere, ma devono esser ritenute necessarie e supportate da documentati e imperativi motivi di interesse pubblico di sicurezza” sottolineano i portavoce.

“Questa volta la giunta Serracchiani non ha preso esempio dalle altre regioni che di solito vengono utilizzate come modello in questa legislatura. Invece – concludono i due portavoce del M5S – ha voluto dare prova diretta di quanto poco, come sempre, le interessi la tutela del territorio a vantaggio dello sviluppo, degli appalti, a tutti i costi”.

Redazione

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